schulz

UNA GRAN TESTA DI SCHULZ - QUANDO SI CANDIDÒ PREMIER PER LA SPD, I COMMENTATORI LO SALUTARONO COME UN MESSIA, I SONDAGGI LO DAVANO COL VENTO IN POPPA E INVECE HA AFFOSSATO IL PARTITO - EX ALCOLISTA, GIOCATORE DI CALCIO FALLITO, ECCO CHI E’ IL “KAPÒ” CHE HA SEPPELLITO I SOCIALDEMOCRATICI - VIDEO

 

Carlo Panella per “Libero Quotidiano”

martin schulz

 

Un solo mistero attraversa la scialba e ininteressante vita di Martin Schulz: la primavera scorsa, quando si dimise da presidente dell’europarlamento e si candidò alle elezioni quale leader della Spd i sondaggi balzarono verso l’alto. L’oscuro libraio di provincia, già alcolista in gioventù e giocatore di calcio fallito (tradito da un ginocchio fratturato), che aveva fatto carriera ben lontano dalla scena politica tedesca, sembrava capace di un miracolo.

 

I favori della sua Spd balzarono avanti di 10 punti e arrivarono a un solido 32%, sopra di ben 6 punti al magro risultato della Spd nelle elezioni precedenti. Sulle prime, i commentatori, si scervellarono per mettere a fuoco le incredibili sue doti di leader che avevano così rapidamente e impetuosamente riscosso i favori dell’elettorato. Si parlò del suo carattere, della sua focosa figura di ammazza-Berlusconi (torneremo più avanti su quel penoso episodio), di leader capace di parlare chiaro alle masse popolari.

martin schulz

 

Ma durò poco. Mano a mano che Schulz parlava, che appariva in televisione e nei comizi, che spiegava il suo programma, che i tedeschi iniziarono a conoscerlo, i sondaggi iniziarono a declinare. Rovinosamente. Il mistero fu allora chiarito: i sondaggi alti premiavano un signor nessuno, un leader che aveva partecipato poco al teatrino della politica tedesca.

 

MERKEL SCHULZ

Ma non appena gli elettori poterono prendere le sue misure e conoscerlo, fuggirono da lui e dal suo partito perché si era svelato per quello che era: un mediocre, senza carisma, senza idee, capace solo di muoversi da maestro tra le beghe dell’europarlamento, di costruire cordate pro domo sua, tanto da essere prima nominato - proprio perché simbolo stesso della aurea mediocritas - prima come capogruppo dei socialisti nell’europarlamento e poi - ma essenzialmente per merito di questa carica - addirittura presidente dell’assemblea di Bruxelles.

 

MERKEL SCHULZ 2

La sua attività parlamentare in quel consesso è sempre stata senza onore e senza infamia, ma furbescamente trovò il modo di emergere all’onore delle cronache nel 2003, quando Silvio Berlusconi, quale presidente del Consiglio d’Europa, partecipò a una sessione dell’europarlamento. Invece difare gli onori di casa e di parlare di politica, Martin Schulz si lanciò in una filippica vergognosa: non solo insinuò che Berlusconi godesse dell’immunitá parlamentare solo graziea basse manovre, ma addirittura insultò Umberto Bossi, da lui dipinto come poco più di un bifolco.

 

SCHULZ BERLUSCONI KAPO

Allibito dalla volgarità di un attacco che infrangeva tutte le regole istituzionali, Berlusconi rispose per le rime: «Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto!». Incorniciato nel suo ruolo di personaggio da sturmtruppen, Schultz godette di un momento di fama nella sinistra europea (e italiana) ancora afflitte dalla penosa convinzione che l’antiberlusconismo portasse consensi.

SCHULZ E RENZI

 

A seguire, come si è detto, Schulz si impegnò nel sottobosco delle trame di Bruxelles. Diventato leader della Spd, per mancanza di concorrenti, non per altro, Schulz ha condottola più opaca campagna elettorale della plurisecolare storia della Spd. I suoi punti programmatici, in una Germania scioccata dall’arrivo destabilizzante di un milione di profughi, erano sfocati: un misero elenco della spesa di miniprovvedimenti, dagli asili al sostegno ai poveri. I suoi duelli televisivi con AngelaMerkel lo vedevano goffo, impreparato, lontano anni luce dalla quotidianità di un elettorato tedesco alle prese con la globalizzazione e le ondate migratorie.

IL PRESIDENTE DI CIPRO NIKI ANASTASIADES CON MARTIN SCHULZ

 

Risultato: la tradizionale base elettorale della Spd, soprattutto nei quartieri popolari, si è buttata in massa sull’estrema destra e ha votato per Alternative für Deutschland. Una buona metà dei voti del movimento anti immigrazione e anti europeista sono venuti infatti il 24 settembre proprio dalle roccaforti storiche della Spd. Un capolavoro, degno di un mediocre burocrate coinvolto in un gioco più grande.

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