giorgia meloni nero indelebile mirella serri cover

LE RADICI NERE DELLA DESTRA FASCIO-MELONIANA! – IN UN LIBRO MIRELLA SERRA ANALIZZA IL PERCORSO POLITICO CHE HA PORTATO GIORGIA MELONI DALLA SEZIONE DI COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI E SPIEGA PERCHE' NON VA SOTTOVALUTATA – LO STORICO GIANNI OLIVA: “MELONI È UNA NEOLIBERISTA CONSERVATRICE CHE SOLIDARIZZA CON TRUMP E CON GLI AUTOCRATI ALLA ORBÁN, MA HA SAPUTO COSTRUIRE UN MODELLO ITALIANO. IL SUO CAPOLAVORO È TUTTO QUI: AVER PORTATO LA DESTRA DI DESTRA AL GOVERNO SENZA TRAUMI ISTITUZIONALI E SENZA BISOGNO DI SCIACQUARSI DI DOSSO IL 'NERO INDELEBILE'..."

Gianni Oliva per “La Stampa” - Estratti

 

giorgia meloni affonda nella sedia dello studio ovale durante il colloquio con donald trump - foto lapresse

Con il linguaggio fresco di una storica che è anche giornalista e che scrive per essere letta e non solo per essere studiata, Mirella Serri affronta un tema di stringente attualità: quali sono le radici culturali della Destra al potere? Semplice revival di antiche ideologie totalitarie rivisitate alla luce del presente, o una forma inedita di autoritarismo?

 

E ancora: Giorgia Meloni ha dato un'impronta originale ad un mondo irrequieto e variegato, o lo ha semplicemente portato al governo per la sua abilità tattica e per i limiti dei suoi oppositori? La risposta va al di là del personaggio Meloni: in Nero indelebile.

 

Le radici oscure della nuova destra italiana (ed. Longanesi), l'autrice analizza un percorso politico che attraversa tutta la Storia repubblicana e che ha un'accelerazione negli ultimi trent'anni, quando Berlusconi sdogana Gianfranco Fini candidato sindaco di Roma nel 1993 e a sua volta Fini sdogana la destra radicale trasformando il Movimento Sociale in Alleanza nazionale.

mirella serri cover

 

Giorgia Meloni segue il percorso di rinnovamento, ma intuisce che la prospettiva di una destra liberale, conservatrice ed europeista, è accidentato, perché una comunità politica ha bisogno di simboli e tradizioni attorno ai quali aggregarsi: "quel" tipo di Destra in Italia non è mai esistita e non si può inventare dal nulla un impianto valoriale credibile.

 

La "destra di destra" riemerge così come riferimento culturale: Meloni ha nel sangue le radici della sezione di Colle Oppio dove si è formata giovanissima; ha la grinta del capo, l'oratoria dai toni accesi, la convinzione nelle proprie ragioni.

 

Lo spirito di Atreju, la manifestazione che lei stessa organizza nel 1998 quando è una dirigente romana di Azione Giovani, è il filo diretto che attraversa la storia politica della "destra di destra": anche nel momento in cui, scomparso il Movimento Sociale, Alleanza Nazionale confluisce nel Popolo delle Libertà, l'aggregazione dei giovani attorno alle idee di "coraggio, fedeltà, coerenza" resta un elemento centrale; e quando nasce la nuova famiglia politica di Fratelli d'Italia, la componente giovanile ne costituisce da subito un pilastro fondamentale.

mirella serri

 

«Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai», esortava Giorgio Almirante, rivolgendosi ai giovani del suo partito per mobilitarli attorno a un'immagine di giovinezza caparbia. Nella ricostruzione storica di Mirella Serri, quelle radici culturali rimangono la bussola valoriale di FdI. Il messaggio del libro è l'invito a non sottovalutare la nuova destra

 

(...)

 

È un messaggio perfettamente condivisibile: quando una maggioranza si afferma in ambito democratico, arriva al potere con i voti in libere elezioni, mantiene il consenso per un significativo lasso di tempo, significa che il suo governo non è affatto casuale. Accusare la nuova destra di fascismo avendo a modello il Ventennio è fuorviante, così come è inutile richiedere attestati ufficiali di antifascismo (che finiscono per sterilizzare un grande progetto in una professione verbale di intenti). Semmai, è utile riflettere sui meccanismi che hanno reso possibile quel successo.

 

giorgia meloni in collegamento con viva24, la convention di vox a madrid6

Negli ultimi trent'anni la vita economica, culturale, sociale dell'Occidente industrializzato (in Italia più che altrove) ha perso la dimensione collettiva che si era affermata dopo la seconda guerra mondiale, quella che aveva ideato gli ambiti di decantazione delle tensioni internazionali, immaginato organi di giustizia riconosciuti come superiori, creato strumenti di un possibile governo dei singoli settori (dal Fondo monetario internazionale, all'Organizzazione mondiale del commercio, all'Agenzia per i rifugiati).

L EDITTO DEL COLLE OPPIO - DAGO TARGET - MEME BY MACONDO

 

Il neoliberismo non vuole lacci e ha affermato la superiorità dell'individuale sul sociale, il principio per cui ognuno deve mirare al successo personale e non occuparsi della dimensione collettiva: il mondo deve essere di quelli che per intelligenza, spregiudicatezza, denaro o forza si impongono sugli altri.

 

La destra trumpiana non è altro che la traduzione in termini politici di quanto nel costume della società si è affermato da tempo: mi serve la Groenlandia, la prendo; ho la bilancia dei pagamenti in rosso, blocco le importazioni; la Striscia di Gaza è un problema, deporto i Palestinesi.

 

gianni oliva

Meloni è una neoliberista conservatrice che solidarizza con Trump e con gli autocrati alla Orbán, ma ha saputo costruire un modello italiano, offrendo una piattaforma identitaria alla sua area politica: il senso di rivincita dopo decenni di esclusione dalla stanza dei bottoni; la polemica contro il radicalismo da benestanti di certa intellettualità di sinistra; i distinguo e la voce grossa in Europa per essere europeista senza esserlo troppo.

 

Sostenuto dalle capacità comunicative e, osserva la Serri, da un consistente bagaglio di fake news (per essere più precisi, parlerei di informazioni selezionate e orientate), il modello sembra funzionare.

 

GIORGIA MELONI LEGGE LA LISTA DEI MINISTRI

In fondo, «i popoli preferiscono credere che giudicare» (lo scriveva Seneca duemila anni fa nel De vita beata) e «Yo soy Giorgia» è un refrain che seduce l'immaginario della nuova destra: si vive all'ombra del demiurgo, beandosi di un'identità che recupera la tradizione e riscatta ottant'anni di emarginazione. Il capolavoro di Meloni è tutto qui: aver portato la destra di destra al governo senza traumi istituzionali e senza bisogno di sciacquarsi di dosso il "nero indelebile". —

giorgia meloni affonda nella sedia dello studio ovale durante il colloquio con donald trump - foto lapresseGIORGIA MELONI LEGGE LA LISTA DEI MINISTRI

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