E UN BEL DÌ, ARRIVÒ SAMORÌ - ALFANO TWITTA CONTRO SAMORÌ E PROTO: “NON PARTECIPO ALLE PRIMARIE SE CI SONO CANDIDATI INDAGATI” - MA CHI È SAMORÌ? SPUNTATO DAL NULLA, IL RICCO BANCHIERE DI MODENA HA DEBUTTATO CON MORALISMI CHE HANNO FATTO INCAZZARE IL BANANA (“MAI TRADITO MIA MOGLIE, NON HO SOLDI ALL’ESTERO E NON RACCONTO BARZELLETTE”) - SGARBI: “FECI DA PACIERE E BERLUSCONI GLI CONSIGLIÒ DI NON CANDIDARSI” - COLOMBO: “SONO FRANTUMI DI BERLUSCONI”...

1 - B. CONSIGLIÒ SAMORÌ: "NON CANDIDARTI"...
Francesco D'Esposito per il "Fatto quotidiano"

Chi è Gianpiero Samorì, il banchiere di Modena candidatosi alle primarie del Pdl? L'altro giorno, nel cupo vertice di Palazzo Grazioli, Angelino Alfano è stato diretto con Silvio Berlusconi: "Samorì lo hai fatto candidare tu contro di me". Il Cavaliere: "Non è vero ti hanno informato male". Il quadro intero dei misteriosi rapporti tra il banchiere e l'ex premier è stato ricostruito ieri da Vittorio Sgarbi a "L'aria che tira", programma del mattino di La7 condotto da Myrta Merlino.

Il critico d'arte fondatore del Partito della Rivoluzione se l'è presa coi giornalisti che dipingono Samorì come "il dinosauro" del cilindro berlusconiano e ha raccontato quella che secondo lui è tout court "la verità". Questa: "Sono un amico di vecchia data di Samorì e due settimane fa incontro Berlusconi e gli dico: ‘Ti devo presentare Samorì, è una persona formidabile'. Berlusconi però mi risponde: ‘Non mi va di vederlo, mi ha offeso'".

A Sgarbi, il Cavaliere spiega il senso delle offese: "Samorì ha sottolineato in modo sgradevole di essere fedele alla moglie, di non avere soldi all'estero e di non raccontare barzellette. Tutte cose contro di me, mi dispiace Vittorio non mi va di incontrarlo".

A questo punto, la scena seguente è degna di "Totò, Peppino e la Malafemmina", quando i due grandi attori comici si cimentano nella famosa lettera da portare alla Malafemmina. Totò detta, Peppino scrive. Samorì e Sgarbi infatti decidono di scrivere una lettera a Berlusconi. Dice il critico: "Gliela faccio scrivere io". "Vittorio" detta, "Gianpiero" scrive. Piegata e imbustata, è lo stesso Sgarbi a recapitarla a mano al destinatario. Berlusconi la legge e perdona Samorì.

La cena si può fare, finalmente. Il banchiere di Modena (peraltro indagato a Bologna per accesso abusivo al database della Bper, di cui è azionista) si presenta con l'autodefinizione di "Berlusconi mignon", ma è più alto di B. I tre si siedono a tavola, a Villa Gernetto, e il Cavaliere ha un tono paterno. Dispensa consigli: "Samorì io e lei siamo due uomini d'impresa non due funzionari di partito, non le consiglio di candidarsi alle primarie del Pdl. Piuttosto lei e Sgarbi fate un partito e io vi guarderò con attenzione, possiamo allearci". La versione, anzi "la verità" di Sgarbi è questa.


2 - PRIMARIE PDL, ALFANO CONTRO CANDIDATURE PROTO E SAMORÌ
(Reuters) - Sta entrando nel vivo il dibattito per le primarie del Pdl, fissate ieri per il prossimo 16 dicembre, con il segretario del partito Angelino Alfano che minaccia di non presentarsi alla consultazione se saranno in lizza anche indagati, con chiaro riferimento al finanziere Alessandro Proto e a Gianpiero Samorì.

Proto, che aveva annunciato la sua candidatura alle primarie, è indagato dalla procura di Milano con le ipotesi di reato di truffa e aggiotaggio. Anche Samorì, l'imprenditore modenese che ha annunciato la sua candidatura e che molti considerano vicino all'ex premier Silvio Berlusconi, è indagato dalla procura di Bologna per un presunto accesso abusivo al sistema informatico della Banca popolare dell'Emilia-Romagna .

Alfano questa mattina ha scritto su Twitter: "Non parteciperò alle primarie se ci saranno candidati indagati. Decida il comitato dei garanti".

Il comitato dei garanti per le primarie è stato proprio nominato questa mattina da Berlusconi, dando seguito alle deliberazioni dell'Ufficio di presidenza del Pdl, ed ha come presidente Lamberto Dini.

Sulla questione della candidatura di Proto è intervenuta anche l'altra candidata alle primarie Giorgia Meloni, la quale rilancia invocando lo stesso rigore anche nelle candidature per le elezioni politiche di primavera. Risponde ad Alfano sempre su Twitter infatti così: "Bene! Non mi candido neanche io, alle primarie, se ci sono indagati in lista. Domanda: il criterio varrà anche per le politiche?"

Il dibattito dunque entra nel vivo e il tema della legalità e degli indagati diventa subito centrale in un partito che ha subito in questi anni le polemiche sulla leadership di un indagato e con furenti polemiche con l'uso politico delle inchiesta da parte di "certa" magistratura.

La Commissione di garanzia decisa questa mattina da Berlusconi sarà composta, oltre che da Dini, dai seguenti membri: Antonio Leone (vicepresidente della Camera), Donato Bruno (presidente della commissione Affari costituzionali della Camera), Alberto Balboni (vicepresidente della giunta delle Immunità del Senato) e Francesco Sisto (vicepresidente della iunta Autorizzazioni della Camera). I membri supplenti sono Andrea Orsini e Maria Elena Stasi.


3- CHI È SAMORÌ?...

Lettera al "Fatto quotidiano"
Caro Furio, forse puoi orientarmi meglio degli altri giornali e Tg: chi è Samorì e perché dovremmo prestargli attenzione?
Luca

Risposta di Furio Colombo
La vera domanda è la seconda. Chi, che cosa, per quale ragione impone a media e cittadini di occuparsi di un signore certamente rispettabile (penso, spero) ma del tutto irrilevante per la vita, il futuro, il destino degli italiani? Si sanno e si dicono (e forse anche si inventano) tante cose di questo personaggio saltato all'improvviso in scena senza una ragione al mondo.

Sappiamo che è avvocato, sappiamo che è ricco (nel senso di avere trovato un proficuo percorso) sappiamo che ricopre certi ruoli allo stesso tempo un po' troppo vistosi (ambasciatore) e un po' marginali (di San Marino presso la Repubblica francese). Sappiamo che ha affari o sedi di affari sparse in aree rese celebri prima da James Bond e poi da Lavitola.

Sappiamo che ha ideato una "rivoluzione moderata", curioso ossimoro sul quale ci vorrebbe un po' di humour che purtroppo sembra mancare del tutto al nostro uomo, di quelli che fanno venire i pullman di pensionati in gita (a lui costa poco e per loro è tutto pagato e l'importante è distrarsi) per avere folla e applausi. Scrive Il Giornale: "Apoteosi. Se non è nato un partito, certo questo Mir (Moderati rivoluzionari italiani) è un movimento che non si può liquidare con una alzata di spalle. Gli iscritti sono più di centomila".

Ma anche (stesso quotidiano, perplesso): "Peggio che alla riunione di qualche predicatore americano". Vi ricordate il celebre Hyde Park, luogo della democrazia popolare londinese dove chiunque poteva portare una cassetta, salirci sopra e cominciare a fare il suo comizio che avrebbe cambiato il corso della politica mondiale?

Era un luogo ospitale e benevolo, dove il punto era la libertà, non il potere. Qui aleggia, anche se per ora è appena un'ombra, l'uccello nero del potere. Potere di soldi e strana, cauta attenzione dei media. Non è Hyde Park, sono frantumi di Berlusconi. Certo non sta cambiando la Storia, Samorì. Ma la cronaca forse sì.

 

 

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