luigi di maio

ECCO QUALE POTREBBE ESSERE IL “GOVERNO DI MAIO” - LUIGINO HA RASSICURATO I POTERI MARCI CHE IL SUO GABINETTO NON AVRA’ GRILLINI NEI MINISTERI CHIAVE COME ECONOMIA, LAVORO E ESTERI MA TECNICI ESPERTI - LA LISTA DEI POSSIBILI MINISTRI

Paolo Bracalini per “il Giornale”

 

DI MAIO DI BATTISTADI MAIO DI BATTISTA

Negli incontri riservati con gli esponenti dell'establishment per preparare il terreno alla sua leadership nel movimento, Luigi Di Maio ha rassicurato gli interlocutori che nei ministeri chiave del suo governo non ci saranno grillini, ma tecnici esperti. Dunque nei dicasteri economici (Tesoro, Sviluppo economico) e agli Esteri, l'ipotetico governo Di Maio (il candidato premier in pectore si è già impegnato a comunicare i nomi della squadra entro la fine dell' anno) arruolerà degli esterni, ovviamente con certificato di fedeltà al M5s, sfruttando le relazioni della Casaleggio Associati con imprese e professionisti.

VIRGINIA RAGGI MASSIMO COLOMBANVIRGINIA RAGGI MASSIMO COLOMBAN

 

Sulla falsariga di Roma, dove a curare gli assessorati più delicati sono arrivati appunto uomini di fiducia della Casaleggio Associati come Massimo Colomban e Adriano Meloni, già sponsor della società fondata dal padre di Davide Casaleggio. Con la differenza, non da poco, che proprio per evitare i ritardi e i pasticci della squadra della Raggi, i nomi verranno decisi con grande anticipo. Ecco, ma quali nomi? Come ministro dell' Economia il profilo più accreditato è quello di Marcello Minenna, economista bocconiano, dirigente della Consob.

 

MINENNAMINENNA

Ad un recente convegno del M5s alla Camera i più attenti hanno notato la grande confidenza con cui chiacchierava con Beppe Grillo, a cui ha regalato una copia del suo libro La moneta incompiuta. C' è solo un però. Minenna era stato scelto come assessore al Bilancio a Roma ma fu costretto a mollare in seguito alla guerra tra l' ex capo di gabinetto del Campidoglio, Carla Raineri, e il duo Raggi-Romeo.

 

«Vicenda gestita con poca trasparenza» spiegherà Minenna. Ma dietro quella operazione c'era proprio Di Maio, supervisore della giunta capitolina, come raccontano le intercettazioni dei «quattro amici al bar». Insomma tra Di Maio premier e Minenna suo ministro, c' è di mezzo questo incidente non trascurabile. Anche se Minenna sembra aver lasciato la porta aperta: «Ho chiuso con Raggi, non con i grillini».

 

PAOLO MAGRIPAOLO MAGRI

Capitolo Farnesina. Il Movimento non ha una linea precisa di politica estera: pacifisti ma filo Putin, vogliono riformare la Nato per «non essere sudditi degli interessi degli Usa» dice Di Battista, ma Di Maio organizza missioni negli Usa (e in Israele) per accreditarsi come leader.

 

Perciò per gli Esteri si parla di un ambasciatore o un esperto di politica internazionale (Paolo Magri, direttore dell' Ispi, è stato ospite alla convention di Casaleggio a Ivrea), meno probabili i nomi di Alessandro Di Battista, l'altra star del M5s in attesa di nuovo ruolo dopo l'incoronazione di Di Maio, e poi Manlio Di Stefano, capogruppo M5S della commissione esteri della Camera, fidato di «Luigino». Di Battista è accreditato per il ruolo di vicepremier: niente grane di un ministero, in compenso enorme visibilità e mano libera sul Movimento.

 

nicola morranicola morra

Poi c' è il capitolo giustizia. Qui i bookmaker danno come favorito Alfonso Bonafede, braccio destro di Di Maio, avvocato e vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera (l' unico grillino ad essere riconfermato nel 2015, come racconta con vari retroscena su Di Maio e Renzi il libro verità sul M5s, Supernova).

 

Altro papabile è il pm amtimafia Nino Di Matteo, molto corteggiato dal M5s, ricambiato nelle effusioni dal magistrato palermitano che non ha escluso pubblicamente una sua discesa in campo con i grillini («L'eventuale impegno politico di un pm non mi scandalizza», «Una buona notizia» commentò Di Maio).

Domenico De Masi Domenico De Masi

 

Per lui si aprirebbe non il ministero della Giustizia, ma il Viminale. Il ministero della Salute si dà già per prenotato da Giulia Grillo (non parente), deputata, medico; all' Istruzione andrebbe Nicola Morra (professore di liceo), mentre per Riccardo Fraccaro, l'altro vice di Di Maio oltre a Bonafede, si studia un ministero ad hoc. Anche per lo Sviluppo economico si pensa ad un tecnico, ma l'ipotesi dell' economista Mariana Mazzuccato (Università del Sussex) è stata smentita dall' interessata: «Mai interpellata dal M5s, e non lo farei». E al Welfare? L' esterno di riferimento è il professor Domenico De Masi, consulente (pagato) del M5s sul tema del lavoro.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…