renzi quarto stato 9.30.39

CHI FINANZIA MATTEUCCIO? - RECORD DI DONAZIONI PER LA FONDAZIONE OPEN DI RENZI MA MANCA L’ELENCO DEI BENEFATTORI - DALL’INCHIESTA DI MAFIA CAPITALE E’ EMERSO CHE BUZZI HA ELARGITO 5MILA EURO MA IL TESORIERE HA RISPEDITO LA CIFRA AL MITTENTE

RENZIRENZI

Davide Vecchi per il “Fatto Quotidiano”

 

Casse piene per la Open di Matteo Renzi. La fondazione del premier ha chiuso il bilancio 2014 con un record di raccolta: 1,2 milioni di euro, con un incremento del 50 per cento rispetto all’anno precedente e raddoppiando il risultato del 2012. Ma, come per le cene del Partito Democratico, mancano i nomi dei finanziatori: se ne conosce una parte residua.

 

salvatore buzzi con il quarto stato alle spallesalvatore buzzi con il quarto stato alle spalle

Ma il presidente e tesoriere della fondazione –nonché avvocato di Renzi e da poco insediato nel cda di Enel su nomina del Governo – Alberto Bianchi, contattato telefonicamente ha garantito che l’elenco dei benefattori “sarà reso noto nei prossimi giorni”. Ovviamente nel rispetto della solita regola: la privacy.

 

 

DALL’INCHIESTA di Mafia Capitale, per fare un esempio, è emerso che Salvatore Buzzi, ras della cooperativa 29 Giugno e sodale di Massimo Carminati, ha elargito 5 mila euro alle casse della Open. Soldi che l’attento Bianchi ha rispedito al mittente. Se non fosse stato per la procura di Roma si sarebbe mai saputo? Lo stesso premier ha più volte ribadito la necessità di rendere totalmente trasparenti i finanziatori di movimenti e fondazioni politiche. Eppure ancora vige il sistema per cui senza liberatoria della privacy il nome può essere celato.

RENZI CARRAIRENZI CARRAI

 

Complessivamente dal 2007 a oggi – con le associazioni (Link e Festina Lente) e le fondazioni (Big Bang e Open) – Renzi ha raccolto circa 5 milioni di euro di cui solamente del 30 per cento è nota la provenienza. Sui benefattori la Procura di Firenze ha aperto un fascicolo d’indagine lo scorso febbraio, senza indagati né ipotesi di reato. Magari Renzi anticiperà la magistratura rendendo noti tutti i nomi. Intanto può festeggiare il risultato record.

 

Il bilancio è stato approvato lo scorso 20 giugno 2015 nello studio di Bianchi a Pistoia. Presenti, oltre al presidente tesoriere, il ministro per le riforme Maria Elena Boschi, che della Fondazione è direttore generale; il sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Luca Lotti, che della Open è consigliere e il presidente di Aeroporti Firenze nonché prezioso amico di Renzi, Marco Carrai, anche lui nel cda.

 

MARCO CARRAIMARCO CARRAI

L’esercizio 2014 è riuscito ad azzerare tutti i debiti accumulati negli ultimi due anni, i più impegnativi della campagna elettorale permanente avviata nel 2008 e culminata nelle primarie 2013 con cui è riuscito dove appena un anno prima aveva fallito: conquistare la segreteria del Pd.

 

Basti pensare che il 2012 era chiuso con una perdita d’esercizio di 535 mila euro a fronte di una raccolta di 671 mila euro. L’anno della sfida a Pier Luigi Bersani era costato caro alla fondazione: 1 milione 231 mila euro di uscite, di cui quasi 900 mila euro per beni e servizi: organizzazione di eventi, campagne pubblicitarie, servizi fotografici, insomma: diffusione del verbo renziano.

 

boschi lotti italicumboschi lotti italicum

L’anno successivo non è andato molto meglio tanto che il bilancio 2013 si è chiuso con un deficit patrimoniale di 588 mila euro, seppure la racconta sia lievemente aumentata di 200 mila euro. Però il risultato è stato ottenuto: diventare segretario dei democratici e avviarsi verso la scalata di Palazzo Chigi. Obiettivo raggiunto. Così i costi nel 2014 sono stati eliminati. Le uscite per i servizi sono passate da oltre un milione a 495 mila euro. Dimezzati. Così come la voce dei rimborsi, delle trasferte, degli alberghi.

BUZZI CARMINATIBUZZI CARMINATI

 

Quasi azzerate le spese per i telefoni: da 30 mila euro a 4 mila, utenze in uso a Renzi (il premier ancora oggi usa il cellulare intestato alla fondazione) e ad altri componenti del cda. Azzerate, infine, le voci delle consulenze (da 180 mila euro a zero euro), del personale, dei noleggi. Del resto la campagna elettorale è finita e ora Renzi può far fronte attraverso il Pd o Palazzo Chigi.

 

Ma la Fondazione resta lì e, visto che è non profit, gli utili sono stati messi nel capitale sociale. La nota integrativa redatta da Bianchi è estremamente dettagliata. Manca solo l’elenco dei finanziatori, forse il dato più utile perché permetterebbe di rispondere alla legittima domanda: tra i benefattori c’è chi ha poi ricevuto incarichi o altri benefici dal Governo?

 

LOTTILOTTI

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?