
LE NOTIZIE, UN'ARMA DI DISTRAZIONE – IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI, CONFERMA LO SCOOP DEL FOGLIO SUI CONTATTI CON GIORGIA MELONI PER DIVENTARE PORTAVOCE DI PALAZZO CHIGI. MA POI, DAVANTI ALLA REDAZIONE, AGGIUNGE: “NON ME NE VADO. QUALORA DOVESSI PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA, NE INFORMEREI PER TEMPO L’AZIENDA. MA ALLO STATO NON C’È NULLA” – LA CURIOSA COINCIDENZA: LA NOTIZIA È USCITA SUL “FOGLIO” (GIORNALE AMICO VICINO A GIORGIA MELONI), IL GIORNO DOPO IL SORPASSO DEL TG5 SUL TG1 DI CHIOCCI
GIORGIA MELONI PREPARA LA “PROMOZIONE” PER GIAN MARCO CHIOCCI - IL DIRETTORE DEL TG1, ENTRATO IN COLLISIONE CON L'AD ROSSI, HA FALLITO LA PRESA DI POTERE IN RAI: E' PRONTO A TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI PER DIVENTARE PORTAVOCE DELLA PREMIER DELLA SGARBATELLA IN VISTA DEL VOTO 2027 (MA FAZZOLARI, CAPO DELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO, NON VUOLE AVERLO TRA I PIEDI: CONOSCE I SUOI RAPPORTI CON I VERTICI DEGLI APPARATI DI STATO, SERVIZI IN PRIMIS) – CHIOCCI HA TRASFORMATO IL PRIMO TG NELL'ARMA DI PROPAGANDA DI TELE-MELONI, MA CON CONSEGUENZE DISASTROSE PER GLI ASCOLTI: GIOVEDÌ È STATO SUPERATO DAL TG5 – IRONIA DELLA SORTE: CHIOCCI, AUTORE DELLO SCOOP SULLA CASA DI MONTECARLO (2010), CHE SPENSE LA CARRIERA POLITICA DI FINI, FINIREBBE AL FIANCO DI FABRIZIO ALFANO, EX PORTAVOCE DI FINI, OGGI CAPO UFFICIO STAMPA DELLA MELONI - CHIOCCI CONFERMA LO SCOOP DEL "FOGLIO" - AL TG1 ARRIVA SECHI?
Rai, il direttore del Tg1 Gianmarco Chiocci portavoce di Meloni? Lui: «Non passo a Palazzo Chigi, sto bene qui»
Antonella Baccaro per www.corriere.it
«Non me ne vado, sto bene al Tg1. In questi due anni e mezzo ne ho ricevute molte di proposte, ma non intendo darvi corso». Gianmarco Chiocci, direttore della principale testata Rai, ha tranquillizzato così, stamane, la sua redazione rispetto alle voci di un imminente passaggio alla direzione della comunicazione di Palazzo Chigi. «Non vi convocherò di nuovo - ha proseguito -: se anche nei prossimi giorni dovessero uscire altre indiscrezioni simili, vi ho già detto tutto».
Le indiscrezioni di oggi sono quelle pubblicate da Il Foglio, secondo le quali la premier Giorgia Meloni […] avrebbe pressato Chiocci per portarlo alla direzione della comunicazione.
Notizie che Chiocci aveva subito precisato, in prima mattinata, con un comunicato in cui non negava i contatti con la premier: «Di vero - aveva chiarito - c’è solo che nei giorni scorsi mi ha sondato informalmente per capire una mia eventuale, futura, disponibilità nella gestione della comunicazione, affiancando il collega Fabrizio Alfano che segue già tutta la comunicazione di Palazzo Chigi e del Consiglio dei Ministri».
GIORGIA MELONI E FABRZIO ALFANO A BUDAPEST
Dunque solo un pourparler? «Una chiacchierata come tante altre in questi mesi, a cui non è seguita assolutamente alcuna decisione da parte mia. E’ ovvio che, qualora dovessi prenderla in considerazione, ne informerei per tempo prima l’azienda, dimettendomi conseguentemente da direttore. Ma allo stato, ripeto, non c’è nulla».
E in Rai in effetti stamattina gli interpellati di peso cadevano dalla nuvole. […] Qualcuno, senza escludere che Chiocci fosse in trattative con Chigi, come già si vociferava nei mesi scorsi, maliziosamente faceva notare come la notizia del suo ipotetico addio al Tg1 fosse uscita esattamente il giorno dopo la certificazione del sorpasso da parte del Tg5, quasi a distrarre l’attenzione dall’impasse.
«Un evento circoscritto - avrebbe detto Chiocci, a tal proposito, alla sua redazione -: nella media siamo stabilmente avanti alla concorrenza». E avrebbe anche prodotto uno studio dell’Osservatorio di Pavia secondo cui il TgUno sotto la propria direzione figurerebbe come «il più equilibrato» […]
Insomma Chiocci avrebbe subito colto l’occasione per ribaltare la narrazione, che le opposizioni ieri avevano subito imbastito, di un TgUno in crollo verticale. Le stesse opposizioni stamani gongolavano nel leggere l’indiscrezione del passaggio di Chiocci a Chigi, trovandoci la conferma alle proprie tesi per cui il TgUno sarebbe il “megafono” di Meloni.
E c’è chi avrebbe cominciato a lanciare scommesse sulla durata di Chiocci in un posto così delicato nel quale uno pure molto tosto, come Mario Sechi, è durato appena tre mesi, avendo dovuto fronteggiare la “centralità” del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e lo staff della premier.
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