PAROLIN L’AMERIKANO - IL SOSTITUTO DI BERTONE È DA ANNI “IL MIGLIOR INTERLOCUTORE CHE WASHINGTON ABBIA IN VATICANO”: I FILE DI WIKILEAKS SUI RAPPORTI TRA USA E IL L'ASTRO NASCENTE DI OLTRE TEVERE

Stefania Maurizi per L'Espresso

Ad aver scommesso su di lui da oltre dieci anni è la diplomazia americana, che ha messo nero su bianco questo giudizio. Monsignor Pietro Parolin, appena nominato segretario di Stato della Santa Sede - la carica più importante dopo quella del papa, ricoperta fino a qualche giorno fa dal cardinale Tarcisio Bertone - è uno dei contatti degli Stati Uniti dentro il Vaticano più accessibili, informati e schietti.

L'uomo con cui l'America parla quando vuole capire come la Santa Sede la pensa sui dossier più scottanti: dalla Siria alla Cina, da Hamas ad al-Qaeda, da aborto e diritti riproduttivi delle donne a Guantanamo e alle torture di Abu Ghraib, in Iraq, ad opera dei soldati americani.

A rivelare la relazione speciale tra monsignor Parolin e la diplomazia Usa sono i cablo rilasciati da WikiLeaks e che 'l'Espresso' ha pubblica in esclusiva per l'Italia.

Su 888 documenti segreti e riservati che riguardano il Vaticano, ben 124 si occupano di monsignor Parolin, un numero decisamente superiore a quello dei file su Bertone (86) o sullo stesso ministro degli esteri della Santa Sede, Dominique Mamberti (48 cablo). Parolin batte tutti.

Nel segreto delle corrispondenze diplomatiche, gli americani non fanno mistero della grande considerazione che hanno delle sue capacità fin dai tempi della sua nomina a viceministro degli esteri nel lontano 2002: è «uno che si è dimostrato un vaticanista dalla mente aperta e che è stato formato in modo da essere in grado di assumere incarichi di maggiore responsabilità», Parolin è stato negli Stati Uniti come 'visitor' nel 2001, «è stato un buon contatto per l'ambasciata» e «sarà un efficace interlocutore di alto livello per gli Stati Uniti».

In una catena di comando dove c'è una curia «abitualmente opaca», un (ormai ex) segretario di Stato come Bertone e un ministro degli Esteri come Mamberti «piuttosto difficili da contattare», Parolin emerge come una figura di riferimento per la diplomazia Usa, anche perché nei loro dispacci gli americani vedono il potentissimo Bertone come uno che «non parla inglese, è piuttosto diretto e abbastanza egoista», mentre Mamberti è un ministro senza grande esperienza, «una nullità» (cipher), concludono poco diplomaticamente gli americani. Invece, Parolin, è sempre efficiente, disponibile, «ben informato e cautamente schietto».

Dalla Siria al Libano all'Iran. Dal Medio Oriente a Cuba, dalla Cina a Timor Est e al Venezuela, non c'è uno scacchiere in cui monsignor Parolin non dimostri di sapersi muovere e di sapere ragionare sui grandi scenari. E in questi giorni che la crisi in Siria si è fatta drammatica, papa Bergoglio sembra avere vicino il diplomatico giusto al posto giusto.

Nel settimanale in edicola da venerdì 13 settembre, il ritratto esclusivo di monsignor Pietro Parolin sulla base dei documenti esclusivi segreti e riservati rivelati da WikiLeaks.

 

 

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