SIAMO A UN PASSO DALL’ESCALATION IN IRAN – DONALD TRUMP INTRODUCE DAZI AL 25% A TUTTI I PAESI CHE INTRATTENGONO RAPPORTI COMMERCIALI CON LA REPUBBLICA ISLAMICA. LA SOLUZIONE MILITARE È DIETRO L’ANGOLO: GLI STATI UNITI HANNO ALLERTATO I LORO CONCITTADINI A TEHERAN INVITANDOLI A SCAPPARE – SUL TAVOLO DEL PRESIDENTE AMERICANO CI SONO VARIE OPZIONI PER INTERVENIRE CONTRO KHAMENEI, CHE STA MASSACRANDO GLI IRANIANI CHE MANIFESTANO CONTRO IL REGIME (NE HA AMMAZZATI ALMENO 600): ATTACCHI INFORMATICI, RAID MIRATO CONTRO L’APPARATO DI SICUREZZA O BOMBARDAMENTI AEREI CONTRO IL PROGRAMMA NUCLEARE – I DUBBI: IL PENTAGONO NON HA PIÙ UNA PORTAEREI IN ZONA (LA USS GERALD FORD È STATA SPOSTATA IN VENEZUELA), E I PAESI ARABI ALLEATI FRENANO SULLA DEPOSIZIONE DELL’AYATOLLAH. VALE SEMPRE IL DETTO: MEGLIO IL DIAVOLO CHE CONOSCO CHE L’ANGELO CHE NON CONOSCO…
USA AVVISANO I PROPRI CITTADINI, 'LASCIATE L'IRAN SUBITO'
(ANSA) - Il Dipartimento di Stato americano e l'Ambasciata virtuale di Teheran hanno emesso un avviso urgente ai cittadini statunitensi in Iran, invitandoli a "partire immediatamente", a causa dell'intensificarsi delle proteste in tutto il Paese, delle violenze e del blocco di internet. L'avviso è stato diffuso lunedì, mentre l'Iran entrava nella terza settimana di manifestazioni antigovernative, con centinaia di morti e migliaia di arresti, secondo quanto riportato da gruppi per i diritti umani e organi di stampa.
IRAN - PROTESTE CONTRO IL REGIME DI KHAMENEI
Questo appello urgente a lasciare l'Iran evidenzia i crescenti rischi in un contesto di disordini civili in corso nel Paese mediorientale. Gli Stati Uniti non hanno un'ambasciata o un consolato in Iran. L'ambasciata svizzera a Teheran fornisce solo servizi di emergenza, mentre l'assistenza consolare ordinaria non è disponibile. I cittadini statunitensi detenuti, in particolare quelli con doppia cittadinanza, raramente ricevono assistenza dall'esterno.
NYT, 'IL PENTAGONO PRESENTA A TRUMP UN'AMPIA GAMMA DI OPZIONI SULL'IRAN'
(ANSA) - Il presidente americano Donald Trump sta valutando diverse opzioni diplomatiche con l'Iran, pur considerando al contempo la possibilità di un attacco militare per dissuadere i leader iraniani dall'uccidere altri manifestanti. Il Pentagono, scrive il New York Times, sta presentando a Trump una gamma di opzioni di attacco più ampia di quanto precedentemente riportato.
donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran
Tra i possibili obiettivi figurano il programma nucleare iraniano, con azioni che andrebbero oltre i raid aerei statunitensi che lo hanno colpito a giugno, e i siti di lancio di missili balistici, secondo un funzionario statunitense.
Tuttavia, le opzioni più probabili, secondo la stessa fonte, sarebbero un attacco informatico o un attacco contro l'apparato di sicurezza interno iraniano, che sta usando la forza letale contro i manifestanti. Qualsiasi attacco è comunque previsto tra diversi giorni e potrebbe provocare una forte rappresaglia da parte dell'Iran. Trump dovrebbe essere informato sulle diverse opzioni oggi.
Mossa di Trump contro gli ayatollah, 'dazi al 25% a chi commercia con l'Iran'
Luca Mirone per l’ANSA
Il regime iraniano prova a riprendere l'iniziativa, dopo oltre due settimane di proteste represse nel sangue che stanno paralizzando il Paese. Migliaia di persone sono state convocate a Teheran e in altre città per una contromanifestazione a sostegno della Repubblica Islamica, ma soprattutto si è attivato un canale diplomatico con gli Stati Uniti, confermato da Donald Trump, per tentare di disinnescare le minacce Usa di un intervento militare.
Per il momento il presidente americano ha però deciso di colpire gli ayatollah con dazi secondari, che rischiano di strangolare l'economia iraniana già in crisi: "Con effetto immediato - ha annunciato su Truth -, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti. Questo ordine - ha avvertito - è definitivo e vincolante".
khamenei come maduro - meme by dagospia
"La Repubblica Islamica dell'Iran non cerca la guerra, ma è pienamente preparata alla guerra", ha messo in guardia il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, aprendo allo stesso tempo a negoziati purché siano "equi, con pari diritti e basati sul rispetto reciproco". Lo stesso Araghchi ha fatto sapere di aver aperto un "canale di comunicazione con l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti" Steve Witkoff. Secondo Axios, Teheran vorrebbe allentare le tensioni con Washington o almeno prendere tempo.
Trump ha riferito che ci sarebbe persino "un incontro" in preparazione tra i rappresentanti dei due Paesi, che non hanno relazioni diplomatiche dirette. "La leadership iraniana ha chiamato" sabato, ha fatto sapere il tycoon, tenendo comunque alta la pressione sugli ayatollah: gli Usa potrebbero "dover agire prima di un incontro", è stato l'avvertimento prima dell'annuncio sui dazi secondari, mentre l'esercito americano sta valutando "opzioni molto concrete" di intervento militare. Tra le opzioni anche raid o attacchi informatici.
DONALD TRUMP POSTA UN VIDEO-PARODIA DI BOMB IRAN SU TRUTH
[…] Quanto poi al bilancio reale delle manifestazioni, il persistente blocco di internet deciso dalle autorità rende complicati gli aggiornamenti. Il governo garantisce che la situazione sul fronte dei disordini "è ora sotto controllo totale", e tuttavia il numero delle vittime continua ad aumentare giorno dopo giorno, con bollettini che variano a seconda delle fonti.
L'ong con sede in Norvegia "Iran Human Rights" parla di almeno 648 morti dal 28 dicembre, con migliaia di feriti e diecimila arresti. Secondo il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana e la Fondazione Mohammadi i morti sarebbero migliaia. […]
IRAN, LA PORTAEREI CHE «MANCA» E L’INSTABILITÀ DELLA ZONA: QUEI FRENI PER L’AZIONE USA
Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”
[…] Il Pentagono non ha una portaerei in zona, necessaria per aumentare lo scudo in caso di rappresaglia. Nella regione del Golfo gli Usa dispongono di molte basi e mezzi, ne servono altri se si deve affrontare una manovra complessa.
donald e melania trump con i militari usa
Non è chiaro quale sia l’atteggiamento dei Paesi arabi che ospitano velivoli e soldati: l’opinione prevalente è che temano il caos in Iran. Vale sempre il detto meglio il diavolo che conosco che l’angelo che non conosco. E resta il precedente, sia pure simbolico, della ritorsione missilistica dei pasdaran sulle installazioni americane in Qatar. Inoltre, lo scacchiere è scosso dalla rivalità tra Arabia Saudita ed Emirati.
Gli analisti hanno prodotto montagne di articoli nell’offrire scenari. Un attacco limitato — annotano — non può cambiare lo stato delle cose, un’offensiva massiccia rischia di aprire un conflitto totale. Trump, aggiungono, ama le operazioni «teatrali», rapide, vuole evitare il pantano.
Ma è anche vero che se si limita ad agitare il bastone perde capacità di deterrenza. Altri sottolineano che The Donald, tra primo e secondo mandato, ha ingaggiato in modo diretto l’Iran assassinando il generale Soleimani e mandando i B2 a bombardare i siti atomici.
Per parte sua la Repubblica islamica ha mobilitato i sostenitori, ha ordinato di spezzare ad ogni costo la protesta, ha messo in stato d’allerta il proprio dispositivo. Dopo il rovescio subito a giugno ha riorganizzato la struttura di comando, ha accresciuto il ruolo dell’esercito, ha provato a creare un sistema che possa sopravvivere alla «decapitazione».
Devono evitare che i principali ufficiali siano eliminati e garantire una sostituzione rapida, in caso avvenga. La precauzione riguarda i generali per estendersi naturalmente alla Guida Alì Khamenei.
La repressione selvaggia può aiutare a ridurre gli spazi ma, al tempo stesso, non sarebbe una sorpresa se provocasse spaccature, specie davanti a un bagno di sangue. […]
Intanto c’è spazio ancora per la mediazione ed è di nuovo l’Oman l’interprete: sabato il ministro degli Esteri Sayyid Albusaidi ha recapitato un messaggio a Teheran da parte degli americani. Una fonte ha parlato di ultimatum, gli iraniani invece di nuove idee. È probabilmente questo il canale di dialogo citato dai leader. Attorno molta nebbia di guerra, con indiscrezioni da valutare. Tra queste, secondo Moscow Times, il trasferimento delle riserve auree iraniane in Russia con voli speciali.
PROTESTE IN IRAN
abbas araghchi 2
proteste in iran 7
L ACCORDO SUL NUCLEARE TRA TRUMP E KHAMENEI VISTO DA CHATGPT
Abbas Araghchi con il ministro degli esteri dell oman al busaidi
iran proteste manifestanti



