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OSPEDALI E CAMPI DA CALCIO: CON UN DECENNO DI RITARDO, LA LISTA DELLA SPESA DELLA LIBIA DOPO IL VERTICE DI PARIGI - MINNITI: “GIA’ PRONTI 170 MILIONI” - AIUTI AI VOLONTARI CHE IN NIGER DANNO RISTORO AI MIGRANTI - SABRATHA, DA DOVE PARTIVANO I BARCONI, CHIEDE UN DEPURATORE ED UN LABORATORIO DI ANALISI CLINICHE

 

Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

 

MINNITIMINNITI

Scuole, ospedali, reti elettriche e idriche, centri sportivi per i giovani, telecamere per la sorveglianza dei quartieri, ristrutturazione dei commissariati: l' elenco trasmesso dai sindaci delle città libiche punta agli aiuti alla popolazione. L' accordo siglato dal ministro dell' Interno Marco Minniti per fermare le partenze da spiagge e porti «prevede la costruzione di un circuito economico positivo che impieghi i giovani e li sottragga a quel circuito criminale che specula sui disperati».

 

SabrathaSabratha

Dopo aver incassato il sostegno dell' Europa al vertice di Parigi, il titolare del Viminale rivendica «di aver imboccato una strada che sembrava impossibile e ottenuto un successo impensabile fino a qualche mese fa. Sappiamo bene che il percorso è ancora lungo, ma siamo già riusciti a dimostrare come il traffico di esseri umani non è più pagante, ci sono altre soluzioni e noi siamo in prima linea affinché si realizzino. Naturalmente con la garanzia del rispetto dei diritti e per questo coinvolgeremo anche le associazioni umanitarie locali».

 

migranti in attesa di imbarcomigranti in attesa di imbarco

Sono 14 le municipalità coinvolte nell' intesa, dodici hanno già trasmesso la lista delle proprie necessità: sono Al Maya, Al Shueref, Bani Walid, Qatrun, Janzur, Khoms, Kufra, Sabratha, Zwara, Surman, Zawia e Misurata. «Il vero risultato - chiarisce Minniti - è stato quello di coinvolgere nei negoziati autorità locali come quelle di Sabratha che fino a ora avevano sempre mostrato un atteggiamento di netta chiusura nei confronti di una cooperazione internazionale. Credo che proprio questo sia stato un elemento determinante per far leva sui governi europei e sui rappresentanti dell' Ue».

 

ospedale da campo Libiaospedale da campo Libia

La strategia è quella di individuare una priorità per ogni città e realizzare subito il primo progetto. Sabratha ha indicato tra le urgenze la «depurazione delle acque reflue, le forniture per l' ospedale e la creazione di un laboratorio per le analisi cliniche»; Zwara chiede «la rete elettrica e un ospedale»; Al Shueref vorrebbe avere «un asilo, un centro medico, un complesso sportivo per i ragazzi; a Kufra servono «le pompe idriche e l' ospedale»; a Katrum si dovrebbe «ristrutturare il commissariato e creare un sistema di sorveglianza della città».

 

ospedale Libiaospedale Libia

L' Ue si è impegnata a finanziare il progetto con un piano triennale, l' Italia metterà la propria parte e questo potrebbe aprire la strada anche all' impegno di imprese specializzate proprio nella costruzione delle infrastrutture. Anche tenendo conto che attualmente il sistema di accoglienza nel nostro Paese costa oltre 100 milioni al mese per un totale di circa un miliardo e mezzo di euro l' anno e «una parte di quei soldi può essere impiegata negli Stati africani».

 

È quel «sistema virtuoso» di cui parla Minniti che mira a coinvolgere «il maggior numero di soggetti perché soltanto in questo modo potremmo davvero rivendicare di aver contribuito a gestire i flussi migratori, anziché subirli». Non a caso nell' incontro che si è svolto ieri mattina al Viminale con i ministri dell' Interno di Ciad, Niger e Mali si è deciso di «coinvolgere anche loro nel dialogo con le autorità municipali, in modo da sviluppare economie alternative».

campo di calciocampo di calcio

 

Il motivo lo spiega proprio Minniti: «Per fare un esempio, ci sono ragazzi che in Niger gestiscono posti di ristoro dove i migranti si fermano nel corso dei loro viaggi. Vogliamo far capire che la loro attività sarà sostenuta anche se i viaggi della speranza finiranno, proprio perché l' economia locale avrà nuove capacità di sviluppo».

migranti nel deserto nigermigranti nel deserto niger

 

Rimane il problema dei centri di accoglienza. Libia, Niger, Ciad e Mali hanno sottoscritto l' impegno a «coinvolgere Unhcr e Oim per realizzare o migliorare le strutture per migranti irregolari, coerentemente con il proprio impianto legislativo, con l' obiettivo di uniformarli agli standard umanitari internazionali e di implementare con il sostegno finanziario e tecnico dell' Ue le politiche di rimpatrio volontario assistito con azioni concrete tese a convincere i Paesi di origine a collaborare a questo sforzo». Secondo Minniti «per questo ci sono già a disposizione 170 milioni dell' Ue da impiegare subito e certamente lo faremo».

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