sala maroni referendum

PANICO A SINISTRA, LA GENTE VA ANCORA A VOTARE – MARIO GIORDANO SBERTUCCIA L’INVITO ALL’ASTENSIONE DEL PD PER IL REFERENDUM: SONO COERENTI, SOSTENGONO GOVERNI CHE NESSUNO HA ELETTO – TUTTO IL POTERE AI SALOTTI. IL PD DICE DI ESSERE CONTRO I POPULISTI. MA IN REALTA’ E’ SOLO CONTRO IL POPOLO

 

Mario Giordano per la Verità

 

Il voto? E che cos' è? Si mangia? Si abbina al consommé? Alle tartine di foie gras? No? E allora a che serve questo voto? A nulla, è chiaro. E così anche il giorno dopo la valanga di sì, gira per la strade del Paese politicamente corretto quel certo sdegno un po' da Maria Antonietta con la brioche in mano: il referendum è inutile, non serve a nulla, se tutto va bene lascia tutto come prima, ma in certi casi può essere dannoso, illusorio, poco serio, financo ingannatore e naturalmente plebiscitario.

 

REFERENDUM LOMBARDIA VENETO

E quindi tutti lì a chiedersi: ma a che serve votare? Non se ne può fare a meno? Si sono così abituati a fare e disfare i governi nei salottini riservati, che adesso sembra a loro piuttosto brutto rovinare le abitudini della consorteria con questa mania di chiamare le persone al seggio. Non sarà che adesso, un voto tira l' altro, si mettono in testa di scegliere democraticamente pure il prossimo presidente del Consiglio? Saremo mica impazziti?

 

E così tutti a elogiare il modello regionale Emilia Romagna, che si guarda bene dal rompere le regole della consorteria e dei suoi riti. Pare infatti che l' Emilia Romagna abbia già avanzato richieste al governo per avere più autonomia, come vorrebbero Lombardia e Veneto, ma ecco: l' ha fatto a porte chiuse, aumma aumma, il potere è mio e me lo gestisco io. Soprattutto l' ha fatto senza referendum, perché loro sì che sanno come si fanno le cose, senza scomodare la gente, insomma, senza prendersi questo disturbo di andare al seggio. Niente: si sono asserragliati in una stanza e se la sono cantata e suonata da soli, senza far sapere niente a nessuno. Infatti nessuno se n' era accorto. È questo il «modello», come recita a tutta pagina il Corriere della Sera. Mica quella stramba abitudine di votare, macché.

 

REFERENDUM LOMBARDIA VENETO2

Ed è piuttosto strano, dopo aver raccolto per anni lamenti sull' astensionismo in crescita, scoprire adesso all' improvviso che l' astensionismo, invece, era un bene. Non l' avevamo mai saputo ma era un bene. E che il male, invece, sono quegli oltre 5 milioni di italiani che, senza nemmeno che mamma Rai-Tv li avvertisse (il silenzio è d' oro, si capisce), si sono presi la briga in un giorno di autunno di andare a votare.

 

Ecco quello è proprio una brutta cosa, «a spese e sulla pelle del Paese», come dice il governatore della Toscana Enrico Rossi, una cosa «scorretta», come teorizza Alessandra Moretti del Pd, che nella migliore delle ipotesi «lascia tutto come prima», come spiega il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, pure lui Pd. «Un referendum imbroglio», come sostiene l' ex senatore dell' Ulivo Furio Colombo; un «referendum non solo inutile ma anche dannoso», come accusa l' economista da salotto Marco Vitale; «una bandiera elettorale che non serviva», come ripete l' industriale da copertina Matteo Marzotto.

 

MASSIMO GILETTI ALESSANDRA MORETTI

Ma si capisce: votare non serve, è chiaro. È così chiaro che l' ha capito anche Gianfranco Librandi, ex Scelta civica oggi Pd, che esce per un attimo dai talk show per bollare il voto come un «tentativo plebiscitario», cioè un tentativo di ottenere consensi. In effetti, come abbiamo fatto a non pensarci?A chiamare le persone al voto, può capitare a volte di ottenere dei consensi. Rischio dal quale, per fortuna, Librandi è assolutamente immune.

 

Avevamo letto con un po' di preoccupazione gli ultimi editoriali di Eugenio Scalfari che inneggiavano all' oligarchia, dicendo che, è chiaro, le cose importanti vanno decise nei salotti che contano, senza lasciar spazio a quella pericolosa deriva chiamata democrazia. Ma pensavamo che fossero solo i deliri di un Fondatore ormai nell' età cui è concesso tutto, anche ruttare alla festa di nozze. Invece no. Scalfari è pienamente lucido. E ha espresso la linea, esplicitando il pensiero dominante della sinistra, soprattutto della sinistra di governo.

gianclaudio bressa

 

Perché se un sottosegretario come Bressa (fra l' altro: quello che dovrebbe materialmente dovrebbe trattare con Lombardia e Veneto) dice che dopo il referendum «tutto rimane come prima», significa che oltre 5 milioni di persone che votano per lui (e per il governo) non contano nulla. Che se ne può fare a meno, insomma. Esattamente come si è fatto a meno dei voti per formare il governo di cui lui fa parte, per altro.

 

Ma certo: perché sentire il parere della gente? Perché sentirla quando si deve formare un governo? Perché sentirla sulle cose da fare? La gente, per dire, non metterebbe mai fra le priorità la legge sullo ius soli. E magari avrebbe qualcosa da dire sulla politica dell' accoglienza di tutti questi anni. Magari la gente avrebbe preferito qualche misura economica più seria, invece delle mancette utili solo a scopi elettorali. O avrebbe preferito che i dirigenti del Pd pensassero a difendere i risparmiatori più che gli amministratori delle banche, specie se questi ultimi sono padri di qualche ministro.

 

SCALFARI

Ma si capisce: queste cose le dice la gente e dunque non bisogna farle. È su questo che si regge una sana democrazia, no? Fare sempre il contrario di quello che vuole la gente. La gente vuole abolire i vitalizi? Noi ce li teniamo. La gente vuole le espulsioni dei clandestini? E noi non le facciamo. La gente vuole evitare di lavorare fino a 70 anni? E noi invece ce la costringiamo. Tiè tiè tiè. Così imparano, la prossima volta a pensare in modo diverso dai salotti. O da Eugenio Scalfari.

Ma come si permettono?

 

In fondo è un vizio antico della sinistra. Non ha mai accettato le vittorie elettorali di Berlusconi, per dire, non si è mai data pace che ci fossero elettori diversi dai lettori di Repubblica. È sempre stata una cosa più forte di loro: o la gente vota per la sinistra o fa schifo. Adesso si sono perfezionati: siccome la gente ha votato il referendum non solo fa schifo la gente, ma fa schifo anche il referendum. Il voto in sé, ecco, è un po' schifoso. O almeno: è inutile, plebiscitario, imbroglione, dannoso, scorretto, tutto quello che volete, basta non doverne tener conto. Perché è più forte di loro.

ELEZIONI

 

Proprio non ce la fanno. Se li togli dai giochini asfittici dei loro salottini, dalla canasta politica con cui pretendono di decidere le sorti del Paese, se li costringi a confrontarsi con la realtà che è un po' diversa dalla loro ovattata stanza dei bottoni, si sentono perduti. Non riescono proprio ad accettare che esistano delle persone che hanno un' idea, un' anima, una passione, una storia, magari diversa dalla loro (pensate che assurdità), e che pretendono financo di essere ascoltate. Sono fatti così, che ci volete fare? Dicono di essere contro i populisti. Ma in realtà sono solo contro il popolo.

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…