OBAMA DIVENTA “NORMALE” - NIENTE VIP ALLA CONVENTION DI CHARLOTTE: NEL 2008 A BENEDIRE BARACK A DENVER C’ERANO SUSAN SARANDON, ANNE HATHAWAY, JAMIE FOXX, JON HAMM E CHARLIZE THERON - STAVOLTA SI PUNTA SU COPPIE DI CITTADINI COMUNI, SERVONO I VOTI DELLA CLASSE MEDIA - IL GRAN RITORNO DI BILL CLINTON - LO STAFF PUNTA TUTTO SULLA REGINA MICHELLE - POVERI DEMOCRATICI! I FINANZIAMENTI LANGUONO E SI BUSSA A DENARI DAI SINDACATI….

Maurizio Molinari per La Stampa

Più cittadini comuni che star di Hollywood sul palco al fine di descrivere in maniera netta il contrasto fra l'idea dell'America di Barack Obama e quella di Mitt Romney: è questa la formula attorno a cui David Plouffe, David Axelrod e Jim Messina - i più stretti consiglieri del presidente democratico - hanno costruito calendario, volti e temi della Convention democratica che si svolge a Charlotte, in North Carolina, dal 3 al 6 settembre, anche se solo da martedì 4 si entra nel vivo.

Se nel 2008 la Convention di Denver vide una sfilata di star per sostenere Obama, questa volta Susan Sarandon, Anne Hathaway, Jamie Foxx, Jon Hamm e Charlize Theron resteranno lontani dai riflettori come farà George Clooney con cui il presidente ha una forte intesa sulla protezione dei civili in Darfur.

Al loro posto saliranno sul palco coppie di cittadini comuni per dialogare sui temi-cardine che descrivono i valori dell'America di Obama: il diritto degli omosessuali a sposarsi e a servire in quanto tali nelle forze armate, la difesa dell'aborto, la parità di remunerazione fra sessi e soprattutto la difesa della classe media, dalla tutela della sanità all'istruzione, al lavoro. È attorno a questa agenda di «testimonianze» che parleranno davanti ai 5.556 delegati i volti a cui la Convention affida il compito di entrare nelle case di milioni di famiglie per consolidare il consenso fra i liberal e conquistare gli indecisi.

Martedì 4 settembre si inizia con Michelle Obama, la First Lady che si presenterà come «una madre come tante impegnate a dare un futuro migliore ai propri figli», anticipa il portavoce Ben LaBolt, aggiungendo che nella Time Warner Cable Arena potrebbero affacciarsi anche la figlie Sasha e Malia. Michelle è il volto più popolare dell'amministrazione e parlerà del «retroterra e dei valori di Barack» per spiegare quanto «lavori ogni giorno per il miglioramento della classe media».

Mercoledì 5 settembre è riservato ai due pesi politici massimi: l'ex presidente Bill Clinton, che proporrà la nomination, e il sindaco di San Antonio Julian Castro, il cui «keynote speech» offrirà per la prima volta a un ispanico la responsabilità dell'indirizzo politico alla Convention.

Giovedì 6 settembre toccherà al vicepresidente Joe Biden parlare di economia entrando nel concreto del duello più importante con i repubblicani per poi lasciare la conclusione a Obama, che parlerà nello stadio «Bank of America» per l'accettazione della nomination.

È un percorso destinato, anticipa Jim Messina titolare del «Team Obama» nel quartier generale di Chicago, a mettere gli americani di fronte al «contrasto più evidente» fra le proposte dei due partiti e a tal fine i consiglieri politici Axelrod e Pluoffe hanno messo a punto un'agenda di attacchi di precisione contro Romney.

A portarli saranno degli ex repubblicani, come il governatore del Rhode Island Lincoln Chafee, per evidenziare «l'estremismo» delle proposte di Mitt, i «mastini della Casa Bianca», come il sindaco di Chicago Rahm Emanuel, e quindi le dieci donne.

A cominciare dall'ispanica Eva Longoria volto di spicco del serial «Casalinghe Disperate», con messaggi convergenti su aborto e parità di diritti tesi a rafforzare la presa del presidente uscente sulle elettrici, che sono la maggioranza degli aventi diritto al voto.

Fra gli artisti attesi sul palco per la musica che intrattiene i delegati vi sono l'hip hop Common che si vanta di «essere odiato da Fox tv e Sarah Palin» e Jeff Bridges, la star de «Il grande Lebowski» che sarà reduce da un analogo spettacolo a Tampa per i repubblicani. Ma Messina e Plouffe si affrettano a precisare che «vi saranno delle sorprese» preparandosi a svelarle dall'attimo di chiusura della Convention repubblicana, per tentare da subito di smorzare l'effetto-Tampa per Romney.

Al quale proveranno anche a togliere qualche riflettore la prossima settimana. Obama infatti ha pianificato un blitz di 48 in tre Stati in bilico - Iowa, Colorado e Virginia - dove incontrerà soprattutto studenti. Michelle Obama andrà in tv da David Letterman. E ieri, giocando d'anticipo, Obama ha accusato il rivale di «aver assunto posizioni troppo estreme, perché favorisce i ricchi» e di «non essere pronto per la Casa Bianca».

La nota dolente per gli organizzatori di Charlotte viene però dal fronte dei dollari perché le difficoltà incontrate dal finanziamento della campagna si ripercuotono su Charlotte, obbligando a spostare i luoghi di alcuni party come anche a chiedere fondi alle casse dei sindacati, da sempre forziere di ultima risorsa dei democratici.

 

 

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