ECCOLE, LE ORIGINI DEL RUBY-GATE - UN’INCHIESTA SU ESCORT E MALAVITA AVEVA MESSO LA POLIZIA SULLE TRACCE DELLA MAROCCHINA

Arianna Giunti per espresso.repubblica.it

Ci sono soubrette sul viale del tramonto ed ex modelle ancora bellissime. Ci sono imprenditori in cerca di serate da sogno ma con un passato da incubo. E poi ci sono due ragazzine, sospettate di vendersi per mille euro a notte.

Eccole, le origini del Ruby-gate. L'indagine che nell'aprile del 2010 stava silenziosamente arrivando, prima del fermo in Questura di 'Ruby Rubacuori' la notte del 27 maggio, a un'organizzazione criminale ben ramificata che secondo la polizia gestiva incontri a luci rosse in due hotel a della città. E che stava portando gli inquirenti sulla via di Arcore attraverso una scivolosa strada secondaria fatta di confidenti anonimi, escort collegate al mondo dello spettacolo e squillo minorenni.

Una pista interrotta sul nascere e poi dimenticata dalla quale oggi - mentre i processi a carico di Silvio Berlusconi, Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti sono ormai alla fase finale - emergono nuovi particolari che 'l'Espresso' è in grado di raccontare. Primo fra tutti, i ricordi di un 'confidente' della polizia che già due mesi prima dell'episodio della Questura era a conoscenza delle notti brave della marocchina e dei suoi incontri privati con Berlusconi.

A dare il via all'indagine, la notte del 10 aprile 2010, è una circostanza casuale: un'anziana che abita in viale Abruzzi a Milano chiama il 113 segnalando una lite per strada fra prostitute. «Andate a prendervela con quelle negli hotel che sfruttano le ragazzine, loro sì che hanno il giro grosso» , sibila una delle squillo all'arrivo degli agenti. E così, la vendetta di una lucciola verso le colleghe più fortunate, diventa una 'dritta' che i poliziotti del commissariato Monforte-Vittoria afferrano al volo.

La squillo indica due hotel: il Four Seasons di via Gesù e il Boscolo di corso Matteotti. Mentre uno degli ispettori attiva il suo informatore più fidato, del quale non farà mai il nome, proteggendolo con segretezza assoluta, perché la legge lo permette e perché è così che si comportano i poliziotti all'antica.

I riscontri arrivano immediatamente. L'informatore viene a contatto con le escort che, alla fine dei convegni, abbordano gli uomini d'affari. Il giro di ragazze sembra vastissimo, soprattutto ex indossatrici e vallette, ma anche due minorenni. Una di queste, secondo la polizia che analizza i tabulati telefonici, è una certa - e allora sconosciuta - Karima El Mahroug.

Karima detta Ruby ha 17 anni e la riservatezza non è il suo forte. L'informatore viene infatti a sapere delle feste di Arcore e degli incontri hot con il presidente, che però archivia come millanterie. A interessare gli investigatori, allora, infatti, sono soprattutto i vertici dell'organizzazione, che secondo il confidente hanno agganci con il mondo dello spettacolo.

In particolare, l'analisi dei tabulati telefonici di uno dei possibili organizzatori porta alla soubrette Raffaella Zardo, già in passato coinvolta in un'inchiesta per induzione alla prostituzione (poi assolta) e che pochi mesi prima aveva premiato Ruby all'ormai celebre concorso di bellezza in Sicilia insieme a Emilio Fede, al quale è legata da amicizia. Colui che - secondo i pm - avrebbe portato Ruby ad Arcore. Contatta da 'l'Espresso', Zardo (che per questo non è mai stata indagata) preferisce non rilasciare commenti.

Oltre alla show-girl, nell'informativa che il 15 aprile 2010 arriva in Procura comprare un altro nome collegato all'ex premier. Quello di Slavica Knezevic, 35 anni, ex reginetta di bellezza di Podgorica e sorella della giovanissima Katrina, all'epoca indicata dalle ragazze di via Olgettina come 'fidanzata' di Berlusconi.

Dal quale, secondo il quotidiano montenegrino 'Dan', avrebbe incassato 175 mila euro. Era stata Slavica, però, per prima, a frequentare il Cavaliere. Coincidenze che portano gli investigatori a ritenere che il giro di escort possa avere un legame con le feste nelle residenze dell'ex premier, delle quali già si cominciava a parlare dopo lo scandalo di Noemi Letizia. Il resto è cronaca.

Gli investigatori del commissariato non faranno neppure in tempo a mettere le 'cimici' nelle suite degli hotel che l'inchiesta, sacrificata in nome di un'indagine più urgente, verrà archiviata dopo appena 37 giorni.

 

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