semo gente di porcata - vignetta by mannelli giancarlo giorgetti giorgia meloni

IL GOVERNO PENSA CHE GLI ITALIANI SIANO DEF-ICIENTI – OGGI GIORGETTI PRESENTA UN DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA “SNELLO E ASCIUTTO”: CONTERRÀ SOLO I DATI TENDENZIALI DEI CONTI PUBBLICI, CIOÈ LA SITUAZIONE DEI CONTI A POLITICHE INVARIATE E SENZA CONSIDERARE GLI OBIETTIVI DELL’ESECUTIVO. UNA MOSSA CHE NASCONDE IL TERRORE DI DOVER ANNUNCIARE CHE NON CI SONO QUATTRINI, E RIMANGIARSI LE PROMESSE ELETTORALI IN VISTA DELLE EUROPEE

1 - IL GOVERNO VARA IL DEF A METÀ GIORGETTI: "ASPETTIAMO L'UE" I BONUS COSTANO 220 MILIARDI

Estratto dell’articolo di Paolo Baroni per “la Stampa”

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni

Sarà un Def «snello e assai asciutto», che ricalcherà le stime formulate nella Nota di aggiornamento dello scorso autunno […]. «I numeri? Saranno realistici, né gonfiati, nè troppo impostati alla prudenza» fanno sapere font di governo.

 

Il Pil del 2024 è così fissato +0,9% (anziché a +1,2) e a +1,2 (invece di +1,4) quello del 2025; il deficit 2024 resta al 4,3% - senza necessità (per ora) di manovra correttiva […] per poi iniziare a scendere nel 25-26, col debito abbastanza stabile, quest'anno appena sotto al 140%.

 

giorgia meloni ursula von der leyen kiev

Il Documento di economia e finanza «light», o «transitorio» come viene definito […] «risponde alla situazione di cambiamento delle regole europee […]. Non ci sono ancora le istruzioni della nuova governance, quando ci saranno - abbiamo deciso a livello europeo intorno all'estate - faremo il piano strutturale come richiesto da queste nuove regolamentazioni».

 

In pratica il nuovo Def […] conterrà solo il quadro tendenziale, cioè la situazione dei conti a politiche invariate, senza le misure che l'esecutivo potrebbe mettere a terra. Scelta contestata duramente da tutte le opposizioni, soprattutto dal Pd, e certamente inedita per un governo nel pieno delle sue funzioni.

 

IL RIGORE - VIGNETTA BY GIANNELLI

Il governo ne fa una questione di «prudenza» perché oltre alla riforma della governance europea, sul 2025 si dovrà tener conto anche della procedura per deficit eccessivo che lo stesso Giorgetti nei giorni scorsi ha dato per scontata. Per cui oltre a dover rifinanziare le misure messe in campo con l'ultima Legge di bilancio […] il governo dovrà prevedere una correzione dei conti dello 0,5% annuo, all'incirca 14 miliardi.

 

Sbilanciarsi ora con misure specifiche esporrebbe il governo al rischio di dover poi fare magari marcia indietro ed è la cosa che si cerca di evitare, come si vogliono evitare annunci di possibili nuovi tagli a pochi mesi dal voto per le europee.

 

[…] Sulle stime dei conti pesa soprattutto il Superbonus, che ieri secondo gli ultimi conteggi dell'Enea a fine marzo ha raggiunto quota 122,24 miliardi di euro, quasi 8 in più rispetto al mese precedente. L'Agenzia delle Entrate deve fornire al Tesoro le ultime comunicazioni raccolte su sconto in fattura e cessione dei crediti di tutti bonus dopo lo stop scattato il 4 aprile: il conto sarebbe particolarmente salato tanto da toccare quota 220 miliardi. […]

 

2 - PER IL DEFICIT L’IPOTESI 4,3-4,8% POI PESERANNO LE «UNA TANTUM»

meloni gentiloni

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

Se il governo confermasse oggi la scelta di limitarsi a pubblicare nel suo Documento di economia e finanza (Def) solo i dati tendenza dei conti pubblici — non gli obiettivi — seguirebbe l’esempio di solo altri due esecutivi in Italia da quando esistono l’euro e il patto di Stabilità: quelli di Paolo Gentiloni nell’aprile del 2018 e di Mario Draghi nel settembre del 2022. Ma in quei due casi si trattava di governi dimissionari, dopo elezioni che avevano del tutto cambiato il quadro politico. In questo di un governo saldamente in sella con tre anni e mezzo di vita davanti.

 

GIANCARLO GIORGETTI GIORGIA MELONI - QUESTION TIME SENATO

Certo a quel punto la strada sarebbe segnata: il Def conterebbe andamenti in parte simili a quelli corrispondenti di sei mesi fa. Un minuto dopo, poi, gli osservatori nelle altre capitali europee e nei mercati inizierebbero a chiedersi come leggere le serie di numeri pubblicate ufficialmente a Roma.

 

Perché la struttura della finanza pubblica italiana […] richiede di essere osservata senza tirare conclusioni frettolose. Ciò che dovrebbe saltare all’occhio nel Def annunciato oggi in Consiglio dei ministri, è che esso somiglia […] alla nota di aggiornamento (Nadef) varata dallo stesso governo circa sei mesi fa.

 

MARIO DRAGHI - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

In particolare ci assomiglia per gli andamenti «tendenziali» del deficit, cioè immaginando che quest’anno e nei prossimi non cambi nessuna delle leggi che hanno un impatto sulla finanza pubblica. A legislazione immutata rispetto a quella oggi in vigore - sulla base di quanto indicato nella Nadef di settembre scorso - il deficit sarebbe al 4,3% del prodotto interno lordo (Pil) quest’anno, al 3,4% il prossimo e al 3,1% nel 2026.

 

Livelli tutto sommato contenuti e in calo, soprattutto a confronto di un deficit attorno all’8% nel 2023 e negli anni precedenti. E nel Def in approvazione oggi questi valori «tendenziali» dovrebbero essere simili […] rispetto a quelli della Nadef di settembre. Dunque, […] per il 2024 il governo oggi dovrebbe pubblicare un dato di deficit per quest’anno fra il 4,3% e il 4,7% del Pil. Non sopra.

 

giancarlo giorgetti

Il passaggio successivo è però capire cosa implichi davvero un dato di bilancio a legislazione invariata oggi in Italia. La legge di bilancio attualmente in vigore per il 2024 […] contiene infatti dei provvedimenti che sul piano legale decadono dopo dicembre prossimo: […] A legislazione invariata, come espressa nei dati tendenziali che dovrebbero essere pubblicati oggi dal governo, l’impatto sul deficit di questa famiglia di «una tantum» sparisce a partire dal 2025.

 

Un Def che pubblichi solo i dati tendenziali a legislazione invariata elimina così dal deficit e dal debito l’impatto di tutte le misure in vigore solo sul 2024. Eppure su di esse resta l’impegno politico del governo al rinnovo per il 2025. E Giuseppe Pisauro, l’ex presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, stima che quegli sgravi costino 19 miliardi: quasi l’uno per cento di deficit (e debito) in più in confronto al Pil.

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN A FORLISEMO GENTE DI PORCATA - VIGNETTA BY MANNELLI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…