I TECNICI NON HANNO I MARÒ - IL GOVERNO DEL LODEN NON HA ALCUN PESO OLTRE I CONFINI DELLO SPREAD: LA POLIZIA INDIANA HA FORMALIZZATO LE ACCUSE PER OMICIDIO NEI CONFRONTI DEI FUCILIERI GIRONE E LATORRE - RIGOR MONTIS RICHIAMA A ROMA L’AMBASCIATORE ITALIANO A DELHI “PER CONSULTAZIONI” - IL PEDONE CHIAVE È IL SOTTOSEGRETARIO DE MISTURA CHE TRATTA E SI SBATTE SOLO CONTRO TUTTI - I FAMIGLIARI DEI MARÒ: “SBATTETE I PUGNI SUL TAVOLO”…

Da "Corriere.it"

Sale la tensione tra Roma e New Delhi. Alla luce degli sviluppi della situazione in Kerala e dei capi di imputazione a carico dei due militari italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, l'ambasciatore a New Delhi, Giacomo Sanfelice, è stato richiamato a Roma per consultazioni con il Governo. È quanto riferisce la Farnesina. La notizia arriva dopo che la polizia indiana ha formalizzato le accuse per omicidio nei confronti dei marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, agli arresti in India.

IL DOSSIER - I capi di imputazione sono stati divulgati dai principali media locali nelle edizioni online. Il commissario Ajith Kumar, capo del Gruppo speciale investigativo (Sit) ha presentato al tribunale di Kollam un dossier da 196 pagine contenente la perizia balistica e l'atteso chargesheet, ossia l'elenco delle imputazioni sulla base delle quali i connazionali dovrebbero essere rinviati a giudizio per aver ucciso in acque indiane i due pescatori Ajesk Binki e Gelastine, lo scorso 15 febbraio.

L'APPELLO AL GOVERNO - E non sono sorpresi i familiari dei due soldati: «Quello che è successo oggi è niente di più e niente di meno di quello che ci aspettavamo. Sapevamo che allo scadere della carcerazione preventiva dovevano arrivare i capi di imputazione, ma quello che chiediamo al governo è di cominciare a battere i pugni sul tavolo». Così Christian D'Addario, nipote del marò Massimiliano Latorre a nome della famiglia del militare facendo trasparire tutta l'insofferenza per una situazione fatta solo di continui rinvii.

IL LUOGO DELL'INCIDENTE - L'annuncio della presentazione dei documenti è arrivato proprio mentre il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura si trova in missione nel Kerala per incontri a tutti i livelli tesi a una soluzione positiva del caso.

Stando alle anticipazioni di stampa, la polizia chiede che i fucilieri del battaglione San Marco - che al momento dei fatti erano impegnati in una missione anti-pirateria a bordo della petroliera Enrica Lexie - siano processati in base a quattro sezioni del codice penale indiano: 302 (omicidio); 307 (tentato omicidio); 427 (azioni che hanno comportato danni) e 34 (associazione a delinquere).

Il dossier - redatto dopo ben tre mesi di indagini (il termine massimo per la carcerazione preventiva era 90 giorni) - conterrebbe anche l'esatta localizzazione del luogo dell'incidente, avvenuto secondo gli inquirenti 20,5 miglia al largo delle coste indiane ovvero entro le 22 miglia che delimitano la fascia continua che consente a uno Stato diritto di controllo sulle navi in transito.

MARO' DELUSI - Già subito dopo essere stato messo al corrente delle imputazioni, il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura non aveva nascosto la sua irritazione: «A breve vedremo le carte: entro stanotte dovranno consegnare l'atto d'accusa al giudice che poi sarà obbligato, entro 48 ore al massimo, a consegnarcelo e farne partecipe la difesa». Adesso, prosegue, «il nostro dovere è tenere alto il morale dei marò, delusi - come del resto tutti noi - dal fatto che non sia stato disposto immediatamente il loro trasferimento in una struttura diversa dal carcere». De Mistura ha visto di nuovo i due militari italiani, ha incontrato anche il chief minister del Kerala, Oommen Chandy: «È stata una riunione difficile, molto tesa e gli ho detto chiaramente che deve rispondere in tempi rapidi all'ingiunzione della Suprema Corte di New Delhi (che aveva previsto termini perentori per la decisione sul trasferimento;ndr)».

LE TAPPE DELLA VICENDA - Latorre e Girone sono stati arrestati il 19 febbraio scorso e in seguito trasferiti nel carcere centrale di Trivandrum. Le autorità del Kerala hanno finalmente accettato di trasferirli in una struttura più «adatta al loro status di agenti operativi di un Paese amico» come hanno riferito fonti vicine al dossier.

Nell'ordinanza si spiega che ci sarà bisogno di 20 giorni per attrezzare adeguatamente il luogo dove saranno sistemati i militari italiani, un ex riformatorio di Kochi, anche se «l'obiettivo delle autorità italiane è fare il prima possibile» come hanno spiegato le fonti diplomatiche. Sempre in questi giorni sarà esaminata la nuova domanda di libertà su cauzione, presentata dal collegio di difesa dei marò dopo che una prima istanza era stata respinta per motivi tecnici l'11 maggio.

 

 

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