matteo renzi giuseppe conte sondaggio sondaggi

PER L’ENNESIMA VOLTA RENZI HA DIMOSTRATO DI ESSERE UNA VOLPE NEL DISTRUGGERE LE BRICIOLE DI CONSENSO CHE HA – IL SONDAGGIO DELLA GHISLERI: SETTE PERSONE SU DIECI CONSIDERANO LA CRISI DI GOVERNO UNA FOLLIA E NON VOGLIONO IL RITORNO IMMEDIATO ALLE URNE. LE PRIORITÀ SONO IL RILANCIO DELL’ECONOMIA NAZIONALE, IL LAVORO E UNA RIPIANIFICAZIONE SANITARIA – SOLO GLI ELETTORI DI CENTRODESTRA (MA NON DI FORZA ITALIA) VOGLIONO ANDARE A VOTARE IL PRIMA POSSIBILE...

Alessandra Ghisleri per “La Stampa”

 

renzi

Primo Levi diceva: «Ricordare il passato è utile per comprendere come rimarginare le ferite cercando di comporre una nuova programmazione per affrontare il futuro con maggiore fiducia».

 

Si perché dire oggi «sfidare il futuro a testa alta» apparirebbe troppo pretenzioso dopo essenzialmente un anno intero in cui siamo stati immersi in una pandemia che ci costringe ogni giorno a importanti restrizioni delle nostre libertà. In questo clima così snervante sette italiani su dieci hanno una certezza: la crisi di governo è una follia.

 

GLI ITALIANI E LA CRISI DEL GOVERNO CONTE BIS - SONDAGGIO EUROMEDIA PER LA STAMPA - 13 GENNAIO 2020

Di fronte a questa ipotesi il 26,7% prova rabbia, il 22,6% preoccupazione e il 20,5% prova sconcerto. La scala delle priorità del Paese è per altro chiarissima.

 

Al primo posto c’è il rilancio dell’economia nazionale (22,2%), con un’attenzione speciale al tema del lavoro e dell’occupazione (24,8%), unitamente a una immaginabile ri-pianificazione sanitaria (17,2%), ecco i principali obiettivi su cui pianificare i più importanti investimenti che giungeranno – se ne saremo capaci - con il Recovery Fund.

 

MATTEO RENZI CIAO

Il dato interessante in questo ranking confrontato con quello rilevato un mese fa mette in luce una ferma continuità nella convinzione dei cittadini di quali dovrebbero essere gli argomenti messi al centro della discussione con tre variazioni interessanti: una crescita del 5,5% sul rilancio dell’economia nazionale a discapito della riqualificazione della sanità (-5,1%), un interessante incremento del 4,4% per il settore della digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura del nostro Paese e pressoché un azzeramento per il tema dell’immigrazione che nell’arco di 4 settimane passa dal 6,5% all’1,4% nella scala delle priorità.

 

renzi

A questo punto appare evidente che incisività politica, economia e sanità sono legate a doppio filo nella competenza degli italiani nel giudicare le azioni del governo. Così non ci si può stupire se tra le principali reazioni rilevate tra la gente troviamo rabbia (26,7%), preoccupazione (22,6%) e sconcerto (20,5%) nell’ascoltare le notizie di un’importante crisi politica di governo. Il 27,2% degli intervistati è convinto che il ritorno alle urne potrebbe rappresentare la soluzione migliore per arginare questa crisi.

 

francesco bonifazi matteo renzi

Tra i grandi sostenitori di questa posizione c’è – ovviamente - la maggioranza dell’elettorato di centrodestra con un picco tra i sostenitori leghisti. Il 26,6% del campione nazionale invece è certo che sia necessario continuare il percorso con l’attuale esecutivo. Questa possibilità è sottoscritta da oltre la metà dei “grillini” e dal 35,4% degli elettori del Pd. I dem infatti, si dividono tra questa soluzione e quella del sostegno a un governo Conte 3 con la stessa maggioranza (33,9%), ma con pesi diversi e con il cambio di alcuni ministri, quasi un rimpasto.

MATTEO RENZI TERESA BELLANOVA

 

I sostenitori di Italia Viva invece sono concentrati in maggioranza (30%) sulla possibilità di sostituire il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con una nuova personalità di rilievo sostenuta sempre dall’attuale maggioranza. Tuttavia questa possibilità è condivisa solo dal 4,7% del campione nazionale. Infine il 12,2% dei cittadini come migliore soluzione alla crisi di governo vorrebbe l’ingresso di nuove «forze politiche responsabili».

 

Riassumendo si potrebbe dire che:

 

renzi biden

•l’elettorato del Movimento 5 Stelle vorrebbe procedere con una situazione cristallizzata così come è adesso;

 

•l’elettorato Pd non pone problematiche sulla figura di Giuseppe Conte, ma resta aperto alla possibilità di un rimpasto;

 

•l’elettorato di Italia Viva, che condivide in toto l’azione del suo leader, mette in discussione la figura del premier Giuseppe Conte, senza passare dalla possibilità del voto;

 

•l’elettorato di centrodestra, con una certa eccezione di quello di Forza Italia, desidera le urne quanto prima;

 

CONTE SALVINI

In questa lettura tra le differenze degli elettorati emerge il dato che un sostenitore su quattro di Forza Italia non scarta l’ipotesi di continuare con l’attuale esecutivo. Forse non c’è nessuno stretto collegamento, tuttavia va sottolineato che il 50% dei forzisti si è convinto che il “sovranismo” italiano si sia indebolito dopo i fatti di Washington e la “caduta” di Donald Trump.

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI BY GIANBOY

Del resto Silvio Berlusconi non ha mai nascosto la sua lontananza dal presidente americano uscente a differenza dei suoi due principali alleati Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Detto questo, ciò che emerge è che qualsiasi scelta politica di fronte alla quale ci troveremo, anche motivata dalle migliori intenzioni, non potrà essere celebrata se il cittadino non ne comprenderà il significato più “utile” per lui, quello pratico, più comprensibile, lontano da tattiche e giochi di potere.

 

BERLUSCONI SALVINI

Ancora un volta i giochi di Palazzo di Matteo Renzi animano la politica nazionale. Dopo aver trovato la chiave esatta per dar vita al passaggio tra i governi Conte-1 e Conte-2 (settembre 2019), oggi il senatore di Rignano ha sollevato i giusti quesiti in un esecutivo che appare, agli occhi di una buona maggioranza di cittadini, lento e in ritardo rispetto agli eventi.

Tuttavia, al di là della tempistica è l’obiettivo di fondo (o per alcuni l’intenzione) che rimane incerto agli occhi degli elettori che ancora una volta si trovano a vivere un semi lockdown variopinto con l’incombente minaccia di una nuova – terza - ondata di impennata dei contagi. Da una parte affiora lo scetticismo dovuto, dopo anni di delusioni, allo smarrimento della fiducia nei confronti della politica, dall’altra la sconcertante presa di coscienza di essere rimasti allo stesso punto di partenza.

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