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ARIDATECE GHEDDAFI - PER AIUTARE LA LIBIA A TENERE SOTTO CONTROLLO LE COSTE E FERMARE GLI SCAFISTI SERVIRA’ UN PIANO DA 800 MILIONI - GOMMONI, ELICOTTERI E LA SALA RADAR MA OCCORRE ANCHE ADDESTRAMENTO, EQUIPAGGIAMENTO E SOSTEGNO ALLA GUARDIA COSTIERA LIBICA

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

AL SERRAJAL SERRAJ

Una nuova intesa per collaborare con la Libia nella lotta ai trafficanti di uomini «con azioni comuni, rapide e decisive per evitare che migliaia di persone rischino la vita per raggiungere il Nord Africa e l' Europa». E per coinvolgere in questo programma gli altri Stati africani.

 

È un nuovo e decisivo passo quello che sarà compiuto questa mattina a Roma durante la riunione dei ministri dell' Interno della rotta del Mediterraneo (Europa, Africa, presente la Svizzera) presieduta da Marco Minniti. Perché nei giorni scorsi il governo presieduto da Fayez al-Serraj ha presentato all' Italia la lista delle «necessità» per rendere operativo l'accordo siglato il 2 febbraio scorso con il premier Gentiloni e appoggiato dall' intera Unione.

 

LIBIA SERRAJ SBARCA A TRIPOLI LIBIA SERRAJ SBARCA A TRIPOLI

Un elenco di una decina di pagine che contiene nel dettaglio le forniture da inviare a Tripoli e rappresenta la base per i negoziati avviati un mese e mezzo fa dopo il lavoro di mediazione svolto con le varie fazioni libiche proprio da Minniti.

 

NUOVO RECORD DI SBARCHI: OLTRE 16 MILA ARRIVI

La trattativa è dunque entrata nel vivo. Ora è però necessario uno sforzo comune anche dal punto di vista economico. Tenendo conto che nei primi due mesi e mezzo del 2017 il numero delle persone sbarcate ha subito un'impennata del 36 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: con 16.206 arrivate fino al 17 marzo.

 

GENTILONI SERRAJGENTILONI SERRAJ

Per questo il gruppo di lavoro che agisce per conto del governo ha già programmato diversi incontri con la commissione libica e un sopralluogo nella capitale, Tripoli, che dovrebbe svolgersi entro la metà del prossimo aprile. Consapevole che bisogna dare subito un segnale forte ai trafficanti.

 

MEZZI E UOMINI PER OLTRE 800 MILIONI

Per controllare i flussi migratori e fermare le partenze il governo Serraj chiede infatti navi, elicotteri, fuoristrada, macchine, ambulanze, sale operative, apparecchiature.

LIBIALIBIA

 

La spesa prevista è di almeno 800 milioni di euro. Bruxelles ha già stanziato in via d'urgenza 200 milioni di euro, ma è una cifra che non può bastare e dunque si dovrà attingere al fondo per l' Africa, come del resto era stato promesso dai leader dell' Ue subito dopo la firma dell' intesa. La presenza del commissario europeo Dimitri Avramopoulos al vertice di questa mattina viene ritenuta garanzia per la volontà di cooperazione internazionale ed è proprio su questo tasto che Minniti continua a battere per raggiungere in tempi brevi i primi risultati.

 

Ma anche per sostenere Serraj in un momento di estrema difficoltà: la presenza del premier libico a Roma fino a ieri sera non era data per scontata «a causa delle condizioni attuali del Paese dopo gli scontri dei giorni scorsi a Tripoli», mentre è stata confermata la presenza della delegazione composta dal ministro dell' Interno Elarif El Khoja, quello degli Esteri, Mohamed Tahar Siala e il presidente dell' Alto consiglio di Stato, Abdel Rahman Swaheli.

LIBIA 1LIBIA 1

 

10 AMBULANZE, 24 GOMMONI MUTE, SATELLITARI E BOMBOLE

L' accordo bilaterale prevede «l' addestramento, l' equipaggiamento e il sostegno alla guardia costiera libica». Per questo l' elenco delle forniture è lungo e costoso. L' obiettivo è di completare il piano di consegna in 24 mesi, anche se alcuni punti dovranno essere ritoccati. In particolare sono state chieste 10 navi per la ricerca e il soccorso (alcune da oltre trenta metri) e 10 motovedette che devono essere utilizzate per i controlli sotto costa in modo da impedire alle «carrette» dei trafficanti di salpare.

MINNITI LIBIAMINNITI LIBIA

 

Le prime tre imbarcazioni potrebbero essere consegnate già agli inizi di giugno, prevedendo una dilatazione dei tempi per quelle più grandi. E poi quattro elicotteri che dovranno «guidare» le operazioni contro le organizzazioni che gestiscono i viaggi della speranza, ma anche coadiuvare il recupero in mare.

 

Nell' elenco sono stati poi inseriti: 24 gommoni, 10 ambulanze, 30 jeep, 15 automobili, 30 telefoni satellitari Turaya oltre a mute da sub, bombole per l' ossigeno, binocoli diurni e notturni. Saranno le forze dell' ordine italiane a dover addestrare i poliziotti locali e gli uomini della Guardia costiera. Su questo c' è già l' intesa con l'Ue che finanzierà la missione della Capitaneria di porto che partirà entro due mesi.

 

Le due sale operative e i sistemi radar Uno dei punti fondamentali dell' intesa riguarda la creazione di una sala operativa uguale a quelle che si trovano in tutti gli Stati dell' Unione e consentono di tenere sotto controllo costantemente il tratto di Mediterraneo che separa la Libia dall' Europa, dunque dall' Italia. In questo modo Tripoli avrà infatti il monitoraggio costante della situazione e dunque sarà obbligata a effettuare tutte le azioni di recupero di eventuali naufraghi. Non solo.

LIBIA 2LIBIA 2

 

La connessione con il sistema internazionale garantirà l' obbligo di cooperazione. Esiste però un aspetto che dovrà essere risolto: riguarda la fornitura dei sistemi radar che Tripoli ha inserito nella lista consegnata all' Italia. Per la concessione di questo tipo di apparecchiature occorre infatti il via libera dell' Onu visto che si tratta di materiale che finora era sotto embargo e dunque i tempi non potranno essere brevi, anche se dalle Nazioni Unite più volte è stata evidenziata la necessità di siglare l' accordo con il governo libico e quello guidato da Serraj è l' unico ad aver ottenuto il riconoscimento.

 

Progetti e campi negli Stati africani Il piano messo a punto da Minniti tiene conto - come sarà evidenziato nel documento in discussione questa mattina - che «i dati dei flussi lungo la rotta del Mediterraneo centrale lasciano già prefigurare un forte incremento rispetto al 2016» e dunque sarà necessario «segnare un turning point nella gestione del fenomeno coinvolgendo i nostri partner nordafricani in un' azione strategica condivisa che porterà i suoi frutti nel medio lungo periodo, ma che già a breve termine potrebbe consentire di constatare dei progressi concreti».

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In particolare è stato già avviato un negoziato per la creazione di campi di accoglienza per i profughi in alcuni Paesi africani in modo da alleggerire la pressione proprio sulla Libia. Minniti lo ribadirà questa mattina in modo da inserire nel documento finale la necessità di dare «un segnale forte per aprire nuove prospettive di collaborazione», sottolineando come «la partecipazione dell' Ue sia determinante per il successo di questa iniziativa, così come lo è stata per il raggiungimento dell' accordo con la Turchia».

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