QUEL “BEAR” DI MARIONE GIU’ DAL CARRO! PER IL CATTOLICONE (E POKERISTA) MARIO ADINOLFI BORSETTATE E INSULTI AL GAY PRIDE DI ROMA: “BUFFONE, SEI OMOFOBO, VERGOGNATI, TE NE DEVI ANDARE” – IL FONDATORE DEL POPOLO DELLA FAMIGLIA ERA ARRIVATO NEL CORTEO, INSIEME A FRANCESCA PASCALE, INDOSSANDO AL PETTO UNA SPILLA CON LA STELLA DI DAVID PER PROTESTARE CONTRO IL DIVIETO “ANTISEMITA” DEL PRIDE NEI CONFRONTI DEL CARRO DEGLI EBREI DI KESHET: “PORTO LA BANDIERA DI ISRAELE CHE È L’UNICO STATO DOVE SI RIFUGIANO I GAY MEDIORIENTALI SE VOGLIONO EVITARE DI ESSERE ARRESTATI O UCCISI” – POI SCOPPIA IL PARAPIGLIA CON GLI ATTIVISTI CHE LO AZZANNANO ("SEI OMOFOBO!"), QUALCUNO PROVA A PORTARGLI VIA LA BANDIERA ISRAELIANA E MARIONE URLANDO SE LA PRENDE CON LA POLIZIA CHE LO SCORTA FUORI DAL CORTEO: "NON MI TOCCATE! NON PERMETTETEVI!" - IL PORTAVOCE DEL PARTITO GAY, FABRIZIO MARRAZZO, RIVENDICA L’ALLONTANAMENTO: “ADINOLFI E’ VENUTO SOLO PER PROVOCARE. MOLTI ATTIVISTI HANNO COLLABORATO CON LE FORZE DELL'ORDINE PER FARLO ALLONTANARE” - VIDEO
Da corriere.it
È iniziato con una provocazione il Roma Pride 2026 organizzato nella giornata del 20 giugno per le strade della Capitale. Fra i primi ad arrivare a piazza della Repubblica c'è Mario Adinolfi con la bandiera di Israele, e subito si scatena il parapiglia: «Sei omofobo, ti devi vergognare. Che cosa sei venuto a fare qui?», sono le urla degli attivisti Lgbtqia+ che già affollano la piazza. La discussione si anima finché la polizia non sceglie di scortare Adinolfi fuori dalla folla, provocando la reazione del giornalista: «Non mi toccate, non osate», ha urlato agli agenti in borghese.
(ANSA) - ROMA, 20 GIU - Poco prima dell'inizio della sfilata dei carri per il Roma Pride Mario Adinolfi, arrivato a piazza della Repubblica per contestare il Pride, indossando al petto una spilla con la stella di David, ha ricevuto insulti di parte dei manifestanti: "Questa non è la tua piazza" e "buffone" gli improperi nei confronti del fondatore del Popolo della Famiglia, che poi ha lasciato la piazza.
Il portavoce del Partito gay LGBT+, Fabrizio Marrazzo, rivendica l'allontanamento: "Adinolfi, dopo anni di affermazioni contro le nostre famiglie e contro le persone LGBT+, si è presentato oggi al Roma Pride con una bandiera di Israele, con l'unico scopo di provocare. Molti attivisti, insieme a noi, hanno collaborato con le forze dell'ordine per farlo allontanare, perché era chiaro che cercasse solo visibilità, magari per poi presentarsi come vittima", ha dichiarato. (ANSA).
Dal profilo Facebook di Mario Adinolfi
A Roma il Gay Pride ha vietato il carro agli ebrei di Keshet (l’anno scorso fu preso a sassate) umiliandoli per volere del vile sindaco Gualtieri che li costringe a sfilare a piedi, circondati dalla sicurezza in una città che non può permettersi questo singulto persecutorio a pochi metri dal Colosseo dove venivano trucidati i cristiani e dal Ghetto dove i nazisti rastrellarono più di mille miei concittadini per ucciderli a Auschwitz. Gualtieri chiama il divieto del carro per gli ebrei e l’obbligo di sfilare a piedi “un compromesso”. Io uso la parola giusta: antisemitismo. E al Gay Pride porto la bandiera dello Stato di Israele che è l’unico Stato dove si rifiuguano i gay mediorientali se vogliono evitare di essere arrestati o uccisi
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MARIO ADINOLFI
Fabrizio Marrazzo
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