vladimir putin ucraina transnistria

PIÙ CHE INVADERLA VUOLE PROPRIO CANCELLARLA - PUTIN ELIMINA PROPRIO IL NOME UCRAINA: ”SI CHIAMERÀ NOVOROSSIYA” - A MOSCA ANCHE L'HOTEL PIÙ FAMOSO È STATO COSTRETTO A CAMBIARE DENOMINAZIONE: L'UCRAINOFOBIA DILAGA, DUE PERSONE SONO STATE ARRESTATE PERCHÉ INDOSSAVANO UN PAIO DI SCARPE GIALLOBLÙ…

 

Anna Zafesova per “La Stampa”

 

vladimir putin

A Mosca non c'è più l'Ucraina. O meglio, c'è, e si vede anche da mezza città, essendo alto ben 206 metri, e si può entrare dentro e prendere una stanza, ma è sparito dai cartelli stradali. Le autorità della capitale russa hanno smantellato il cartello che segnalava la svolta verso l'albergo Ucraina dal ponte Novoarbatsky. Al suo posto è stato montato un pannello che invita genericamente a "osservare le regole di parcheggio".

 

Il nome "Ucraina" è sparito dai cartelli, forse perché poteva venire notato da qualche sguardo altolocato: dal ponte scendono a velocità supersonica cortei governativi, imboccando la prospettiva Kutuzovsky che porta alle dacie dei più ricchi e potenti, incluso Vladimir Putin.

 

guerra in ucraina mariupol

Non è chiaro chi, al municipio, abbia avuto questa idea assurda: anche se ufficialmente il grattacielo affacciato sul Moscova si chiama oggi Radisson Collection Hotel Moscow, per tutti - inclusi i suoi proprietari che lo chiamano così sul sito - resta l'albergo Ucraina, entrato in tutte le enciclopedie di architettura come il più proporzionato ed elegante dei sette grattacieli staliniani dello skyline moscovita.

 

Completato nel 1957, è stato battezzato dal successore di Stalin, Nikita Krusciov, che tre anni prima aveva celebrato i 300 anni dell'ingresso dell'Ucraina nell'impero russo. Uno dei simboli della capitale russa, oggi è uno dei suoi alberghi più lussuosi, e una metà ambita di visite guidate per appassionati di architettura sovietica.

 

vladimir putin

La parola "Ucraina" è diventata impronunciabile, e sui social si ironizza che Vladimir Putin potrebbe sfogare la sua frustrazione bombardando l'albergo invece del Paese di cui porta il nome. Tutta la zona dell'albergo è un omaggio al popolo ex fratello: ci sono il boulevard Ucrainsky e la stazione Kievsky, con annesse due stazioni della metropolitana omonime, tra le più riccamente decorate, con mosaici e pitture raffiguranti l'amicizia russo-ucraina.

 

Una profusione di spighe di grano e fanciulle in abiti folcloristici, l'apice della leziosa iconografia sovietica che assegnava all'Ucraina un look rurale e ruspante, una cugina di campagna benestante e bonaria, da guardare con condiscendenza. Oggi, l'Ucraina è uno Stato nemico, e anche il monumento al poeta nazionale ucraino Taras Shevshenko, che guarda tristemente il Moscova davanti all'albergo, rischia di diventare una vittima della "cancel culture" russa.

 

volodymyr zelensky

Del resto, «il concetto di ucrainità è un fake», ha stabilito l'ex presidente e premier russo Dmitry Medvedev, e la propaganda torna a parlare di "Novorossiya", la nuova Russia, il termine usato dai tempi di Caterina per le terre strappate ai turchi intorno al Mar Nero.

 

Il ministero della Difesa russo annuncia che l'obiettivo della "operazione militare speciale" è la "liberazione" di tutto il Sud ucraino, fino al confine con la Moldova, e il leader del partito Russia Giusta Sergey Mironov reagisce invocando appunto la "Novorossiya", mentre il deputato della Duma Dmitry Belik dichiara che i territori occupati andranno a formare il "distretto federale della Crimea", quindi verranno annessi direttamente alla Russia.

 

UCRAINA - TANK A MARIUPOL

L'Ucraina deve sparire, come nazione e come concetto, come da nuove indicazioni alla casa editrice Prosveschenie, il gigante dei manuali scolastici dì proprietà dell'oligarca Arcady Rotenberg, amico di antica darà di Putin: secondo le indiscrezioni raccolte da Mediazzona, il Paese vicino deve essere menzionato il meno possibile, e perfino la Rus' di Kiev, lo Stato dalla cui costola nacque secoli dopo la Moscovia, deve essere raccontata semplicemente come Rus'.

 

offensiva sul donbass

La "cancel culture" fa scattare in Russia la caccia a tutto quello che può ricordare l'Ucraina. La città dì Murmansk ha cambiato i colori del suo stemma, blu e giallo, e a Yakutsk hanno smontato gli spalti dello stadio locale, perché i sedili avevano i della bandiera del Paese ormai nemico.

 

Da Pskov arrivano le immagini surreali dì una staccionata "sbagliata" riverniciata frettolosamente da squadre di impiegati comunali. A Mosca è stato arrestato un passante che sfoggiava scarpe da ginnastica degli stessi colori: è stato accusato di "manifestazione non autorizzata". La dissidente Natasha Tyshkevich ha scontato 15 giorni di carcere per aver postato lo stemma ucraino del tridente su un blog.

 

guerra in ucraina

Avere parenti in Ucraina sta diventando un aggravante, come è successo alla pittrice Sasha Skolichenko, incarcerata per aver sostituito i cartellini dei prezzi di un supermercato di Pietroburgo con volantini contro la guerra: la giudice non le ha concesso i domiciliari per via di familiari dall'altra parte del confine.

 

Ma il caso più inquietante riguarda il 61 enne oppositore Mikhail Kavun, arrestato per presunti «finanziamenti a nazionalisti ucraini»: è stato mostrato alla televisione di Asktrakhan come testimonianza del «nazismo ucraino appoggiato dagli ebrei» come Zelensky. La sua colpa è di aver visitato più volte «un Paese estero» - l'Ucraina ormai non viene nemmeno menzionata per nome - e di essersi fotografato su Facebook con una t-shirt che in realtà prendeva in giro i nazionalisti. Rischia otto anni di carcere.

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