ORMAI I RAPPORTI CON TRUMP SONO COMPROMESSI, AVANTI CON IL PROGETTO ANTI-USA – L’AD DI LEONARDO, LORENZO MARIANI, CONFERMA LO SCUDO “MICHELANGELO DOME”, NATO QUANDO ALLA GUIDA DEL COLOSSO ITALIANO DELLA DIFESA C’ERA ROBERTO CINGOLANI - AL MOMENTO DELLA DEFENESTRAZIONE DI CINGOLANI, SI DISSE CHE POTEVA ESSERCI LA MANONA DEGLI AMERICANI, INDISPETTITI DALL’ECCESSIVA “IMPERMEABILITÀ” DELL’EX MINISTRO AI DIKTAT A STELLE E STRISCE – VISTI I “VAFFA” VOLATI TRA ROMA E WASHINGTON, ORMAI È ACQUA PASSATA…
CINGOLANI NON VOLEVA FA' L'AMERICANO – DIETRO ALLA DEFENESTRAZIONE DELL'AD DI LEONARDO C'È (ANCHE) LA MANONA DELLO ZIO SAM! ALEXANDER ALDEN, CONSIGLIERE DI PALANTIR E RAPPRESENTANTE DEL MONDO TRUMPIANO IN EUROPA, CHE VANTA UN OTTIMO FEELING CON GIORGIA MELONI, AVREBBE MANIFESTATO PERPLESSITÀ SULLA GOVERNANCE DI LEONARDO. NON TANTO PER LO SCUDO “MICHELANGELO DOME”, QUANTO PER UNA “IMPERMEABILITÀ” DI CINGOLANI AI COLOSSI A STELLE E STRISCE – LA "PISTA AMERICANA" È SUGGESTIVA MA NON SPIEGA TUTTO: LO SPIGOLOSO MANAGER NON È MAI ANDATO A GENIO ALL’APPARATO MILITARE, E HA FATTO UN GRANDISSIMO ERRORE: NON È MAI SCESO A COMPROMESSI CON I RITI DELLA POLITICA ROMANA, CHE DETESTAVA GIÀ AI TEMPI DEL GOVERNO DRAGHI – LE NOMINE “ALLEGRE”, LE TENSIONI CON IL DUPLEX VIOLANTE-MANTOVANO E FAZZOLARI E LO SFOGO DI CINGOLANI CON I SUOI "CONFIDENTI": "AVEVO CAPITO CHE VOLESSERO UNA BIG TECH WORLD CLASS. MA EVIDENTEMENTE LEONARDO DEVE ESSERE UNA MUNICIPALIZZATA DEL GRANDE RACCORDO ANULARE PER GLI AFFARUCCI ROMANI..."
MARIANI (LEONARDO): "SI DEVE INVESTIRE O NOI SUDDITI DI FRANCIA E GERMANIA"
Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “La Stampa”
Le parole dell'amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, fotografano il nodo industriale che attraversa oggi la politica italiana: «Il governo ha intrapreso un percorso virtuoso di incremento graduale delle spese per la difesa, ma se lo interrompiamo, con Francia e Germania che invece investono a ritmi sostenuti, usciremo da questa decade completamente sudditi dell'industria tedesca e francese». Un monito che si inserisce nel cuore del confronto in corso sull'incremento degli acquisti militari, sia in ambito europeo, sia in ambito Nato.
Confindustria – che ieri ha riunito il settore aerospazio, difesa e sicurezza – ha lanciato un progetto per potenziare e ampliare le catene di fornitura nazionali.
roberto cingolani presenta il Michelangelo Dome - lo scudo di leonardo
«La sfida è valorizzare e rafforzare un patrimonio industriale già esistente, affinché la crescita del settore si traduca in crescita per il Paese. Ci muoviamo in questa direzione con una logica di filiera per garantire che i campioni nazionali siano in grado di attivare e coinvolgere le Pmi», spiega il vicepresidente di Confindustria Giorgio Marsiaj.
Una linea ribadita dal presidente Emanuele Orsini, per il quale il target Nato del 3,5% del Pil entro il 2035 (più l'1,5% in sicurezza) «non è solo un traguardo finanziario», ma deve diventare «uno dei pilastri della politica industriale», evitando che gli investimenti «finiscano all'estero».
ROBERTO CINGOLANI LORENZO MARIANI
Proprio il rischio di una dispersione delle risorse è al centro delle stime elaborate da Confindustria: se l'aumento della spesa venisse incanalato nelle filiere nazionali, l'impatto cumulato sul Pil potrebbe raggiungere il 3% (circa 51 miliardi di euro) entro il 2035.
In caso contrario, con acquisti prevalentemente dall'estero, la crescita si fermerebbe allo 0,9%. In questo scenario si inserisce il dibattito politico sui fondi europei Safe, su cui il governo non ha ancora sciolto le riserve. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha rinviato a settembre la decisione sull'eventuale ricorso ai prestiti, per un ammontare che le stime informali collocano tra i 5 e i 7 miliardi, ben al di sotto dei circa 15 disponibili.
roberto cingolani presenta il Michelangelo Dome - lo scudo di leonardo
[…] Il tema non riguarda solo la quantità degli investimenti, ma anche la loro direzione tecnologica. In questo senso si colloca la conferma di uno dei progetti più discussi degli ultimi mesi, quello dello scudo anti missile, quando alla guida di Leonardo c'era Roberto Cingolani.
«Tutto il piano del Michelangelo Dome è confermato», assicura Mariani, consolidando la centralità dell'innovazione nei sistemi di difesa futuri.
A completare il quadro interviene anche la prospettiva internazionale, con Fincantieri impegnata sul mercato statunitense.
lorenzo mariani e carmine masiello 1000miglia
«Non vedo impatti di sorta» dalle tensioni tra Roma e Washington, sostiene l'amministratore delegato Pierroberto Folgiero, sottolineando come il gruppo sia «un asset della Difesa americana», grazie a una presenza fortemente localizzata negli Stati Uniti.
Nel complesso, il messaggio che emerge dal confronto tra imprese è univoco: la sfida della difesa è ormai inseparabile da quella della politica industriale. La scelta sulle risorse – e sulla loro destinazione – determinerà non solo il posizionamento strategico del Paese, ma anche la sua capacità di generare crescita, innovazione e occupazione in un settore chiave della competizione internazionale.
MICHELANGELO DOME LEONARDO
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti
LORENZO MARIANI
LORENZO MARIANI ROBERTO CINGOLANI
roberto cingolani presenta il Michelangelo Dome - lo scudo di leonardo
