quirinale

QUIRINAL GAME - PER L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO SI PARTE IL 24 GENNAIO ALLE 15, PREVISTA UNA SOLA VOTAZIONE AL GIORNO E CI SARANNO SCRUTINI A OLTRANZA ANCHE SABATO E DOMENICA - I 1009 GRANDI ELETTORI SARANNO SCAGLIONATI IN GRUPPI DA 50 PER MINIMIZZARE I RISCHI COVID - POTRANNO VOTARE I NON VACCINATI MA NON I POSITIVI E QUESTO FATTORE POTREBBE ALTERARE STRATEGIE ED EQUILIBRI

Alessandro Di Matteo per "la Stampa"

 

Si comincia lunedì prossimo, alle 15, e si voterà una sola volta al giorno, scaglionando i 1009 "grandi elettori" in gruppi di 50 per ridurre al minimo il rischio Covid. Sarà ancora più complicata del solito la prima elezione del capo dello Stato in tempo di pandemia: la priorità è garantire la sicurezza, come ha spiegato il presidente della Camera Roberto Fico, e proprio per questo potranno votare i non vaccinati ma non i positivi, come invece aveva chiesto il centrodestra. Basta questo dato per far capire quanto sia ancora più difficile del normale fare i conti dei consensi sulle possibili candidature.

insalatiera per il voto del presidente della repubblica.

 

I leader di partito e i capigruppo dovranno non solo cercare di imbrigliare i "franchi tiratori" - grandi protagonisti di ogni voto per il Quirinale - ma anche avere un bollettino aggiornato dei malati, per evitare clamorosi flop. Fico ha anche lasciato aperto uno spiraglio dicendo che «l'istruttoria continua», ma sembra complicato che alla fine i contagiati da coronavirus vengano ammessi a Montecitorio. «I positivi - ha spiegato il presidente della Camera ospite di Lucia Annunziata a "Mezz' ora in più" - in questo momento a norma di legge non possono votare».

 

IL FISCHIO D'INIZIO

La prima votazione sarà lunedì 24 e si procederà con un solo voto al giorno «in blocchi da 50: i grandi elettori si siederanno in Aula e saranno chiamati». Votano tutti i parlamentari - deputati e senatori - e tre delegati per ogni Regione (tranne per la Val d'Aosta, che ne ha uno), eletti dai consigli regionale «in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze», come dice la Carta.

 

i catafalchi per il voto per il presidente della repubblica

E sempre per garantire la massima sicurezza verranno modificati i tradizionali "catafalchi", spiega Fico: «Questa volta facciamo una cabina più grande, più sicura e meglio sanificabile». Non ci sarà nessun impedimento per chi non è vaccinato, perché chi si trova in questa situazione «può entrare col tampone», giacché a Montecitorio il «Green Pass rafforzato è richiesto solo per andare al bar o al ristorante».

 

IL QUORUM NEI PRIMI TRE SCRUTINI

Nelle tre votazioni iniziali serve un quorum qualificato per eleggere il presidente, non basta cioè la maggioranza assoluta dei grandi elettori: nei primi tre giorni ci vorranno almeno 672 voti (i due terzi) per essere eletti al Quirinale, perché così prevede la Costituzione. Nessuno schieramento raggiunge questa soglia e dunque solo con un accordo molto largo, trasversale - che al momento non c'è - si può pensare di eleggere il presidente in questa fase.

insalatiera e catafalco voto per il presidente della repubblica

 

É un vero e proprio "test" per i partiti che spesso usano i primi tre voti per sondare le proprie "truppe", magari usando dei candidati "di bandiera" per non bruciare il vero nome su cui si punta. É ciò che potrebbe fare Berlusconi, per esempio, per verificare la tenuta del centrodestra sul suo nome e la possibilità di attrarre quella cinquantina di voti che gli mancano per avere la maggioranza assoluta di 505 voti, sufficiente per essere eletti dalla quarta votazione in poi. Ma le assenze per Covid, appunto, complicheranno i "test" nelle prime tre votazioni.

 

mattarella napolitano

IL QUARTO VOTO E I FRANCHI TIRATORI

Dal quarto voto in poi è sufficiente arrivare a 505 voti, cioè la metà più uno dei grandi elettori, e non importa se ci saranno assenze per malattia. E' questo il momento in cui si fanno veramente i giochi, franchi tiratori permettendo. Il voto è segreto per il capo dello Stato è segreto e sono sempre in tanti a disobbedire alle indicazioni dei partiti.

 

Per questo anche stavolta già si parla di "schede marcate", per controllare le truppe. Il centrodestra, per esempio, vagheggia di far scrivere sulla scheda solo "Berlusconi" a Fi, mentre la Lega sarebbe riconoscibile con "Silvio Berlusconi", e così via. La legge dei numeri Il centrodestra attualmente può contare su circa 450 voti, Pd-Leu-M5s sono intorno ai 410.

Sergio Mattarella a colloquio con il presidente emerito Giorgio Napolitano

 

In mancanza di un accordo largo può essere decisivo il gruppo misto e i partiti non schierati, come Iv di Matteo Renzi. Il presidente dovrebbe essere eletto entro il 3 febbraio, data in cui scade il mandato di Sergio Mattarella. Ma se per quella data non ci sarà ancora la fumata bianca - ha affermato Fico - è più probabile la supplenza della presidente del Senato Elisabetta Casellati che non la proroga dell'attuale capo dello Stato.

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