sergio mattarella giorgia meloni scontro boxe

QUI RADIO COLLE – UGO MAGRI: “UNA PREMIER CHE RAMPOGNA I GIUDICI DI CATANIA È L’ESATTO OPPOSTO DI QUANTO IL QUIRINALE POTEVA AUGURARSI, CON TUTTI I GUAI CHE ATTRAVERSA L’ITALIA” – “MATTARELLA NON HA PRONUNCIATO UNA SOLA PAROLA. MA CHI FREQUENTA I PALAZZI HA POCHI DUBBI: RANDELLARE I GIUDICI CHE SI METTONO DI TRAVERSO È CONSIDERATO UN ATTEGGIARSI FUORI LUOGO, CONTRARIO ALL’ABC DEL GALATEO ISTITUZIONALE” – “NESSUNO PUÒ ESCLUDERE CHE MATTARELLA, AL MOMENTO OPPORTUNO, FACCIA PESARE IL SUO PUNTO DI VISTA…”

1. SORPRESA AL QUIRINALE: NON SI TORNI ALLA GUERRA TRA POLITICA E MAGISTRATURA

Estratto dell’articolo di Ugo Magri per “La Stampa”

 

sergio mattarella giorgia meloni alla riunione del Consiglio Supremo di Difesa

Una premier che rampogna i giudici di Catania, che li addita alla pubblica gogna, che scaglia contro di loro l’accusa di favorire l’immigrazione clandestina per aver cancellato un provvedimento del questore, questa drammatizzazione violenta è l’esatto opposto di quanto il Quirinale poteva augurarsi nell’attuale momento, con tutti i guai che attraversa l’Italia.

 

Ci mancava solo l’aggressione del governo alla magistratura, presidente del Consiglio in testa. Mattarella, come è noto, non vuole risse. Ritiene che uno spirito di leale collaborazione debba ispirare i rapporti tra poteri della Repubblica; ancora ieri mattina l’ha ribadito nel suo discorso fuori programma […] al Festival delle Regioni che s’è svolto a Torino.

 

IOLANDA APOSTOLICO

Il capo dello Stato […] – parlava di autonomie, non di magistratura, tantomeno di immigrazione […]. Ma senza dubbio si sarebbe espresso allo stesso modo, avrebbe rivolto il medesimo appello all’unità della Repubblica se fosse intervenuto a un consesso di toghe o davanti al plenum del Csm, quando lo presiede.

 

Serve rispetto reciproco, avrebbe detto Mattarella, le invasioni di campo non portano da nessuna parte. I magistrati dovrebbero limitarsi ad applicare le leggi, rifuggendo dalla giustizia “creativa”; a sua volta la politica farebbe bene a trattenere le pulsioni nei confronti delle sentenze, specie quando ancora pendono procedimenti di appello […] che potrebbero correggere il primo verdetto del tribunale: non si contano più, ormai, le occasioni in cui il Garante della Costituzione ha ribadito questi ovvii principi su cui poggia la democrazia liberale […].

 

sergio mattarella al festival delle regioni di torino

Rammentare i mille richiami presidenziali, dopo il post su Facebook di Giorgia Meloni, è tutto tranne che superfluo. Il Colle ha scelto un profilo basso, prudente, evitando di intervenire con moniti o bacchettate che avrebbero esasperato gli animi e aggiunto benzina sul fuoco, effetto opposto a quello desiderato.

 

Mattarella non ha pronunciato ieri mattina una sola parola al riguardo. Ma chi frequenta i palazzi, e ne percepisce gli umori, ha pochi dubbi: randellare i giudici che si mettono di traverso è considerato, ai piani alti della Repubblica, un atteggiarsi fuori luogo, inopportuno, contrario all’Abc del galateo istituzionale; le polemiche contro singole sentenze suonano come minaccia all’equilibrio dei poteri; con le maniere forti si rischia di riportare indietro le lancette della storia facendo della giustizia, nuovamente, quel campo di battaglia che è stato per oltre un ventennio, lasciandoci in eredità cumuli di macerie. È questo che si desidera ottenere?

giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno

 

Nessuno può escludere che Mattarella, al momento opportuno, faccia pesare il suo punto di vista, magari sotto forma di “moral suasion”, di esortazione a mantenere i nervi saldi nonostante le elezioni europee siano ormai alle porte (e, con la campagna elettorale, l’eterna tentazione di trascinare il Quirinale nella mischia).

 

[…]  Ogni qualvolta se ne presenta la necessità, Mattarella dà prova al Paese (e allo stesso governo) di remare dalla parte dell’Italia, giustizia compresa. Ma ogni pazienza ha un limite e non va superato.

sergio mattarella al festival delle regioni di torino.

 

2. CPR, MELONI CONTRO I GIUDICI: “QUALCUNO REMA CONTRO”

Estratto dell’articolo di Francesco Grignetti e Francesco Olivo per “La Stampa”

 

Furiosa, Giorgia Meloni, alle 8 del mattino scrive un post di fuoco su Facebook contro la giudice Iolanda Apostolico, «rea» di avere lasciato liberi quattro migranti tunisini dal Centro di trattenimento di Pozzallo.

 

«Sono rimasta basita di fronte alla sentenza del giudice di Catania», esordisce Meloni. E già si ipotizza un’ispezione ministeriale. La premier non si limita a criticare il provvedimento. Va oltre.

 

giorgia meloni carlo nordio.

Dà un giudizio politico sulla giudice che «rimette in libertà un immigrato illegale, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dichiarando unilateralmente la Tunisia Paese non sicuro (compito che non spetta alla magistratura) e scagliandosi contro i provvedimenti di un governo democraticamente eletto».

 

[…] Nel giro di poche ore, insomma, s’infiamma uno scontro tra esecutivo e magistratura. Non è la prima frizione: una polemica seguì l’imputazione coatta decisa da un gip di Roma per il sottosegretario Andrea Delmastro, e prima ancora il ministro della Giustizia Carlo Nordio decise l’ispezione nei confronti di tre magistrati di Milano, che nelle lungaggini di una procedura di estradizione, avevano mandato il faccendiere russo Artem Uss ai domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico.

 

[…] Il governo sta pensando a come reagire. Al ministero della Giustizia si ipotizza un’ispezione al Tribunale di Catania. Serve però un appiglio giuridico: il difetto di motivazione potrebbe annidarsi nel riferimento della giudice alla decisione lacunosa del questore di trattenere nel Centro di Pozzallo i migranti tunisini.

 

sergio mattarella giorgia meloni all altare della patria 25 aprile 2023

Se si riuscisse a dimostrare che ha agito correttamente, è il ragionamento che si fa in via Arenula in queste ore, allora si potrebbero trovare gli estremi per mandare gli ispettori. Meloni è particolarmente seccata. Con i suoi collaboratori ha sottolineato che la gravità della vicenda è dimostrata dal fatto che la giudice abbia preferito scrivere una sentenza che smonta un decreto, piuttosto che rinviare la questione alla Corte costituzionale. Ciò nonostante, o forse proprio per questo, la premier non ha nessuna intenzione di tornare sui propri passi nella legislazione antimigranti: «Il decreto Cutro non si tocca». […]

sergio mattarella giorgia meloni centenario aeronautica militare sergio mattarella al festival delle regioni di torino. la conquista della poltrona vignetta by macondo GIORGIA MELONI E LE NOMINE BY MACONDO sergio mattarella giorgia meloni IL BUIO OLTRE LA RAI - VIGNETTA BY MACONDO

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