“QUESTO CLIMA NON PERMETTE DI PORTARE AVANTI L'INCARICO. RINUNCIO AI COMPENSI” – DOMENICO MUTI, FIGLIO DEL MAESTRO RICCARDO, SI DIMETTE DA CONSULENTE DE “LA FENICE” DI VENEZIA PER IL QUALE PERCEPIVA LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – DAGOSPIA AVEVA SOLLEVATO LA QUESTIONE DELLE CONSULENZE DEL TEATRO DATE A COLLABORATORI ESTERNI E DEI 39 MILA EURO PER SEI MESI ELARGITI DA “LA FENICE” ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA – LA PROTESTA DEI SINDACATI, IL PD CHE INCALZA IL SINDACO BRUGNARO (“SPIEGHI LE CONSULENZE ALLA FENICE MENTRE PAVENTAVA PROBLEMI DI BILANCIO PER GIUSTIFICARE IL BLOCCO DEL WELFARE AI LAVORATORI”) E QUEL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI MUTI SU VENEZI -DAGOREPORT
DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO
FENICE, DOMENICO MUTI LASCIA
Domenico Muti, figlio del maestro Riccardo, lascia l'incarico come consulente del Teatro La Fenice di Venezia.
La decisione è stata comunicata questa mattina, martedì 3 marzo, con una lettera inviata al sovrintendente Nicola Colabianchi, dopo la critiche dei giorni scorsi mosse dai sindacati che in un comunicato hanno parlato di "opacità".
«Purtroppo il clima che è stato creato non mi permette di portare avanti con serenità il mio incarico. Ho deciso quindi di recedere con effetto immediato dal contratto tra noi in essere, non ritenendo più possibile operare in questa situazione», ha scritto nel documento riportato dall'Adnkronos.
Muti ha informato Nicola Colabianchi, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione, di «rinunciare altresì ai compensi già maturati e allo stato non ancora richiesti né percepiti» e allo stesso tempo lo ringrazia per l'«importante incarico di consulente della Fondazione Teatro La Fenice per le tournée Internazionali. Incarico che avevo accettato con entusiasmo e che avrei voluto condurre con la massima professionalità, ben conscio della gloriosa storia del Teatro La Fenice e delle varie opportunità che avremmo potuto sviluppare».
Bufera alla Fenice
beatrice venezi presenta la sua Carmen al teatro Verdi di Pisa
Queste dimissioni sono l'ultimo tassello di un'intricata vicenda che ha portato La Fenice al centro della cronaca già dal settembre dello scorso anno quando, Colabianchi ha nominato direttore musicale del Teatro Beatrice Venezi con incarico a partire dall'ottobre 2026. Una nomina cha ha portato diverso malumore all'interno della stessa Fenice dove ha trovato l'opposizione soprattutto dell'orchestra che, anche con una protesta silenziosa a suon di spillette, non ritiene la Venezia all'altezza.
L'incarico
Domenica, primo marzo, i sindacati hanno posto l'attenzione sulle consulenze della Fenice date a collaboratori esterni. E, tra questi, anche Domenico Muti che aveva un contratto di tre anni, come riporta l'Adn su indicazione del sito della Fondazione, con una retribuzione di 30mila euro all'anno dal 3 novembre 2025 al 2 novembre 2028. Ora la decisione di Muti che non è passata inosservata.
riccardo muti - concerto di natale in senato
Colabianchi: «Sono rammaricato»
Tra i primi a reagire, infatti, proprio Colabianchi: «Dopo aver letto la lettera del dottor Muti, desidero esprimere un profondo sentimento di amarezza per l’interruzione di un rapporto di collaborazione che stava producendo risultati di grande rilievo sul piano internazionale per la nostra Fondazione, contribuendo in modo significativo all'arricchimento e alla valorizzazione delle nostre maestranze», ha detto all'Adnkronos.
E aggiunge: «Sono rammaricato che questo percorso si interrompa a seguito di un’operazione trasparente che è stata invece oggetto di strumentalizzazioni - ha detto -. Con il dottor Muti stavamo già lavorando a importanti iniziative che avrebbero portato il Teatro La Fenice in Cina, in Giappone, negli Emirati Arabi Uniti e in Germania negli anni 2027 e 2028.
PD VENEZIA, SINDACO SPIEGHI CONSULENZE ALLA FENICE CON WELFARE BLOCCATO
(ANSA) - "Mentre il sindaco nonché presidente della Fenice paventava problemi di bilancio per giustificare il blocco del welfare aziendale ai lavoratori, si procedeva all'affidamento di nuove consulenze esterne. Un modus operandi che solleva forti perplessità di cui chiediamo conto al sindaco di Venezia in qualità di Presidente della Fondazione".
Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Giuseppe Saccà, sottolineando che "dalla sezione 'Amministrazione Trasparente' della Fenice emergono due incarichi che appaiono quantomeno singolari.
beatrice venezi presenta la sua Carmen al teatro Verdi di Pisa
Il primo - spiega - è un contratto triennale per 'Consulenza strategica e procacciamento di affari'. Il secondo è un incarico per 'Servizi di consulenza e comunicazione'".
Per il consigliere dem, a non convincere è "la tempistica: questi contratti - sottolinea - sono stati firmati nello stesso periodo in cui il presidente annunciava possibili criticità per il bilancio 2025, criticità poi rivelatesi infondate ma sufficienti a congelare il welfare dei dipendenti.
Un paradosso che solleva interrogativi: si taglia il welfare per chi lavora in teatro, ma si trovano le risorse per nuove consulenze esterne. In secondo luogo - aggiunge Saccà -, la sostanza. Per la 'consulenza strategica' ci si chiede quali piani abbia presentato l'affidatario. Ancora più eclatante è il caso della consulenza in comunicazione.
Il Teatro La Fenice dispone già di un ufficio stampa e comunicazione interno, con professionisti competenti che svolgono quotidianamente il loro lavoro. Per quale motivo si è reso necessario un ulteriore incarico esterno?
Dalla stampa nazionale emerge che l'agenzia incaricata opera spesso a supporto dell'immagine di Beatrice Venezi. Si chiede pertanto: quei fondi pubblici della Fenice sono stati stanziati per pagare una consulenza di comunicazione al Teatro o per sostenere l'immagine di una singola persona?
Tutto ciò - conclude il capogruppo del Pd in Consiglio comunale di Venezia - si configura come un ulteriore, gravissimo danno reputazionale per un'istituzione che dovrebbe essere esempio di trasparenza e buona gestione e lo è stato per molto tempo fino all'arrivo del soprintendente Colabianchi". (ANSA).
brugnaro colabianchi
SPILLETTE CONTRO LA NOMINA DI BEATRICE VENEZI ALLA FENICE DI VENEZIA



