IL PUZZONE IANUKOVICH RIAPPARE IN RUSSIA: “LA CRIMEA DEVE RESTARE PARTE DELL’UCRAINA. MA PUTIN DEVE AGIRE, MI STUPISCE CHE ABBIA TACIUTO FINO AD OGGI” - KIEV CHIEDERÀ L’ESTRADIZIONE

1. UCRAINA: KIEV CHIEDERÀ A MOSCA ESTRADIZIONE IANUKOVICH
(ANSA) - La procura generale ucraina chiederà l'estradizione del deposto presidente Ianukovich, ricercato per omicidi di massa durante la repressione della rivolta di piazza, se la sua presenza sarà confermata ufficialmente in Russia. Lo si legge nel sito della stessa procura.


2. IANUKOVICH, RUSSIA DEVE AGIRE STUPITO DA PUTIN
(ANSA) - Altra giornata di passione in Ucraina, dove salgono i toni tra il nuovo governo di Kiev e la Russia di Putin. L'oggetto del contendere, ieri come oggi, la regione autonoma di Crimea. L'area è infatti abitata prevalentemente da russofoni che non hanno gradito la svolta 'europeista' avvenuta nella capitale. Lo spettro è dunque quello della scissione. E Kiev teme che la Russia possa avere interessi nell'agevolare la secessione della penisola.

L'Ue, dal canto suo, è "pronta a firmare" l'accordo di associazione con l'Ucraina in ogni momento purché le autorità ucraine lo "chiedano" con una "decisione sovrana". Si considera infatti "legittimo" il governo transitorio che ha ottenuto con una "decisione costituzionale" la fiducia della Rada, ritenuta "l'istanza legittima" in Ucraina. Lo ha detto il portavoce Ue.

Gli aeroporti della Crimea picchettati da uomini armati filorussi sono di fatto di nuovo sotto il controllo delle autorità ucraine. Lo sostiene il nuovo direttore del Consiglio di Sicurezza ucraino, Andrii Parubii, aggiungendo però che i filorussi hanno formato dei posti di blocco attorno agli scali.

Sul fronte politico, l'ex 'pasionaria' della Rivoluzione arancione filo-occidentale, Iulia Timoshenko, si candiderà alle presidenziali ucraine fissate per il prossimo 25 maggio. Lo fa sapere l'ex pugile Vitali Klitschko, leader del partito 'Udar', alleato di Timoshenko. Anche Klitschko ha più volte annunciato di volersi candidare alla presidenza.

IANUKOVICH
L'ormai ex presidente ucraino Viktor Ianukovich è tornato a parlare da Rostov, nella Russia meridionale, dove ha organizzato una conferenza stampa.

"L'Ucraina è nelle mani di giovani neofascisti", ha detto sostenendo di non essere stato ''rovesciato", ma costretto a lasciare il Paese dopo le minacce subite. Ianukovich sarebbe atterrato ieri all'aeroporto militare di Rostov sul Don a bordo del suo aereo privato e scortato da caccia russi. Ianukovich si è poi "scusato prima di tutto di fronte ai veterani e poi al popolo ucraino per ciò che è accaduto: mi sono mancate le forze per mantenere la stabilità ed evitare il caos". E a riguardo di Putin ha detto:

"Non mi sono incontrato con Vladimir Putin, ma gli ho parlato al telefono dopo essere arrivato in Russia, grazie ad alcuni ufficiali patrioti che mi hanno aiutato a salvare la vita, e ci siamo accordati di vederci quando sarà possibile"

"La Crimea deve continuare a fare parte dell'Ucraina", ha detto ancora Ianukovich, escludendo di voler chiedere l'aiuto militare della Russia. Poi però la stoccata:

"La Russia deve agire. Conoscendo il carattere di Vladimir Putin, mi stupisco che abbia taciuto sino ad oggi"

KIEV A MOSCA: ESTRADATELO
Tanto per mettere le cose in chiaro però la procura generale ucraina chiederà l'estradizione del deposto presidente Ianukovich, ricercato per omicidi di massa durante la repressione della rivolta di piazza, se la sua presenza sarà confermata ufficialmente in Russia. Lo si legge nel sito della stessa procura.

Intanto però le autorità giudiziarie di Ginevra hanno annunciato di avere aperto un'inchiesta nei confronti del deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich e del figlio Alexandre per "riciclaggio". Il governo svizzero ha congelato i beni di venti responsabili ucraini, tra cui ex ministri del precedente governo e uomini d'affari.

"Un'inchiesta penale per riciclaggio aggravato è attualmente condotta a Ginevra contro Viktor Ianukovich ed il figlio Alexandre", afferma un breve comunicato del ministero pubblico del cantone di Ginevra (procura). Il comunicato aggiunge che una perquisizione è stata condotta ieri mattina dal procuratore Yves Bertossa e dalla brigata finanziaria della polizia giudiziaria nei locali di una società detenuta da Alexandre Ianukovich.

Sono stati prelevati documenti, precisa il comunicato senza fornire ulteriori dettagli. I nomi di Viktor e Alexandre Ianukovich figurano inoltre nella lista delle 20 persone colpite dalle misure di blocco degli averi decise dal governo svizzero. La lista include ben 11 ex ministri. Tra gli altri, gli ex premier Arbuzov e Azariv e l'ex ministro delle Infrastrutture durante il campionato d'Europa di calcio EURO 2012 Kolesnikov.

Il Parlamento ucraino ha deciso oggi di chiedere una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu (di cui fa parte anche la Russia) per esaminare la situazione in Crimea, dove sta salendo la tensione dopo l'occupazione da parte dei filorussi del Parlamento di Sinferopoli e di due aeroporti. Il parlamento ucraino ha approvato una mozione in cui chiede ai membri del memorandum di Budapest del 1994 (Usa, Gran Bretagna e Russia) di garantire la sovranità e l'integrità territoriale del Paese, "confermando il loro impegno verso l'Ucraina" e lanciando "consultazioni immediate per far abbassare la tensione". Nel memorandum di Budapest, Usa, Gran Bretagna e Russia si sono fatti garanti dell'indipendenza dell'Ucraina in cambio della sua rinuncia alla armi nucleari dopo il crollo dell'Urss. La mozione e' stata votata da 230 deputati.

AEROPORTI OCCUPATI
Nella notte due scali dell'aviazione ucraina, Belbek e Sinferopoli, sarebbero stati occupati dai russi. Il condizionale è di rigore perché una non meglio precisata fonte di Sebastopoli ha precisato all'agenzia Interfax che i militari russi non hanno nulla a che fare con l'occupazione dell'aeroporto di Belbek, vicino a Sebastopoli. Secondo la stessa fonte, gli autori del blitz sono attivisti dei reparti di autodifesa e il loro obiettivo è quello di impedire lo sbarco di forze legate alla protesta del Maidan.

Il giornale online Potrobnosti.ua racconta però un'altra storia. Lo scalo di Belbek sarebbe stato infatti circondato dalle forze russe lungo tutto il perimetro. I militari, che indossano elmetti e giubbotti antiproiettili, sono arrivati a bordo di una decina di camion, scortati da autoblindo e auto della polizia stradale militare. Lo scalo si trova vicino all'incrocio di due autostrade 'strategiche': una conduce a Sebastopoli (sede della flotta russa del Mar Nero), che dista una ventina di km, e l'altra a Sinferopoli (capitale della Crimea), a 50 km. Secondo il politologo ucraino Pavel Nuss, il blitz sarebbe stato compiuto per garantire il trasferimento dei reparti militari russi a Sebastopoli. D'estate l'aeroporto è usato anche come scalo internazionale.

Il ministro dell'Interno ucraino, Arsen Avakov, ha accusato Mosca di "invasione armata".

"Considero l'azione come un'invasione armata e un'occupazione", ha postato sulla sua pagina Facebook il ministro. L'aeroporto di Sinferopoli, scrive Avakov, "è bloccato da reparti militari della flotta russa". "All'interno dell'aeroporto - prosegue - si trovano i militari e le guardie di frontiera ucraini. Fuori ci sono militari in divisa mimetica con armi e senza distintivi, che non nascondono la propria appartenenza". "L'aeroporto - aggiunge - non funziona. Sul perimetro esterno ci sono i posti di controllo del ministero degli interni ucraino. Non ci sono ancora scontri armati". "La situazione creatasi negli aeroporti di Crimea è un intervento militare e un atto di occupazione", ribadisce.

A Sinferopoli invece l'aeroporto è stato abbandonato solo da una parte degli uomini armati che l'avevano occupato nella notte. Lo riporta un inviato del sito russo online Lifenews.com. In mattina, ha riferito, è partito solamente uno dei quattro camion usati per il blitz. Lo scalo continua ad essere presidiato e pattugliato ma opera regolarmente. In precedenza un portavoce dello scalo aveva dichiarato a Radio Eco di Mosca che gli autori dell'occupazione se n'erano andati.

"L'aeroporto funziona normalmente", ha detto un responsabile amministrativo. I primi voli della giornata, per Mosca e Kiev, non sono stati annullati e i passeggeri passano senza problemi i normali controlli di sicurezza. Una dozzina di soldati in uniforme, con degli stemmi neri, pattugliano l'ingresso dello scalo, dice un giornalista della France Presse sul posto. Alla domanda di quale è la loro nazionalità, non rispondono. Sono presenti anche una dozzina di civili pro-Russia di tutte le età, che dicono di essere lì per mantenere l'ordine. "Siamo tutti dei volontari, siamo qui per impedire l'atterraggio di fascisti o radicali provenienti dall'ovest dell'Ucraina", ha detto un loro portavoce improvvisato, che si presenta come ex ufficiale di polizia. "Se verranno i banditi nazionalisti, ci batteremo con loro", dice Vadim, giovane ingegnere, "Troveremo le armi se ce ne sarà bisogno".

Il sostegno degli Usa
Il vicepresidente americano Joe Biden ha telefonato giovedì al neo primo ministro ucraino Arseni Iatseniuk per promettere il "sostegno totale" degli Stati Uniti ai nuovi dirigenti del paese. Biden, si legge in un comunicato della Casa Bianca, "ha assicurato il primo ministro che gli Stati Uniti offriranno il loro sostegno totale all'Ucraina quando questa intraprenderà le riforme necessarie per ritrovare la stabilità economica, perseguire la riconciliazione, rispettare gli obblighi internazionali e cercare relazioni aperte e costruttive con i suoi vicini".

Crimea, referendum per autonomia il 25 maggio. Il parlamento della Crimea, occupato giovedì mattina da una trentina di filorussi armati e in mimetica, ha licenziato il governo della Repubblica autonoma ucraina di cui fa politicamente parte e ha fissato per il 25 maggio un referendum per ottenere più autonomia e per allentare i vincoli con il governo centrale di Kiev. La Crimea, penisola sul Mar Nero, nel sud dell'Ucraina, è popolata in maggioranza da russi. Si tratta in effetti di una regione russa annessa all'Ucraina nel '54 da Krusciov. Mosca ancora oggi mantiene nella penisola la base della sua flotta del Mar Nero. Dopo la cacciata del presidente filo-russo Viktor Ianukovich e la presa del potere a Kiev da parte dell'opposizione nazionalista, in Crimea si sono accese tensioni separatiste da parte dei russofoni.

 

la reazione degli utenti di instagram alla conferenza di yanukovich conferenza stampa yanukovich conferenza stampa yanukovich VITALI KLITSCHKO E YANUKOVICH PROTESTE IN CRIMEA MOLOTOV E PROTESTE A KIEV IN UCRAINA MOLOTOV E PROTESTE A KIEV IN UCRAINA SEBASTOPOLI PRO RUSSIA E KIEV CONTRO PUTIN MEDVEDEV YANUKOVICH

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)