beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

“NEL MOVIMENTO È DIFFICILE TROVARE QUALCUNO CHE SIA CONTRO BEPPE”DITE A CONTE CHE NELLA TENAGLIA GRILLO-DI MAIO RISCHIA DI FINIRE SCHIACCIATO – "L’ELEVATO" NON VUOLE CEDERE POTERE E HA DIMOSTRATO LA SUA INFLUENZA CONCEDENDO IL BIS ALLA RAGGI, PRIMO BERSAGLIO DEL REPULISTI CONTIANO. POI GRILLO HA BLOCCATO LA MODIFICA DEL SIMBOLO, HA PROVOCATO L'EX PREMIER SUI CINESI, STA PUNTANDO I PIEDI SULLO STATUTO – IL RUOLO DI DI MAIO E DI DIBBA CHE SPARA A ZERO CONTRO IL M5S. INTANTO CASALEGGIO JR...

Domenico Di Sanzo per ilgiornale.it

 

beppe grillo luigi di maio

I l Movimento è mio e lo gestisco io. All'inizio della rifondazione Beppe Grillo era sceso a Roma per incoronarlo, adesso il comico arriva nella Capitale per fermarlo. Perché Giuseppe Conte si stava facendo prendere la mano, il fondatore se n'è accorto, e ora è costretto a fargli capire chi comanda.

 

La lunga fase di transizione dei 5 Stelle culmina con una sfida di celodurismo tra il Garante e il nuovo capo politico. Atteso nelle prossime ore all'Hotel Forum, il suo storico quartier generale con affaccio sui Fori Imperiali, Grillo è bellicoso come non lo era dai tempi del Vaffa. C'è da limare lo Statuto, bisogna incontrare i parlamentari più fedeli, fare il punto della situazione con il gruppetto dei big governisti, il vero «cordone sanitario» per evitare che l'avvocato del popolo provi di nuovo ad allargarsi.

conte grillo

 

Da Statuto, Grillo dovrebbe avere piena disponibilità del logo - senza il riferimento al Blog delle Stelle di proprietà di Davide Casaleggio - inciderà sulle votazioni, ma resta il nodo della sua influenza politica. Anche perché si tratta di una materia fluida, regolamentabile fino a un certo punto. «Beppe fa così, non è un politico, ma pretende di dettare la linea ogni volta che vuole», dicono fonti parlamentari del M5s.

 

Non è un caso che il post anti-Nato e filo-cinese sia stato pubblicato sul Blog del comico proprio nella stessa giornata in cui Conte debuttava in pubblico, a Napoli insieme al candidato giallorosso Gaetano Manfredi.

 

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1

Il giocattolo si è rotto. Per il neo-leader non sarà facile convivere con il patriarca del grillismo. Prevedibile, dato il carattere di Grillo. Infatti l'avvocato stava preparando da tempo il piano per liberarsi di Beppe. Dalla fine di gennaio, quando, lasciando Palazzo Chigi, si è accorto che una «lista-Conte» sarebbe stata un'operazione troppo rischiosa. Allora meglio tentare la scalata al M5s. Con la speranza di essere accolto come il salvatore della baracca, pronto a modellare il partito a sua immagine e somiglianza. Conte si aspettava carta bianca.

 

grillo e conte

Ma Grillo ha dimostrato la sua influenza concedendo il bis a Virginia Raggi, primo bersaglio del repulisti contiano. Poi il fondatore ha bloccato la modifica del simbolo, ha provocato l'ex premier sui cinesi, sta puntando i piedi sullo Statuto, che dovrebbe essere presentato tra lunedì e martedì. Nonostante Conte confidasse di poter approfittare dei guai personali di Grillo, alle prese con le accuse per stupro al figlio Ciro, per tagliarlo fuori, il piano è saltato.

 

grillo di maio

Nel pomeriggio di ieri si alza la temperatura in un'assemblea su Zoom dei parlamentari con il ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli. «Ma quale transizione ecologica, così ci facciamo dettare l'agenda dalle lobby, è inaccettabile» . Al centro delle polemiche il Dl semplificazioni. Il decreto, per il deputato tarantino Giovanni Vianello, «è un disastro ambientale, è inaccettabile». In serata interviene Conte: «Il M5s era dato per morto, ma abbiamo ancora da dare».

 

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 3

Ma Casaleggio spara a zero: «Non riconosco il Movimento, è un partito novecentesco». In un'intervista al Tg4 il patron di Rousseau evoca nuove grane legali: «lo Statuto del M5S prevede che le votazioni vengano fatte e verificate da Rousseau. Immagino quindi potrebbero esserci diversi ricorsi». Pure Alessandro Di Battista sembra di nuovo lontano dall'ex premier. «Ho idee contrarie al M5s. Il sottoscritto non si convince né con promesse di poltrone né con candidature».

 

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

E marca le distanze da Luigi Di Maio: «Mai come adesso con lui c'è una grande differenza di vedute e opinioni». Di Maio però resterà centrale anche nel M5s del futuro. Controlla la maggioranza dei parlamentari, soprattutto alla Camera. Perciò Conte sta provando a cucirgli addosso un ruolo nella futura segreteria nazionale. Mai come ora l'avvocato ha bisogno di sponde. Lo scontro con Grillo gli ha messo contro tutto il gruppo parlamentare. «Nel Movimento si può criticare chiunque, ma è difficile trovare qualcuno che sia contro Beppe», è la sintesi che arriva dai Cinque Stelle.

 

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 2beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2alesandro di battista cartabianca 1davide casaleggio

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…