schroeder putin

PER SMASCHERARE LA PRESUNTA VOLONTÀ DI PUTIN DI “DIALOGARE” BASTA GUARDARE CHI VUOLE COME NEGOZIATORE: “MAD VLAD” HA INDICATO GERHARD SCHROEDER, EX CANCELLIERE TEDESCO E IN PRATICA SUO DIPENDENTE, COME LOBBISTA DEL COLOSSO RUSSO DELL’ENERGIA GAZPROM. UNA SCELTA CHE SA DI PRESA IN GIRO, E VIENE RESPINTA DALL’UE – ZELENSKY SA DI AVERE FINALMENTE LE CARTE IN MANO E PARLA DI DIALOGO: DA UN LATO, SA CHE TRUMP NON LO SOSTERRÀ, DALL’ALTRO È NELLA MIGLIORE SITUAZIONE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE. I SUOI DRONI COLPISCONO IN PROFONDITÀ NEL TERRITORIO RUSSO, E PUTIN TREMA (COME DIMOSTRA LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO)

1 - KALLAS, 'NON DARE IL DIRITTO A MOSCA DI NOMINARE IL NEGOZIATORE' ++

KAJA KALLAS - FOTO LAPRESSE

(ANSA) - "Se diamo il diritto alla Russia di nominare il negoziatore al posto nostro non è saggio". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas, sottolineando che Gerhard Schröder, visti i suoi trascorsi e legami con il Cremlino, "siederebbe ad entrambi i lati del tavolo".  "Schröder è stato un lobbista di alto livello per le aziende statali russe. È quindi chiaro perché Putin voglia che sia lui a ricoprire quel ruolo", ha spiegato Kallas.

 

2 - BERLINO, 'SCHRÖDER MEDIATORE? NON HA DIMOSTRATO DI ESSERE IMPARZIALE'

(ANSA) -  "Un mediatore deve essere accettato da entrambe le parti, il che sembra mancare in questo caso. L'ex cancelliere Schröder non ha esattamente dimostrato in passato tutte le qualità necessarie per agire come mediatore neutrale, un mediatore imparziale. Si è certamente lasciato influenzare pesantemente da Putin". Lo ha dichiarato il ministro di Stato tedesco per l'Europa Gunther Krichbaum.

 

putin schroeder

"Le amicizie strette possono essere legittime ovunque nel mondo, ma non rendono necessariamente una persona un interlocutore imparziale" ha spiegato, aggiungendo che "la cosa importante è che un mediatore, debba essere accettato da entrambe le parti".

 

3 - TAJANI, 'IL NEGOZIATORE LO SCEGLIE L'EUROPA, NON LA RUSSIA'

(ANSA) -  "Il negoziatore per l'Europa lo sceglie l'Europa, non la Russia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al consiglio Esteri. "Sarà una decisione presa collegialmente dai 27 Paesi dell'Ue, ma intanto dobbiamo vedere se la Russia vuole veramente la pace, io lo spero", ha aggiunto. Rispondendo ad una domanda se il presidente del Consiglio Europeo possa essere un candidato, Tajani ha detto: "È un nome prestigioso".

 

4 - DIALOGO CON PUTIN? L’AZZARDO EUROPEO

Estratto dell’articolo di David Carretta per “il Foglio”

 

gerhard schroeder e vladimir putin

Vladimir Putin è sufficientemente indebolito da poter essere convinto che porre fine alla guerra in Ucraina è nel suo interesse? L’Unione europea e i suoi stati membri potrebbero lanciarsi in una scommessa molto azzardata, avviando un dialogo con la Russia nella convinzione che il suo leader sia pronto a congelare il conflitto in Ucraina per paura di essere rovesciato dallo scontento popolare o dalle oligarchie.

 

“Al momento giusto, dovremo avere discussioni con la Russia per affrontare le nostre questioni comuni sulla sicurezza”, ha detto sabato 9 maggio il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, inviando il secondo messaggio sul dialogo con Putin in pochi giorni.

 

gerhard schroeder

Lo stesso giorno a Mosca, la Piazza Rossa era inusualmente sobria per i festeggiamenti per la vittoria nella Grande guerra patriottica (la fine della Seconda guerra mondiale). Una sfilata di 45 minuti, pochissimi leader stranieri e nessun sistema di armamento di terra. In una conferenza stampa, Putin ha usato una frase destinata a confortare gli ottimisti del campo del dialogo: “Penso che la questione stia per concludersi”.

 

E’ così?

 

Gli esperti di Russia hanno pochi dubbi sulla frase di Putin. Il leader russo non ha intenzione di porre fine alla guerra in Ucraina, se non alle sue condizioni, che sono sempre le stesse: la capitolazione di Kyiv con la cessione di tutto il territorio del Donbass e la rinuncia alla piena sovranità sul proprio destino in termini di sicurezza. Putin ha anche minacciato l’Armenia e la Finlandia. La prima è colpevole di voler avvicinarsi all’Ue e potrebbe subire la stessa sorte dell’Ucraina dopo la rivoluzione di Maidan.

 

La seconda è accusata di essere entrata nella Nato per prendersi una parte della Russia. Per comprendere quanto sia serio nella sua volontà di dialogo, basta vedere il nome che ha indicato per condurre i negoziati a nome degli europei. “Personalmente preferisco il signor cancelliere della Repubblica federale di Germania Schroeder”, ha detto Putin. Gli europei dovrebbero dunque affidarsi a un uomo, l’ex cancelliere Gerhard Schroeder, che era a libro paga del Cremlino.

 

vladimir putin volodymyr zelensky - guerra in ucraina

Resta il fatto che gli europei, insieme al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ritengono che in questo momento sia utile parlare di “dialogo”.

 

[…] Ci sono due ragioni che spingono Zelensky a testare il dialogo.

 

La prima è legata al disimpegno di Donald Trump dalla guerra in Ucraina a causa della sua guerra in Iran. […] La seconda ragione che spinge Zelensky a chiedere agli europei di testare il dialogo con Putin è il cambio dei rapporti di forza registrato negli ultimi due mesi.

 

Dopo l’inverno più difficile per l’Ucraina a causa della distruzione massiccia della sua infrastruttura energetica, l’esercito ucraino è riuscito a bloccare l’avanzata russa al fronte.

gerhard schroeder e vladimir putin

 

La profonda “killing zone” di droni che gli ucraini sono riusciti a sviluppare ha permesso loro di riconquistare territorio per la prima volta in un anno e mezzo. La Russia non riesce a ripianare le perdite sul campo di battaglia.

 

L’Ucraina continua a colpire sempre più in profondità con droni e missili le infrastrutture petrolifere russe. Kyiv è riuscita a sviluppare un’industria della difesa in grado di produrre quasi tutto ciò di cui ha bisogno per mantenere la linea del fronte.

 

I 90 miliardi di euro del prestito dell’Ue metteranno al sicuro il bilancio pubblico e la produzione di armi. Putin ha perso Viktor Orbán, il suo cavallo di Troia nell’Ue, il che potrebbe significare più sanzioni europee contro la Russia e più passi avanti dell’Ucraina verso l’adesione.

 

Non solo l’Ucraina oggi è molto più forte di due mesi fa, ma anche Putin appare molto più debole. Le cancellerie e i servizi di intelligence europei sono giunti alla conclusione che il regime appare sempre più sulla difensiva e che le tensioni interne si moltiplicano.

 

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

Tre elementi corroborano questa lettura: l’assassinio del numero due dei servizi segreti militari in febbraio, lo scontento interno alle élite per la situazione economica sempre più grave e per il lockdown digitale imposto dal leader russo; e la riduzione al minimo delle apparizioni pubbliche di Putin.

 

Secondo diversi rapporti interni che circolano tra le capitali dell’Ue, la popolarità di Putin è in netto calo e il leader russo vive in un clima di inquietudine crescente. La parata del 9 maggio lo dimostra, vista l’assenza di carrarmati, i pochi dignitari presenti e il blocco di internet e della rete mobile cellulare a Mosca.

 

I servizi europei hanno anche notato il rafforzamento della sicurezza attorno al presidente e alcuni generali, attraverso il Servizio federale di protezione.

 

Questo – secondo i rapporti che circolando nell’Ue – riflette la paura di Putin di destabilizzazione interna.

 

gerhard schroeder e vladimir putin

La prospettiva di un colpo di palazzo o di un attentato alla sua vita potrebbe convincere Putin a rinunciare ai suoi obiettivi massimalisti di guerra? Il precedente della marcia su Mosca lanciata dal leader di Wagner, Evgenij Prigozhin, consiglia prudenza.

 

Putin in quell’occasione ha dimostrato di essere in grado di sventare minacce interne e di continuare a governare le diverse fazioni del potere russo con la paura. In quell’occasione i leader europei avevano mostrato di essere più spaventati dall’instabilità di una caduta di Putin che interessati a sfruttare l’occasione di un colpo di palazzo per porre fine alla guerra in Ucraina. […]

 

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