sergio mattarella fine anno messaggio discorso 2025

IL DISCORSO DI FINE ANNO DI MATTARELLA E' STATO L'ENNESIMO CALCIONE ALLA POLITICA IMBELLE CAPACE DI DIVIDERSI IN UN MONDO IN TUMULTO - UN BEL CEFFONE ANCHE ALLE PROVE DI FORZA DEL GOVERNO SULLE RIFORME COSTITUZIONALI – UGO MAGRI: “MATTARELLA HA RIMARCATO CHE LA CASA COMUNE ANDREBBE PROGETTATA INSIEME. HA CITATO L'ESEMPIO DELL'ASSEMBLEA COSTITUENTE. AVERCENE OGGI DEI POLITICI CAPACI DI SEDERSI A UN TAVOLO PER PREPARARE INSIEME IL DOMANI” – MARZIO BREDA: “RIEVOCA L’ADESIONE ALL’EUROPA, LO STATUTO DEI LAVORATORI, DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, DEL SISTEMA PREVIDENZIALE. CIOÈ IL MODELLO DI STATO SOCIALE CHE I NEMICI DELL’UE DETESTANO…”

 

L’ORGOGLIO PER LA REPUBBLICA NELL’«ALBUM DI FAMIGLIA»

Estratto dell’articolo di Marzio Breda per il “Corriere della Sera”

Messaggio di fine anno del Presidente della repubblica Sergio Mattarella - 2025 -

 

[…] Sarà ricordato come il messaggio dell’orgoglio repubblicano, quello che Sergio Mattarella ha affidato agli italiani nella notte di Capodanno. Ha costruito una cornice retorica semplice, per la sua riflessione.

 

Gli è bastato ancorarsi all’ottantesimo anniversario della Repubblica nata dalla lotta di Liberazione, che cadrà il prossimo 2 giugno, e procedere a ritroso lungo la nostra parabola sfogliando quello che lui stesso ha chiamato «album di famiglia».

 

Un efficace racconto per immagini spiegando le quali il presidente a tratti ha utilizzato un registro alla Pertini, quasi emotivo, per dire «come eravamo». Così, un clic fotografico dopo l’altro, ecco rievocate le stagioni dell’adesione all’Europa, delle riforme, del miracolo economico, dello statuto dei lavoratori, del servizio sanitario nazionale, del sistema previdenziale...

 

giorgia meloni e sergio mattarella - consiglio supremo della difesa

Cioè il modello di Stato sociale connaturato alla democrazia che i nemici dell’Europa detestano. Un serbatoio di esperienze e valori cui ha aggiunto la parentesi e le vittime del terrorismo e della mafia. In ogni caso, considerata nell’insieme, per lui la nostra è «una storia di successo della quale possiamo e dobbiamo essere orgogliosi».

 

E, visto che tutti hanno riconosciuto questo successo, ne deriva un invito che non ha avuto bisogno di esplicitare: abbiate cura di questa Repubblica, non scardinatela. Appello per i politici attivi oggi come per quanti lo diventeranno domani: i giovani, che esorta a impegnarsi per evitare un avvenire distopico.

 

messaggio di fine anno del presidente della repubblica sergio mattarella foto lapresse 2

E qui, nell’esortazione che l’umanista Mattarella ha rivolto loro, risuonava l’eco del citatissimo motto dello statista romano Appio Claudio Cieco « Unusquisque faber est fortunae suae ». Insomma: se ognuno è artefice del proprio destino, «sentitevi responsabili, scegliete il vostro futuro».

 

MATTARELLA, APPELLO AI POLITICI: BISOGNA ESSERE UNITI SULLE GRANDI SCELTE DEL PAESE

Estratto dell’articolo di Ugo Magri per “La Stampa”

 

Il succo del messaggio di fine anno […] è che la Repubblica ci ha consentito ottant'anni di progressi, conquistati con fatica e col contributo collettivo, per cui bisogna averne massima cura evitando, se possibile, di scassarla. Più che un discorso politico, una dichiarazione di amore per la democrazia e per l'Italia che un tempo si sarebbe etichettata come «nazional-popolare» grazie alla sua capacità di cucire insieme sentimenti, emozioni, memorie entrate nel Dna collettivo.

 

Messaggio di fine anno del Presidente della repubblica Sergio Mattarella - 2025 -

[…] Se la funzione di un presidente è unire il Paese anziché dividerlo, Sergio Mattarella indubbiamente c'è riuscito come dimostrano gli apprezzamenti unanimi di destra e sinistra, da Giorgia Meloni (che dopo l'Inno di Mameli ha subito alzato il telefono per congratularsi) a Elly Schlein passando per tutti gli altri protagonisti con l'eccezione di Roberto Vannacci, il quale si è vantato di non essere tra i 10.984.577 italiani che hanno seguito la diretta dal Quirinale, oltre 250mila in più dell'anno precedente.

 

Mattarella, insomma, non è venuto meno alla missione che da undici anni rimane la stessa: trasmettere all'Italia valori condivisi, spirito solidale, coesione sociale, inculcando un sano orgoglio repubblicano per i nostri successi compresi quelli sportivi che, ha tenuto a sottolineare il presidente, ci regalano momenti di gioia e di appartenenza.

 

Ma al netto della pedagogia civile, qualche spunto di riflessione politica nel suo messaggio non è mancato. Per esempio Mattarella ha rimarcato che, quantomeno sulle cose serie, non ci si dovrebbe dividere. La casa comune andrebbe progettata insieme.

 

messaggio di fine anno del presidente della repubblica sergio mattarella foto lapresse 3

Ha citato l'esempio dell'Assemblea costituente che «fu capace di trovare una sintesi di alto valore mentre la dialettica politica si sviluppava tra convergenze e contrasti anche molto forti». Di mattina i costituenti si scontravano sulle misure concrete di governo, nel pomeriggio componevano fianco a fianco i tasselli della Costituzione. Avercene oggi, sorge spontaneo pensare, dei politici capaci come allora di sedersi intorno a un tavolo per preparare insieme il domani.

 

Altro richiamo: sulle campagne d'odio. Ce n'è troppo in giro, pure nel nostro Paese. […]

 

La pace, quella vera, è un modo di pensare che «consiste nel saper vivere insieme agli altri rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio».

GIORGIA MELONI - IGNAZIO LA RUSSA - SERGIO MATTARELLA

 

Democrazia e prepotenza non vanno d'accordo (prendere nota). A un certo punto, con molto garbo, Mattarella ha acceso i riflettori sul tema della cultura, diventata terreno di battaglia. «Fondamentale alla crescita dell'identità nazionale», l'ha definita citando il contributo dell'arte, del cinema, della letteratura, della musica e anche della libera informazione.

 

«Il ruolo del servizio pubblico, affidato alla Rai a garanzia del pluralismo», per il presidente rappresenta il «presupposto essenziale di un largo coinvolgimento popolare attorno alle istituzioni della Repubblica». Come le istituzioni, anche la cultura è di tutti e di nessuno, certo non può trasformarsi in cassa di risonanza; idem la Rai (osservazione tutt'altro che superflua). […]

sergio mattarella giorgia melonigiorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella foto lapressemessaggio di fine anno del presidente della repubblica sergio mattarella foto lapresse 5messaggio di fine anno del presidente della repubblica sergio mattarella foto lapresse 1

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