freni salvini

QUAL È IL COLMO PER IL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA CONSOB? ESSERE COINVOLTO IN UNA INCHIESTA DI INSIDER TRADING - "DOMANI" SCOOP: I NOMI DI SALVINI E DEL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA FEDERICO FRENI, IN LIZZA PER GUIDARE L'AUTORITA' PER LA VIGILANZA DEI MERCATI, COMPAIONO NELLE CARTE DELLA PROCURA DI ROMA IN MERITO A UN PROCEDIMENTO DI INSIDER TRADING, ANCHE SE NESSUNO DEI DUE È INDAGATO - NEL 2022, SALVINI E FRENI AVREBBERO AVUTO ACCESSO A UN DOCUMENTO CON INFORMAZIONI PRIVILEGIATE SULLA "VULNERABILITÀ FINANZIARIA" DI ENEL, GUIDATA ALL'EPOCA DA STARACE, A CUI, PER LEGGE, NON POTEVANO ACCEDERE - LA RETTIFICA DI ALBERTO MARCHI

LA RETTIFICA DI ALBERTO MARCHI:

 

“Con riferimento all’articolo pubblicato il 5 febbraio 2026 e relativo alla vicenda di asserito insider trading ai danni di Enel, si precisa che il relativo procedimento penale è stato archiviato su richiesta della Procura della Repubblica di Roma con provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari del 25 giugno 2026 e che, pertanto, il dott. Alberto Marchi e gli ulteriori soggetti coinvolti non risultano più rivestire la qualità di indagati”.

 

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti ed Enrica Riera per “Domani”

 

federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse

Il documento si intitola «Spunti di riflessione sul gruppo Enel». Sono tre pagine in tutto, un’analisi sulle prospettive dell’azienda energetica a controllo pubblico che, si legge, sarebbe «molto vulnerabile sul piano finanziario» per via dei debiti in forte aumento. Il testo risale all’estate del 2022. Altri tempi.

 

All’epoca al timone del gruppo c’era Francesco Starace, l’amministratore delegato che meno di un anno dopo verrà sostituito da Flavio Cattaneo. Proprio da quel documento, però, ha preso il via un’inchiesta per insider trading di cui finora non si è mai avuta notizia. Un’inchiesta che, secondo quanto Domani ha potuto ricostruire, non risulta ancora formalmente archiviata.

 

salvini freni

Nelle carte della procura di Roma compaiono i nomi di due esponenti di governo, entrambi leghisti, il vicepremier Matteo Salvini e Federico Freni, quest’ultimo, oggi come nell’estate del 2022, con l’incarico di sottosegretario all’Economia, quindi esponente del dicastero a cui fa capo il controllo dell’Enel.

 

Nessuno dei due risulta indagato, ma secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Gianfranco Gallo, sulla base degli accertamenti della Guardia di Finanza, Salvini e Freni sono tra i destinatari di informazioni privilegiate a cui, per legge, non potevano accedere.

 

Nasce da qui il sospetto di insider trading e l’inchiesta a carico di tre indagati: Alberto Marchi, dal 2020 e fino a maggio 2023 consigliere d’amministrazione dell’Enel, il consulente aziendale Samuele Pasi e Chicco Testa, una lunga carriera da parlamentare (nel Pci-Pds) e poi manager ed esperto di ambiente ed energia.

 

FEDERICO FRENI ALLE PRESE CON LE SALSICCE A PONTIDA

Proprio Marchi – è la ricostruzione della procura – «essendo in possesso, in ragione dell’attività lavorativa e della funzione svolta, di informazioni relativa alla possibilità che le principali agenzie di rating (Standard & Poor’s e Moody’s) diminuissero il rating di Enel (…) comunicava tali informazioni al di fuori della propria funzione» a soggetti che non avevano diritto di esserne messi a conoscenza.

 

Pasi invece viene indicato come «soggetto che coadiuvava Marchi» nella redazione del documento «Spunti di riflessione sul gruppo Enel» inviandolo, tra gli altri, anche a Salvini, Freni e Testa. Quest’ultimo avrebbe infine provveduto a girare copia del documento a un gruppo di giornalisti.

 

Secondo quanto emerge dalle carte, la procura si è mossa ipotizzando il «tipping», una fattispecie particolare in cui le informazioni privilegiate vengono comunicate dal cosiddetto «insider primario», in questo caso Marchi, «al di fuori del normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell’ufficio» e le stesse informazioni sono «idonee ad avere un effetto significativo sui prezzi delle azioni della società», in questo caso l’Enel.

 

giorgia meloni matteo salvini

Il documento sarebbe stato redatto nei primi giorni di giugno, per poi essere rivisto più volte nelle settimane successive e quindi inviato in più fasi dai tre indagati. Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno anche messo a confronto le informazioni contenute nel testo con i verbali delle riunioni dei consigli di amministrazioni di Enel tenuti in quel periodo, riunioni in cui effettivamente Marchi aveva sollevato alcuni dei problemi poi citati tra gli «spunti di riflessione».

 

In quel periodo le azioni dell’azienda allora guidata da Starace avevano perso quota dai 5,92 euro del primo giugno ai 4 euro del 12 ottobre, con un ribasso del 32 per cento, per poi recuperare in parte fino ai 4,52 euro di fine ottobre.

 

alessandra ricci francesco starace premio guido carli 2023

Raggiunto da Domani, Marchi non ha voluto commentare, ma in passato, ricostruendo la vicenda con alcuni interlocutori, ha spiegato che «tutte le informazioni contenute nel memorandum erano di dominio pubblico, completamente conosciute dai mercati finanziari».

 

Il manager respinge quindi i sospetti della procura che, a caccia di riscontri, ha anche svolto, si legge nelle carte, «un’attività di perquisizione e analisi dei contenuti dei supporti informatici nella disponibilità di Marchi».

 

[...] Freni, in particolare, a ottobre del 2022 è stato confermato da Giorgia Meloni nel ruolo di sottosegretario all’Economia già ricoperto con Mario Draghi. Interpellato da Domani, il sottosegretario ha risposto di «non avere contezza dell’episodio».

 

daniela e francesco starace foto di bacco

Lo stesso Freni ha avuto un ruolo centrale nella riforma del Testo Unico della finanza, che tra l’altro regola anche i reati legati al cosiddetto market abuse, tra cui l’insider trading.

 

Il sottosegretario è anche il candidato di governo alla presidenza della Consob, che vigila sui mercati finanziari. Nomina rimasta in sospeso dopo lo stop imposto due settimane fa da Forza Italia in consiglio dei ministri.

 

Quanto a Salvini, i documenti ufficiali segnalano che il leader della Lega era azionista di Enel quando ha ricevuto l’informativa redatta da Marchi. Poca cosa: un pacchetto di 392 azioni per un valore di meno di 2 mila euro a fine 2022, liquidate nel 2023. [...]

francesco starace gigafactory enel catania

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO