massimo d'alema con roberto gualtieri conte palermo errore

D'ALEMA CI COVA - IL PIANO DI GUALTIERI DI USARE SACE, OGGI CONTROLLATA CDP DOMANI DAL MEF, A GARANZIA SUI PRESTITI ALLE IMPRESE OSTEGGIATO NON SOLO DAL M5S MA ANCHE DA UNA PARTE DEL PD - IL MOTIVO? ALLA GUIDA DI SACE SIEDE RODOLFO ERRORE, UN UOMO VICINO A D’ALEMA. E CHI PIÙ DI GUALTIERI, IN QUESTO GOVERNO, PUÒ CONSIDERARSI UN DALEMIANO? - TRONCHETTI E TREMONTI: “E’ CDP LO STRUMENTO PIÙ ADEGUATO” - ALTA TENSIONE NEL GOVERNO: RIMANDATO A STASERA L'INCONTRO DI CONTE CON GUALTIERI SU CDP-SACE

1 - "NON INDEBOLIAMO CDP" ITALIA VIVA E M5S BOCCIANO IL PIANO GUALTIERI SU SACE

Federico Capurso per “la Stampa”

 

Gualtieri Conte

L’ossigeno che le imprese messe in ginocchio dall’emergenza aspettano dovrebbe arrivare domani. Condizionale d’obbligo, perché il decreto “Cura imprese”, che promette di sbloccare 200 miliardi di euro di prestiti da parte delle banche, attraverso garanzie pubbliche, era atteso già venerdì scorso.

 

Eppure, da una settimana ormai la maggioranza si trova divisa sul “come”. Il piano messo a punto dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, – anticipato ieri da La Stampa – prevede che le assicurazioni sui prestiti non vengano emesse da Cassa depositi e prestiti, ma da Sace, una controllata di Cdp che già si occupa di garanzie, anche se focalizzate soprattutto sul mondo dell’export. Non solo.

 

fabrizio palermo foto di bacco (1)

Gualtieri vorrebbe anche riportare Sace sotto il cappello del ministero dell’Economia, acquisendone le quote di maggioranza, per rendere più fluida l’erogazione di garanzie piene, del 100 per cento, alle banche.

 

La formula, però, non convince affatto i Cinque stelle, che sono da giorni in trincea, e neanche un pezzo del suo stesso partito, il Pd, che solleva qualche dubbio sui tempi della procedura; per non parlare degli uomini di Italia Viva, furiosi per non essere stati nemmeno interpellati.

 

 

massimo d'alema con roberto gualtieri

Le obiezioni interne alla maggioranza affiorano in superficie tra tecnicismi e postille, ma hanno un forte spirito politico, puro come solo può esserlo quando vengono intaccati gli equilibri di potere. L’obiezione più dura, infatti, arriva dal Movimento 5 stelle: «Far passare Sace in seno al ministero dell’Economia è una pessima idea – avvertono dai piani alti del partito -. Non farebbe altro che indebolire Cassa depositi e prestiti, in un momento di emergenza in cui andrebbe invece potenziata».

 

CDP – CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Il rischio è evidente - quasi ovvio, nel momento in cui si volesse strappare a Cdp una sua controllata -, ma il motivo che spinge i grillini ad alzare un muro vanno cercati più in profondità.

 

Dopo aver combattuto a lungo per mettere alla guida della Cassa il manager Fabrizio Palermo e costruire così un rapporto di fiducia, «adesso pensano di dover difendere il territorio», è la sintesi offerta da ambienti vicini a via XX settembre. Ma c’è di più. I Cinque stelle, memori degli scontri quotidiani con l’ex ministro Giovanni Tria, stanno centellinando la loro fiducia nei confronti del nuovo titolare del Tesoro.

 

LOGO SACE SIMEST

Solo pochi giorni fa, il capo politico M5S Vito Crimi ammetteva infatti i suoi dubbi e le sue preoccupazioni per la linea che avrebbe tenuto Gualtieri in Europa. E la volontà di portare Sace all’interno del Mef alimenta le loro preoccupazioni, per un’operazione che accrescerebbe enormemente il potere nelle mani del ministro del Pd. Visto anche che alla guida di Sace siede Rodolfo Errore, un uomo considerato vicino a Massimo D’Alema. E chi più di Gualtieri, in questo governo, può considerarsi un dalemiano?

 

massimo dalema al vinitaly

Delle forti perplessità, seppur di natura più tecnica, vengono sollevate anche all’interno del Pd: «Sembra prematuro affrontare operazioni di questo tipo in una fase emergenziale», è il commento di un esponente di primo piano dei Dem. «Andrebbe fatto un ragionamento su come l’architettura istituzionale viene ripensata e non si può immaginare di farlo adesso. Piuttosto, tutti gli sforzi del governo e del Mef - aggiunge - dovrebbero essere concentrati sul far funzionare al meglio i meccanismi di aiuto alle imprese di cui possiamo disporre».

 

rodolfo errore

Il passaggio dall’ombrello di Cdp a quello del Tesoro - sottolinea chi si oppone all’idea di Gualtieri - avrebbe dei tempi di gestazione lunghi e dei costi esosi per le casse dello Stato. Sace negli ultimi anni ha già fornito garanzie e coperture assicurative, ma adesso, per prepararsi a un tale impegno, «ci vorrebbero almeno sei mesi, mentre l’esigenza è di dare respiro agli imprenditori in pochi giorni - sottolinea Luigi Marattin, di Italia viva -, e le garanzie emesse da Sace peserebbero sui conti pubblici».

 

Secondo le stime che girano in alcune chat di maggioranza, poi, le quote di Sace costerebbero allo Stato circa 4 miliardi di euro, andando a indebolire il ruolo di Cdp sulle garanzie illimitate, che la Cassa sta già utilizzando, ad esempio, per i crediti erogati alle imprese dopo il terremoto del Centro Italia. Nodi politici e tecnici complicati da sciogliere entro domani

 

2 - TRONCHETTI, 'CDP E' STRUMENTO PIU' ADEGUATO PER GARANZIE

marco tronchetti provera

(Adnkronos) - "Il vero tema è far ripartire la crescita, è di produrre ricchezza e pagare gli stipendi. La garanzia è chiaro che dovrebbe essere al 100% in questo momento credo che l'elemento determinate è la Cdp che ha una storia, lo ha già fatto in passato, sarebbe lo strumento più adeguato. Poi scelga la politica". Ad affermarlo è l'ad di Pirelli Marco Tronchetti Provera nel rispondere alla questione se dovrà essere Cassa Depositi o Sace a prendersi in carico le garanzie sui prestiti alle aziende, questione che è sul tavolo in vista del varo del dl liquidità da parte del Cdm.

 

3 - CORONAVIRUS: TREMONTI, ITALIA FACCIA DA SOLA, NOSTRA CLASSE POLITICA NON CAPISCE GRAVITA' MOMENTO

giulio tremonti

(Nova) - Dalla Unione europea "fra qualche giorno qualcosa uscira', sara' meglio che niente, ma sara' poco, limitato e complicato. Credo che dobbiamo fare da soli". Lo ha detto il presidente dell'Aspen Institute Italia, Giulio Tremonti intervenendo a "Mezz'ora in piu'" su Rai3. "Fare da soli è una necessita' io da sempre sono un sostenitore degli eurobond. Fare debito pubblico sarà dare fiducia ai risparmiatori introducendo una clausola" che prevede un'esenzione da ogni "imposta" anche "futura", ha spiegato.

 

fabrizio palermo foto di bacco (4)

"Non credo alle patrimoniali" o "ad operazioni forzose", ha chiarito. "Dobbiamo investire nella produzione, recentemente ho tirato fuori il vecchio piano Einaudi", ha aggiunto. "Nel 2009, in un giorno, Cassa depositi e prestiti e' diventata la terza banca italiana garantendo liquidita' a il tutto sistema", ha ricordato l'ex ministro dell'Economia per poi pronunciarsi sul decreto Cura Italia: "Gia' il nome non e' fortunato. In Parlamento ci sono 1.021 emendamenti anche del governo e della maggioranza. E' una classe politica che non capisce la gravita' momento in cui si trova. Non e' solo colpa della burocrazia - ha concluso-, ma anche della politica".

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...