freni salvini

QUAL È IL COLMO PER IL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA CONSOB? ESSERE COINVOLTO IN UNA INCHIESTA DI INSIDER TRADING - "DOMANI" SCOOP: I NOMI DI SALVINI E DEL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA FEDERICO FRENI, IN LIZZA PER GUIDARE L'AUTORITA' PER LA VIGILANZA DEI MERCATI, COMPAIONO NELLE CARTE DELLA PROCURA DI ROMA IN MERITO A UN PROCEDIMENTO DI INSIDER TRADING, ANCHE SE NESSUNO DEI DUE È INDAGATO - NEL 2022, SALVINI E FRENI AVREBBERO AVUTO ACCESSO A UN DOCUMENTO CON INFORMAZIONI PRIVILEGIATE SULLA "VULNERABILITÀ FINANZIARIA" DI ENEL, GUIDATA ALL'EPOCA DA STARACE, A CUI, PER LEGGE, NON POTEVANO ACCEDERE - TRE GLI INDAGATI: ALBERTO MARCHI, EX CONSIGLIERE D’AMMINISTRAZIONE DI ENEL (LUI HA MANDATO IL DOSSIER), IL CONSULENTE AZIENDALE SAMUELE PASI E CHICCO TESTA CHE AVREBBE PROVVEDUTO A GIRARE COPIA DEL DOCUMENTO A UN GRUPPO DI GIORNALISTI...

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti ed Enrica Riera per “Domani”

 

federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse

Il documento si intitola «Spunti di riflessione sul gruppo Enel». Sono tre pagine in tutto, un’analisi sulle prospettive dell’azienda energetica a controllo pubblico che, si legge, sarebbe «molto vulnerabile sul piano finanziario» per via dei debiti in forte aumento. Il testo risale all’estate del 2022. Altri tempi.

 

All’epoca al timone del gruppo c’era Francesco Starace, l’amministratore delegato che meno di un anno dopo verrà sostituito da Flavio Cattaneo. Proprio da quel documento, però, ha preso il via un’inchiesta per insider trading di cui finora non si è mai avuta notizia. Un’inchiesta che, secondo quanto Domani ha potuto ricostruire, non risulta ancora formalmente archiviata.

 

salvini freni

Nelle carte della procura di Roma compaiono i nomi di due esponenti di governo, entrambi leghisti, il vicepremier Matteo Salvini e Federico Freni, quest’ultimo, oggi come nell’estate del 2022, con l’incarico di sottosegretario all’Economia, quindi esponente del dicastero a cui fa capo il controllo dell’Enel.

 

Nessuno dei due risulta indagato, ma secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Gianfranco Gallo, sulla base degli accertamenti della Guardia di Finanza, Salvini e Freni sono tra i destinatari di informazioni privilegiate a cui, per legge, non potevano accedere.

 

Nasce da qui il sospetto di insider trading e l’inchiesta a carico di tre indagati: Alberto Marchi, dal 2020 e fino a maggio 2023 consigliere d’amministrazione dell’Enel, il consulente aziendale Samuele Pasi e Chicco Testa, una lunga carriera da parlamentare (nel Pci-Pds) e poi manager ed esperto di ambiente ed energia.

 

FEDERICO FRENI ALLE PRESE CON LE SALSICCE A PONTIDA

Proprio Marchi – è la ricostruzione della procura – «essendo in possesso, in ragione dell’attività lavorativa e della funzione svolta, di informazioni relativa alla possibilità che le principali agenzie di rating (Standard & Poor’s e Moody’s) diminuissero il rating di Enel (…) comunicava tali informazioni al di fuori della propria funzione» a soggetti che non avevano diritto di esserne messi a conoscenza.

 

Pasi invece viene indicato come «soggetto che coadiuvava Marchi» nella redazione del documento «Spunti di riflessione sul gruppo Enel» inviandolo, tra gli altri, anche a Salvini, Freni e Testa. Quest’ultimo avrebbe infine provveduto a girare copia del documento a un gruppo di giornalisti.

 

Secondo quanto emerge dalle carte, la procura si è mossa ipotizzando il «tipping», una fattispecie particolare in cui le informazioni privilegiate vengono comunicate dal cosiddetto «insider primario», in questo caso Marchi, «al di fuori del normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell’ufficio» e le stesse informazioni sono «idonee ad avere un effetto significativo sui prezzi delle azioni della società», in questo caso l’Enel.

 

giorgia meloni matteo salvini

Il documento sarebbe stato redatto nei primi giorni di giugno, per poi essere rivisto più volte nelle settimane successive e quindi inviato in più fasi dai tre indagati. Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno anche messo a confronto le informazioni contenute nel testo con i verbali delle riunioni dei consigli di amministrazioni di Enel tenuti in quel periodo, riunioni in cui effettivamente Marchi aveva sollevato alcuni dei problemi poi citati tra gli «spunti di riflessione».

 

In quel periodo le azioni dell’azienda allora guidata da Starace avevano perso quota dai 5,92 euro del primo giugno ai 4 euro del 12 ottobre, con un ribasso del 32 per cento, per poi recuperare in parte fino ai 4,52 euro di fine ottobre.

 

alessandra ricci francesco starace premio guido carli 2023

Raggiunto da Domani, Marchi non ha voluto commentare, ma in passato, ricostruendo la vicenda con alcuni interlocutori, ha spiegato che «tutte le informazioni contenute nel memorandum erano di dominio pubblico, completamente conosciute dai mercati finanziari».

 

Il manager respinge quindi i sospetti della procura che, a caccia di riscontri, ha anche svolto, si legge nelle carte, «un’attività di perquisizione e analisi dei contenuti dei supporti informatici nella disponibilità di Marchi».

 

[...] Freni, in particolare, a ottobre del 2022 è stato confermato da Giorgia Meloni nel ruolo di sottosegretario all’Economia già ricoperto con Mario Draghi. Interpellato da Domani, il sottosegretario ha risposto di «non avere contezza dell’episodio».

 

daniela e francesco starace foto di bacco

Lo stesso Freni ha avuto un ruolo centrale nella riforma del Testo Unico della finanza, che tra l’altro regola anche i reati legati al cosiddetto market abuse, tra cui l’insider trading.

 

Il sottosegretario è anche il candidato di governo alla presidenza della Consob, che vigila sui mercati finanziari. Nomina rimasta in sospeso dopo lo stop imposto due settimane fa da Forza Italia in consiglio dei ministri.

 

Quanto a Salvini, i documenti ufficiali segnalano che il leader della Lega era azionista di Enel quando ha ricevuto l’informativa redatta da Marchi. Poca cosa: un pacchetto di 392 azioni per un valore di meno di 2 mila euro a fine 2022, liquidate nel 2023. [...]

francesco starace gigafactory enel catania

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