luigi di maio giuseppe conte

PRENDERE IL POSTO DI CONTE A PALAZZO CHIGI SAREBBE PER DI MAIO LA PIU’ SPIETATA DELLE VENDETTE – LE MOSSE FELPATE IN VISTA DEL VOTO SUL COLLE DI LUIGINO: BERLUSCONI LO STIMA, CON GIORGETTI MANGIA LA PIZZA, CON LA MELONI SI SENTONO SPESSO E PURE CON RENZI S' È CREATO UN RAPPORTO CONSOLIDATO. DI MAIO HA IMPARATO LA LEZIONE (DIFFUSA NEI PARTITI DELLA PRIMA REPUBBLICA) “CHE GLI AVVERSARI STANNO FUORI DAL PARTITO E I NEMICI DENTRO”…

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe conte luigi di maio foto di bacco (2)

Nel ristrettissimo pacchetto di mischia in cui si disegnano le tappe della corsa di Mario Draghi alla presidenza della Repubblica, in cui c'è chi si muove anche in autonomia rispetto alla presidenza del Consiglio, hanno idealmente consegnato le tessere onorarie «uno» e «due» dell'intera operazione.

 

La prima è finita nel taschino di Luigi Di Maio, la seconda l'ha presa Giorgia Meloni. Perché sarebbero loro due, ragionano all'interno del Consiglio dei ministri, le punte di diamante della politica che possono trasferire l'operazione «Draghi for president» dal foglietto di carta alla realtà.

 

Ma se la leader di Fratelli d'Italia sogna un trasloco del premier da Palazzo Chigi al Quirinale perché lo considera un mezzo lasciapassare alle sue ambizioni future da presidente del Consiglio - il ragionamento in voga dentro Fratelli d'Italia è che nessuna cancelleria europea, con Draghi al Quirinale, avrebbe più nulla da eccepire - il primo ragiona in vista di un futuro molto più prossimo.

 

CONTE DI MAIO

E così, a dispetto dei tantissimi critici che pochi euro avrebbero scommesso sul suo futuro, l'alba del 2022 consegna a Di Maio la nomination del «papabile» alla presidenza del Consiglio. Nel caso in cui, ovviamente, il posto tra qualche settimana si ritrovasse vacante. Consapevole della storica opportunità che potrebbe palesarglisi davanti, pronta solo per essere raccolta, il ministro degli Esteri ha impostato sul navigatore la modalità «palombaro», quella propria dei veterani della Repubblica: profilo bassissimo, navigazione subacquea, meglio una mossa in meno che una in più, una parola in meno e non una in più.

 

«Se Draghi venisse eletto al Colle», ragiona un ministro che non è del suo partito, «la Lega uscirebbe dalla maggioranza: a quel punto, dovendo sopportare il fardello dell'ultimo anno di governo prima delle elezioni, la politica rivendicherebbe per sé il posto di primo ministro evitando in tutti i modi l'arrivo di un altro tecnico».

 

conte di maio

E se ci punta Dario Franceschini per il Pd, perché non Di Maio, che conta sul supporto del primo gruppo parlamentare? In un cursus honorum che dura dal 2013, Di Maio ha messo nel palmares qualcosa di più della vicepresidenza della Camera, della leadership politica del Movimento Cinquestelle, del ministero dello Sviluppo economico e della guida della Farnesina, che pure messe insieme fanno un curriculum di tutto rispetto per un under 40. La lezione più importante che ha imparato è che gli errori in politica si possono fare «ma non rifare», come dice spesso in privato.

 

conte di maio

Lui, di errori da non ripetere, ne ha collezionati parecchi, alcuni dei quali messi in fila nella sua autobiografia: non uscirebbe sul balcone a celebrare ai quattro venti l'abolizione della povertà, non chiederebbe l'impeachment del presidente Sergio Mattarella, non si farebbe fotografare con i gilet gialli e non offrirebbe più in pasto all'opinione pubblica i giudizi taglienti che ha riservato ai suoi avversari.

 

giuseppe conte e luigi di maio

Perché sono proprio i suoi (ex) avversari ad aver irrobustito lo standing di Di Maio rendendolo quello che è diventato: Silvio Berlusconi lo stima (i due si sono parlati più volte per telefono), con Giancarlo Giorgetti mangia la pizza, con Giorgia Meloni si sentono spesso e pure con Matteo Renzi s' è creato un rapporto consolidato. «Fate caso», spiega un amico stretto del ministro degli Esteri, «a com' è cambiata l'immagine di Luigi senza che nessuno se ne rendesse conto.

 

Era il bersaglio umano degli attacchi ai Cinquestelle, il meme dei social network sul "bibitaro" dello Stadio San Paolo; adesso invece nessuno lo attacca più. Ed è successo da un giorno all'altro». Dalla «vecchia politica», come l'avrebbe chiamata un tempo, Di Maio ha imparato la lezione - decisamente diffusa nei partiti della Prima Repubblica - «che gli avversari stanno fuori dal partito e i nemici dentro».

LUIGI DI MAIO GIANCARLO GIORGETTI

 

Per questo, in fondo, ha lasciato che Conte gli subentrasse da capo politico convinto che in quel ruolo, stretto da Grillo e i gruppi parlamentari, si sarebbe logorato. È successo oppure no? Di Maio, in cuor suo, è convinto di sì. Prendere il posto ch' è stato dell'Avvocato del popolo, dopo che l'Avvocato del popolo ha preso il suo, sarebbe la più dolce delle vendette. Servita tiepida.

LUIGI DI MAIO E GIANCARLO GIORGETTI AD ATREJU BERLUSCONI DI MAIOLA CENA GIORGETTI-DI MAIO VISTA DA OSHOsalvini di maio berlusconidi maio conte

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…