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QUANDO C’È DI MEZZO MACRON, GIORGIA MELONI PERDE SEMPRE LE STAFFE – LA DUCETTA REPLICA PICCATA AL PRESIDENTE FRANCESE, CHE LE HA CONSIGLIATO DI FARSI GLI AFFARI SUOI SULLA MORTE DELL’ESTREMISTA DI DESTRA QUENTIN DERANQUE, E AZZARDA UN PARAGONE ARDITO CON GLI ANNI DI PIOMBO: “UNA STORIA CHE LA FRANCIA CONOSCE MOLTO BENE AVENDO DATO ASILO POLITICO A FIOR FIORE DI BRIGATISTI PER QUALCHE DECENNIO” – UNO SGARBO CERCATO: LA BATTAGLIA SULLE PRIMULE ROSSE OLTRALPE È POPOLARE – LO SCAZZO COMPLICA IL VERTICE INTERGOVERNATIVO TRA ROMA E PARIGI, PREVISTO PER APRILE A TOLOSA…

E MELONI ALZA I TONI: “NO AL RITORNO DELLE BR, PARIGI DAVA LORO ASILO”

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per "la Repubblica"

 

emmanuel macron giorgia meloni foto lapresse 4

Lo giudica un attacco a freddo. Non previsto, né giustificato dal post sull'omicidio del militante di estrema destra, Quentin Deranque. Giorgia Meloni riceve sull'iphone il lancio di agenzia di Emmanuel Macron. Trasecola. Si consulta con lo staff per calibrare una prima reazione.

 

Lascia dunque trapelare «stupore», anche se viene affidata a "fonti di Palazzo Chigi". È una formula che permette di evitare lo scontro totale con l'Eliseo. Dura poco però. In agenda c'è un'intervista a Sky Tg24, l'inevitabile domanda sul nuovo caso non può mancare. La risposta, che la presidente del Consiglio lima assieme a Giovanbattista Fazzolari, è un dito nell'occhio per Macron.

 

giorgia meloni guarda in cagnesco emmanuel macron g7 4

Perché richiama il rischio di una recrudescenza del terrorismo, i tempi violenti delle Br e l'atteggiamento tenuto in quegli anni da Parigi: «Una storia che la Francia conosce molto bene — ecco il passaggio che rischia di diventare incidente diplomatico — avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio».

 

Uno sgarbo voluto, cercato, soprattutto perché il presidente francese nel 2022 agì per sostenere la richiesta italiana di estradare gli ex terroristi e criticò i giudici francesi che l'avevano infine negata. Meloni alza il livello, altroché.

 

quentin deranque 3

Lo fa consapevole che proprio quella battaglia per riportare in Italia i brigatisti rifugiati in Francia è popolare. La leader fa anche di più: sostiene […] che il pericolo di un ritorno alla violenza politica sia incombente […].

 

«Io vedo un clima che non mi piace — dice in tv — Lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l'omicidio di Charlie Kirk — ricorda ancora — e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio».

 

Un ragionamento che anticipa il nuovo schiaffo a Parigi, con l'accenno alla dottrina Mitterrand che consentiva la concessione dell'asilo ai responsabili di atti di violenza con una matrice politica. «Io — giura — non l'ho vissuta come un'ingerenza».

 

[…]

 

meloni macron

A complicare il quadro diplomatico ci si mette infine il calendario. Da settimane, infatti, Roma e Parigi trattano senza sosta per ufficializzare il vertice intergovernativo tra le due capitali, il primo dalla firma del Trattato del Quirinale.

 

Ci lavorano da tempo ed è previsto che si tenga a Tolosa. Un incontro decisivo, per rinsaldare le relazioni complicate tra i due Paesi. Dal valore simbolico, ma importante anche sul piano pratico: sul tavolo, il dossier dello spazio e il rafforzamento della cooperazione tra Thales, Leonardo e Airbus, i tre gruppi che già lavorano insieme nel settore.

 

Dall'Eliseo, nei giorni scorsi, era trapelata anche una data: il 9 aprile. Ieri sera, fonti italiane confermavano la disponibilità a tenere il summit, nonostante le tensioni delle ultime ore. Quanto al giorno dell'incontro, però, nulla è certo: è ancora oggetto di dibattito tra le due delegazioni e potrebbe essere fissato in una data successiva al 9 aprile.

 

MACRON MELONI, LITE SULLE INGERENZE. NEL MIRINO DELL’ELISEO GLI ALLEATI DI LE PEN

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

GIORGIA MELONI - EMMANUEL MACRON - FOTO LAPRESSE

Un vero e proprio scontro personale, questa volta per nulla mascherato da accorgimenti diplomatici o lasciato in delega a terzi, ministri o rappresentanti di partito. Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, ultimo episodio della saga di due leader che non si sono mai amati. Tutto avviene pubblicamente e origina da un post della premier, […] uno di quelli indirizzati contro «la sinistra» tempestivamente associata alla «violenza ideologica».

 

Lo aveva fatto dopo l'uccisione negli Stati Uniti di Charlie Kirk, […] lo ha rifatto per la morte di Quentin Deranque, militante di destra ucciso a Lione […].

 

vignetta ellekappa charlie kirk e meloni

Scrive Meloni: «La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all'estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse Nazioni, è una ferita per l'intera Europa. Quando l'odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia».

 

Lì per lì il post, pubblicato due giorni fa […], non ha avuto alcuna eco. Ci ha pensato Emmanuel Macron a farlo riemergere adesso […].

 

[…] Macron e Meloni […] mai […]erano finora arrivati a dirsele così, apertamente. Il presidente francese risponde a una domanda della stampa francese a margine della sua missione in India. Ricorda che al centro di questo caso specifico, l'omicidio del giovane Quentin, c'è «un movimento di azione violenta legato all'estrema sinistra» ma che «anche dall'altra parte, all'estrema destra», ci sono «movimenti violenti» che vanno sradicati.

 

emmanuel macron donald tusk giorgia meloni consiglio europeo

Spontaneamente, poi, Macron aggiunge di essere «sempre molto colpito di vedere come i nazionalisti, coloro che non vogliono che diamo loro fastidio in casa, siano poi sempre i primi a commentare ciò che accade in casa degli altri».

 

Ognuno, conclude, «resti a casa propria e le pecore saranno ben custodite». In quell'istante si sente un giornalista francese chiedere se ce l'abbia con Meloni. Macron sembra annuire, ma non è chiaro. Sta di fatto che, qualche ora dopo, fonti diplomatiche in contatto con l'Eliseo terranno a precisare come il presidente francese non abbia citato esplicitamente Meloni […] ma abbia fatto un ragionamento ampio riferibile alle strumentalizzazioni compiute da tutte le destre nazionaliste […]-

 

MACRON E GIORGIA MELONI

A quel punto però le finzioni di facciata […] sono già naufragati. Parte la macchina della propaganda di FdI: le ragioni che hanno mosso Macron vengono ridotte al suo «nervosismo» per aver perso la presa in Francia ma anche in Europa, dopo l'accordo con la Germania che il governo tenta di far passare per un nuovo asse in sostituzione di quello, storico, franco-tedesco.

 

Però alla fine è Meloni a rispondere personalmente al collega, in un'intervista su SkyTg24. Si dice «stupita»: «Francamente mi ha molto colpito, non me lo aspettavo». «Intervenire – aggiunge – esprimendo solidarietà al popolo francese non è ingerenza. Spiace che Macron non lo abbia capito».

Meloni prova a ribaltare le accuse e si toglie qualche sassolino. Parla di «come si sta polarizzando lo scontro politico», di «un clima che non mi piace» e che può riportarci indietro di qualche decennio».

 

emmanuel macron giorgia meloni

È la stessa identica tesi già utilizzata in Italia sulla sicurezza, dopo gli scontri di Torino e di Milano: evoca gli Anni di Piombo, gli anni Settanta, il terrorismo, chiamando la Francia a quelle responsabilità storiche che l'estrema destra italiana le ha sempre rinfacciato: «Una storia che l'Italia ha vissuto e che la Francia conosce molto bene avendo dato asilo politico a tanti brigatisti rossi per qualche decennio».

 

Ma i sassolini non finiscono qui: «Mi dispiace che Macron la viva come ingerenza. Penso che l'ingerenza sia altra cosa: per esempio sentire uno Stato straniero, di fronte a un leader eletto dai propri cittadini, dire che vigileranno sull'applicazione dello stato di diritto».

 

Si riferisce alle frasi pronunciate nell'ottobre del 2022 dall'allora ministra per gli Affari europei del governo francese Laurence Boone, all'indomani della sua vittoria. Allo stesso modo però, all'Eliseo e alla diplomazia francese non sono sfuggiti sfottò e post social, anche recenti, di esponenti di primo livello di FdI che celebravano le difficoltà di Macron.

EMMANUEL MACRON E GIORGIA MELONI DURANTE LE OLIMPIADI DI PARIGI 2024emmanuel macron giorgia meloni foto lapresse 1

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