IL BANANA NON PAGA! - IL PDL HA SCELTO ALFANO E LE PRIMARIE PER FARSI INCORONARE? E ALLORA I 3 MILIONI CHE SERVONO PER VOTARE CHIEDETELI AD ANGELINO - ANCHE IL PDL, COME IL MILAN E MEDIASET, È IN CRISI DI LIQUIDITÀ - PERSI 91 MLN € PER I TAGLI AI RIMBORSI ELETTORALI, TRA POCHI MESI IL GIOCATTOLO POLITICO CHE FU DI BERLUSCONI POTREBBE NON RIUSCIRE A PAGARE STIPENDI E BOLLETTE – E TOCCA ABBANDONARE LA SEDE DI VIA DELL’UMILTÀ CHE COSTA 2 MLN € L’ANNO…

Paolo Baroni per "La Stampa"

Il partito del Cav in bolletta, quasi sull'orlo del crac. Sembra un paradosso, visto che lui resta comunque uno degli uomini più ricchi d'Italia, ma così è. Per colpa della crisi e della mazzata della sentenza Mondadori Berlusconi piange miseria da mesi (ne sanno qualcosa al Milan), per effetto del taglio dei rimborsi ai partiti, quei 91 milioni di euro falciati via a luglio dietro la spinta di un'opinione pubblica inferocita con la casta, anche il Pdl è con l'acqua alla gola.

E così dalla prossima primavera il partito dell'ex premier potrebbe non essere più in grado di pagare stipendi e forniture, comprese le bollette di luce e gas. Addirittura, nelle settimane passate, si è pensato di abbandonare la storica sede di via dell'Umiltà (2 milioni di euro di affitto l'anno). In alternativa si potrebbe dichiarare il default. Salvo miracoli.

Per ora ci si dispera e ci sia arrabatta per trovare i soldi necessari ad organizzare le primarie lanciate la scorsa settimana. E se il Pd, anche lui sottoposto ad una severa spending review al punto - tra l'altro - da togliere dal satellite la tv di casa Youdem, ha stanziato dieci milioni di euro per consentire a Bersani, Renzi e c. di sfidarsi, Alfano sperava di metterne assieme almeno 5. Pia illusione.

Tre? Nemmeno quelli. In cassa, dopo che a luglio la rata dei rimborsi elettorali è scesa da 38 milioni ad appena 14, di soldi non ce ne sono. Nonostante la cura da cavallo applicata in questi mesi dai tesorieri del partito, che hanno tagliato ogni spesa del 30%, infatti, il Pdl costa ancora la bellezza di 17 milioni di euro l'anno, un milione e mezzo di euro al mese. Sul bilancio pesano, tra l'altro, 210 dipendenti (38 assunti ancora nei primi mesi del 2012), l'affitto di una novantina di sedi ed il costo di 200 utenze telefoniche.

Per non parlare poi delle spese per i servizi di sicurezza e pulizia (700 mila euro), per i convegni, i sondaggi (370 mila euro), i rimborsi per gli alberghi e i ristoranti, i contributi ai partiti minori «affiliati» ed i debiti del passato. Solo la tv di Michela Brambilla, chiusa miseramente negli anni passati, ha prodotto un buco di 30 milioni di euro nei conti del Pdl.

Come se non bastasse sono più i parlamentari e gli amministratori che non versano le quote dovute al partito che quelli che rispettano gli impegni: e così invece di 500 mila euro al mese nelle casse del Pdl ne entrano si e no 300 mila. Dal 2009 allo scorso dicembre, denuncia inascoltato da settimane il tesoriere Rocco Crimi, il 21% degli eletti non ha mai versato nulla, altri traccheggiano. Il totale fa la bellezza di altri 5 milioni di euro che mancano in cassa.

«E le primarie come le facciamo?» continuano a chiedere Alfano e c. al Cavaliere. Lui nicchia, cerca di resistere al pressing. Anche lui ha messo in atto una dura cura dimagrante. Ne sanno qualcosa i maggiordomi di Palazzo Grazioli, che tra l'altro non hanno più vitto e alloggio gratis e accesso libero ad ogni ben di Dio che un tempo stava in dispensa. O le segretarie, che hanno dovuto sostituire i fiori freschi che ogni giorno abbellivano sale ed uffici con quelli finti di plastica.

A quanto pare, racconta «radio plebiscito», Berlusconi non vorrebbe nemmeno rilasciare una fidejussione per garantire le spese del partito. Soprattutto perché non sa decidersi: garantire per cosa? Per quale partito, per quello di Alfano o per quello della Santanchè? E se poi a lui venisse in mente di fondarne un altro? Il pressing su di lui è forte, nessuna rissa per carità come ha raccontato qualcuno, tensione invece sì. E intanto si lavora al piano B: aumentare da 2 a 3 euro il contributo che verrà chiesto a chi vota alle primarie nella speranza di far quadrare i conti con l'autofinanziamento.

 

BERLU E ALFANO BersaniMATTEO RENZIMICHELA VITTORIA BRAMBILLA Rocco Crimi

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....