luigi carbone

UN GOVERNO IN CANZONETTA - NELLA NOTTE DECISIVA PER IL BILANCIO, MENTRE PD E M5S SI AFFANNAVANO A METTERE ASSIEME IL PROVVEDIMENTO, CON UNA TIRATA DI 14 ORE, IL CAPO DI GABINETTO DEL MEF, LUIGI CARBONE, SI ESIBIVA COL SUO GRUPPO DI MUSICA NAPOLETANA ALL’AUDITORIUM DI ROMA - DICONO CHE IL MINISTRO ROBERTO GUALTIERI NON L'ABBIA PRESA BENE QUANDO GLI È ARRIVATO SUL TELEFONINO IL VIDEO DELLA PERFORMANCE…

Luigi Carbone

Giorgio Gandola per “la Verità”

 

«Ma Luigi dov'è?». Da distratta la domanda diventa seria, percorre i corridoi del ministero e di minuto in minuto si trasforma in invocazione baritonale. Il momento è grave, la manovra non fa mezzo passo avanti in quell' 11 dicembre della discordia in cui gli sherpa di Pd, Movimento 5 stelle e Italia viva sono impegnati ad abborracciare accordi per dare forma alla finanziaria più impressionista dell' era moderna.

 

gualtieri

Ne sta uscendo uno sgorbio, l'accordo non si trova, qui va smussato e qui va riscritto, serve un super tecnico che tenga la barra dritta e individui il porto sicuro dei regolamenti. «Ma Luigi dov'è?» chiedono tutti, come un grido degno di Mario Marenco in Alto Gradimento, in Commissione bilancio, mentre nelle stanze del ministero dell' Economia e delle Finanze (il mitico Mef che deve accontentare gli italiani senza irritare l' Europa) scende la sera e poi la notte. La notte più lunga, la notte senza l'Innominato.

 

Luigi è il dottor Carbone, capo di gabinetto del Mef, l'uomo dei numeri e delle circonlocuzioni, colui che spostando una virgola o un decimale farebbe quadrare i conti. Il funzionario che le biografie indicano come «uno dei più grandi esperti di semplificazione normativa», un pilastro invisibile, il mediano alla Pirlo che fa la differenza. Servirebbe come l' acqua nel deserto, ma non c'è. Nel giorno del giudizio sta suonando un altro spartito. È su un altro palcoscenico, certamente più divertente, a un tiro di taxi: l'auditorium Parco della Musica dove si esibisce alle tastiere con il gruppo NeaCo', acronimo di Neapolitan Contamination, un ensemble di ottimo livello che da settimane aveva annunciato la sua presenza in uno dei templi italiani delle sette note.

 

LUIGI CARBONE

Mentre lui attacca dolcemente 'Na jurnata e sole, al ministero va in scena la notte delle streghe. Giacca e camicia nera, piglio da frontman del neomelodico, il capo di gabinetto del Mef mostra grande perizia alle tastiere. Dicono che il ministro Roberto Gualtieri non l'abbia presa bene e quando gli è arrivato sul telefonino il video della performance postata su Facebook abbia stretto i pugni con tale forza da spaccare una noce di cocco.

 

Il funzionario fuoriclasse gli serviva su altre melodie molto più asciutte, procedurali, stile Karlheinz Stockhausen. Ecco dov' era il prezioso Luigi. Nella maratona al ministero (14 ore) è successo di tutto, ed emendamenti scritti con la formidabile superficialità grillina mescolata alle antiche furbizie piddine hanno provocato eccessi di deficit non sostenibili.

 

giuseppe conte roberto gualtieri mes

Un esempio. Nella scrittura del decreto per i prepensionamenti dei giornalisti gli estensori hanno allargato il provvedimento a poligrafici e stampatori. E si sono accorti del problema solo quando la Ragioneria ha fatto notare che lo stanziamento avrebbe dovuto essere non di 80 milioni ma di 10 volte superiore. Un errore ripetuto su altre tematiche di spesa che oggi fa mancare più di 1 miliardo alle coperture. E che costringerà l' esecutivo a costruire un decreto apposito per emendare gli eccessi dilettantistici della manovra. Loro pasticciavano e lui suonava. Tastiera e voce, il leader.

 

Lunedì la legge di bilancio approda al Senato per il voto del maxiemendamento, poi passerà alla Camera, blindata, quindi senza possibilità di ulteriori discussioni nel merito. Pronta per essere sottoposta a un secondo voto di fiducia. Uno stile muscolare che rivaluta il percorso e le modalità della Finanziaria 2018. Allora i colonnelli del Pd avevano gridato all' attentato democratico sotto Natale; alla luce degli ultimi accadimenti, quegli estensori sembrano tutti premi Nobel.

 

LUIGI CARBONE

Nell' ora più buia il capo di gabinetto avrebbe fatto comodo. C' è da credere che prima e dopo sia stato comunque decisivo, che abbia emendato l' emendabile rattoppando gli strappi e riportando nell' alveo della legalità le scivolate più bohemiènnes.

Certo, quel concerto proprio la sera delle streghe.

 

Luigi Carbone ha un curriculum di prim' ordine, sia come civil servant sia come tastierista. Voluto nel delicatissimo ruolo dall' ex ministro Giovanni Tria dopo le dimissioni di Roberto Garofoli (fatto scivolare ai margini da Giuseppe Conte e da Luigi Di Maio per la faccenda delle presunte manine che remavano contro il loro primo governo), è stato strappato a fatica al Consiglio di Stato che lo riteneva indispensabile.

 

ROBERTO GUALTIERI

Magistrato napoletano di 52 anni, docente all' università Luiss, Carbone è stato componente dell' Autorità per l' energia elettrica e il gas, poi vicesegretario generale della presidenza del Consiglio. Ha presieduto il comitato dell' Ocse sulla Better regulation, è stato capo di gabinetto del ministero della Semplificazione con Roberto Calderoli nonché consigliere giuridico di Giuliano Amato, Franco Bassanini, Sabino Cassese.

 

Ha sempre avuto la musica nel sangue e lo dimostra con NeaCo', ensemble in grado di rivisitare i classici napoletani in chiave funky, jazz, reggae, blues, calypso. «Celebriamo la città-simbolo della contaminazione», spiegò un giorno. Contaminare una manovra assurda è praticamente impossibile.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…