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BOMBARDATE ORA! IL SENATORE RAZZI BLOCCATO IN COREA DEL NORD, NON PUÒ RIPARTIRE. AVEVA DETTO: ''IO, RAZZI, VADO A PYONGYANG PER FERMARE I RAZZI''. MA IL KISSINGER DELL'ARROSTICINO NON CE L'HA FATTA - MIKE PENCE VISITA IL CONFINE DEMILITARIZZATO TRA LE DUE COREE: ''L'ERA DELLA PAZIENZA STRATEGICA È FINITA''. MA LA CINA CHIEDE MODERAZIONE E APRE AI NEGOZIATI, IN STALLO DAL 2008

1.COREA NORD: PENCE VISITA CONFINE DEMILITARIZZATO

 (ANSA) - Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, visita la cosiddetta 'zona demilitarizzata' al confine tra la Corea del Sud e la Corea del Nord. La tappa non era indicata nel programma ufficiale del viaggio di Pence, che segnalava invece in questo frangente una "visita culturale". Un momento cruciale date le tensioni tra Usa e Pyongyang, ma anche un momento di rilevanza personale per Pence il cui padre servi' da militare in Corea.

RAZZI IN COREA DEL NORDRAZZI IN COREA DEL NORD

 

Il vicepresidente americano ha visitato la base militare Camp Bonifas, per un briefing con i leader militari e per incontrare le truppe americane di stanza lì. Il campo militare Usa-Corea si trova a circa 4 km dalla Zona demilitarizzata coreana (Dmz), una striscia di terra 'cuscinetto' istituita nel 1953 in accordo con le Nazioni Unite che attraversa la penisola coreana per i 250 km del confine tra il Nord e il Sud.

 

2.PENCE, ERA PAZIENZA STRATEGICA È FINITA

(ANSA-AP) - Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha affermato oggi che "l'era della pazienza strategica è finita" con la Corea del Nord, aggiungendo che gli Usa e i loro alleati utilizzeranno "mezzi pacifici o in ultima analisi qualsiasi mezzo necessario" per proteggere la Corea del Sud e stabilizzare la regione.

 

Visitando la Zona demilitarizzata coreana (Dmz), Pence ha definito "corazzata" l'alleanza tra Washington e Seul e ha ribadito che "tutte le opzioni sono sul tavolo" per fare pressione su Pyongyang affinché si sbarazzi delle sue armi nucleari e del programma missilistico. Il vicepresidente Usa è poi tornato a definire una "provocazione" l'ultimo fallito test missilistico della Corea del Nord, dicendo di augurarsi che il chiaro messaggio dell'amministrazione Trump venga recepito da Pyongyang.

RAZZI E SALVINI IN COREA DEL NORDRAZZI E SALVINI IN COREA DEL NORD

 

3.CINA CHIEDE MODERAZIONE, SÌ A NEGOZIATI

 (ANSA) - Di fronte a una "situazione molto delicata e pericolosa" nella penisola coreana, la Cina esorta tutte le parti coinvolte a dare prova di moderazione astenendosi da provocazioni: lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang, secondo cui bisogna ridurre le tensioni al fine di "tornare al tavolo negoziale e risolvere i problemi con mezzi pacifici". Pechino vuole far ripartire il dialogo multilaterale (di cui fanno parte Cina, le due Coree, Usa, Russia e Giappone), in stallo da dicembre 2008.

 

 

 

4.NORD COREA, VOLO POSTICIPATO - ANTONIO RAZZI BLOCCATO A PYONGYANG CON LUI I GIORNALISTI DI NEMO

Paolo Decrestina per www.corriere.it

 

antonio razzi e matteo salvini in corea del nordantonio razzi e matteo salvini in corea del nord

Il viaggio di Pasqua a Pyongyang di Antonio Razzi si chiude con un imprevisto. Il Senatore di Forza Italia infatti è bloccato nella capitale della Nord Corea e non può tornare in Italia dopo che la compagnia di bandiera Air Koryo ha posticipato il volo in partenza per Pechino. Era previsto lunedì mattina ma al momento è ancora fermo in Corea in attesa che la situazione si sblocchi.

 

Con la troupe di Nemo

Razzi è a Pyongyang insieme al senatore Bartolomeo Pepe e a una troupe di Nemo, il programma di Rai 2 prodotto da Fremantle, composta dal giornalista Nello Trocchia e dal filmmaker Edoardo Anselmi. Razzi, prima di partire, aveva spiegato che andava in Corea in seguito a un invito formale ricevuto dal regime «per la Festa del Sole, per i 105 anni di Kim Il Sung, il nonno di Kim Jong-un. Sicuramente incontrerò il presidente della Repubblica».

 

razzi e salvini in corea del nord 4razzi e salvini in corea del nord 4

Il ritorno previsto lunedì

«Abbiamo informazioni non molto recenti e soprattutto indirette - racconta Alessandro Sortino, ideatore di Nemo - La nostra troupe era al seguito della delegazione di parlamentari con lo scopo di raccontare cosa sta succedendo in Corea in questi giorni. Sappiamo che dovevano tornare a Pechino questa sera ma poi i voli della Air Koryo sono stati posticipati».

 

 

5."IO, RAZZI, VADO A FERMARE I RAZZI": LA MISSIONE IN COREA DEL NORD DEL SENATORE FI

Massimiliano Lenzi per www.iltempo.it

 

razzi e salvini in corea del nord 1razzi e salvini in corea del nord 1

«Io, Antonio Razzi, vado a fermare i razzi». Stamattina il senatore Antonio Razzi partirà per la Corea del Nord. «Intraprendo questo viaggio - spiega a Il Tempo - con la speranza di tranquillizzare la situazione e calmare le acque. Tranquillizzare soprattutto gli americani, i giapponesi e i sudcoreani nel senso che la Corea del Nord, o meglio il vice di Kim Jong-un con cui ho parlato alcune volte nelle mie visite in passato, mi ha sempre detto che loro non attaccheranno mai nessuno a meno che non vengano prima attaccati».

 

Antonio Razzi questa storia di riuscire a far avere buoni rapporti tra gli Usa e la Corea del Nord l’ha presa a cuore da tempo, da molto prima che gli americani muovessero la portaerei Carl Vinson verso le coste nordcoreane. Così in queste ore di crescente tensione tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Corea del Nord di Kim Jong-un (con il presidente statunitense che soltanto poche ore fa ha dato il suo ultimatum alla Cina - che ha una certa influenza sulla Corea del Nord: «La Corea del Nord cerca guai - ha detto Trump - e se la Cina decide di aiutare sarebbe magnifico.

 

Altrimenti, risolveremo il problema senza di loro!») il senatore Razzi ha rivelato a Il Tempo il testo della lettera in inglese che, all’inizio di febbraio - prima del precipitare della crisi - ha scritto ed inviato al presidente Usa Donald Trump. «L’ho fatta avere - spiega Razzi - all’ambasciatore italiano in Usa».

 

ANTONIO RAZZI CON LO STAFF DI KIM JONG UN IN COREA DEL NORDANTONIO RAZZI CON LO STAFF DI KIM JONG UN IN COREA DEL NORD

Sin qui, il piacere e l’opportunità di un senatore della Repubblica Italiana di riuscire a incontrare il nuovo numero uno degli Stati Uniti, tra curiosità e desiderio di proposte politiche. Ma la lettera di Razzi va oltre e propone a Trump qualcosa di più: Razzi infatti si offre come mediatore di pace tra gli Usa e la Corea del Nord. Leggiamo direttamente dal testo della lettera: «Apart from personally congratulating for your election, i wish to offer my mediation during a forthcoming mission that will take me to Pyongyang next April, due an official invitation addressed to me by North Korean government. I will be tenth time I will have political meetings in that country, where I also had the opportunità to meet the supreme leader Kim Jong-un (...) in the best interest of Usa and the peace».

 

Traduciamo dalla lettera di Razzi: «A parte congratularmi personalmente per la sua elezione, desidero offrire la mia mediazione nel corso di una prossima missione che mi porterà a Pyongyang il prossimo aprile (ndr, il viaggio di Razzi che comincia oggi), per un invito ufficiale rivolto a me dal governo nordcoreano. Sarà la decima volta che avrò incontri politici in quel Paese, dove ho anche avuto la opportunità di incontrare il leader supremo Kim Jong-un». Razzi poi spiega che la proposta della sua mediazione è ovviamente «nel migliore interesse degli Stati Uniti e della pace».

kim jong unkim jong un

 

Noi, dopo aver presa visione della lettera, abbiamo chiesto al senatore Razzi del suo nuovo viaggio in Corea del Nord. «Farò parte - spiega - di una delegazione italiana, per la Festa del Sole, in occasione dei 105mo anniversario dalla nascita di Kim Il-sung, l’eterno leader della Corea del Nord. Per questa occasione siamo stati invitati. E in quei giorni avrò incontri con i principali responsabili politici della Corea del Nord probabilmente anche con il leader supremo Kim Jong-un. Partirò domani (ndr, oggi per chi legge) e rientrerò il 18 aprile e quando sarò là non avrò certo paura a fare domande, come ho sempre fatto, anche sugli ultimi esperimenti nucleari».

 

Quando chiediamo a Razzi se non avrà titubanze o timori nel fare le richieste scomode ai politici del regime nordcoreano, lui risponde che no, «perché vede - aggiunge - ho con loro un rapporto schietto, da amico».

 

Quanto al desiderio di incontro con Donald Trump, Razzi spiega di stimarlo, sottolinea che il presidente Usa ha ricevuto troppe critiche e poi spiega: «Quello che voglio far capire a Donald, rispetto al mio viaggio nordcoreano, è che io sono per il dialogo perché "Dio ci ha dato la bocca per parlare e non ci ha dato le bombe da sganciare". E allora, amico caro, io dico: se ci ha dato la bocca, parliamone». Come direbbero gli americani, speak with me, please.

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