di maio reddito cittadinanza

REDDITO NELL’OCCHIO - MENTRE I DEPUTATI GRILLINI METTONO NEL MIRINO CONTE E LE SUE DICHIARAZIONI SUL REDDITO DI CITTADINANZA, CONTINUANO A USCIRE NOTIZIE DI FURBETTI CHE SI APPROFITTANO DEL SUSSIDIO: COME IL 50ENNE UFFICIALMENTE DISOCCUPATO PROPRIETARIO DI SEI APPARTAMENTI IN ABRUZZO – ANCHE DI MAIO AMMETTE CHE I PERCETTORI “NON POSSONO STARE CON LE MANI IN MANO”. MA SE VOGLIAMO I SOLDI DELL’EUROPA IL PROVVEDIMENTO DOVRÀ ESSERE RIVISTO

1 – REDDITO DI CITTADINANZA, I 5 STELLE STOPPANO CONTE: SERVE UN CONFRONTO

Marco Galluzzo per il “Corriere della Sera”

 

LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO

Due sere fa Luigi Di Maio aveva dichiarato apertamente che c'è «una voglia di sabotare di il reddito di cittadinanza». Voglia che aveva collegato al fatto che solo 400 Comuni su 8.000 hanno indirizzato i percettori della misura di sostegno a lavori di pubblica utilità, anche per le imprese, per i commercianti, per le partite Iva.

 

Dopo l'iniziativa di Conte, anticipata ieri dal Corriere , che ha chiesto che entro sei mesi venga resa operativa la struttura informatica che deve aiutare l'incontro fra imprese e disoccupati, struttura oggi inesistente, in modo che la misura non resti meramente assistenziale, i Cinque Stelle difendono comunque la legge che fu una loro bandiera e cambiano prospettiva: lo stesso Di Maio insiste sul fatto che i percettori del reddito «non possono stare con le mani in mano ma devono dare un aiuto ai Comuni; andrebbe anche allargata la disponibilità di servizio per la collettività «sino a 20 ore settimanali».

reddito di cittadinanza

 

Insomma creare un sistema che incroci con efficacia domanda e offerta di lavoro «è prioritario», come chiede Conte ai suoi ministri, ma da subito i Comuni devono «approvare i decreti che permettano di utilizzare chi percepisce il reddito e non lo stanno facendo». Insomma da un lato una difesa della misura dall'altro un cambio di prospettiva rispetto a quello del presidente del Consiglio.

 

giuseppe conte luigi di maio e la card per il reddito di cittadinanza

Una nota dei Cinque Stelle aggiunge questo: «Il reddito di cittadinanza ha raggiunto quasi 3 milioni di persone e la nostra intenzione è quella di continuare ad assicurare un beneficio che ha aiutato tante famiglie. Siamo consapevoli che ci vogliono controlli più capillari, ma dal reddito non si torna indietro. Condividiamo la necessità di ottimizzare la parte relativa alle politiche attive del lavoro, espressa dal presidente Conte, in particolare l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro.

 

luigi di maio giuseppe conte e la card per il reddito di cittadinanza

Per raggiungere questo obiettivo, non si potrà prescindere da un confronto in sede parlamentare per trovare in maniera condivisa le soluzioni più adatte a favorire il più possibile l'occupazione dei beneficiari».

 

Insomma Conte non potrà fare da solo. Sul piede di guerra invece le opposizioni: «Il reddito di cittadinanza, così com' è, produce solo assistenzialismo e lavoro nero. Il Paese non può ripartire se sprechiamo cospicue risorse pubbliche per ingessare il mercato e per invitare milioni di italiani a restare a casa sdraiati sul divano in attesa del sussidio di Stato. Questa misura si è rivelata un danno. Pochissimi i cittadini ricollocati, migliaia di navigator a libro paga, pochi controlli, e soldi a pioggia a anche a boss, a ergastolani, a evasori e a delinquenti.

reddito di cittadinanza

 

Aboliamolo subito, ripensiamo strumenti positivi di sostegno alla povertà, e investiamo i 10 miliardi risparmiati per il taglio delle tasse e per stimolare l'occupazione», Mariastella Gelmini, capogruppo di FI alla Camera. Un giudizio condiviso anche dal partito di Giorgia Meloni. «Sin dall'inizio è stato un gigantesco flop. Era fin troppo scontato che una misura di assistenzialismo avrebbe incentivato il lavoro in nero», dichiara Daniela Santanchè.

 

2 – HA INTASCATO L'ASSEGNO PER 15 MESI MA POSSEDEVA SEI APPARTAMENTI

Giuseppe Ritucci e Giovanni Sgardi per “il Messaggero”

 

Ha intascato per quindici mesi il reddito di cittadinanza pur essendo più che benestante, proprietario di ben sei appartamenti tra Vasto e San Salvo. L' uomo, un 50enne di San Salvo ufficialmente senza occupazione, non aveva inserito le sue case nella dichiarazione dei redditi e così era risultato idoneo alla percezione del sussidio di circa 500 euro al mese.

reddito di cittadinanza

 

A smascherare la truffa ai danni dello Stato è stata la Guardia di finanza, alla fine degli accertamenti sul presunto nullatenente. Uno dei tanti rivoli investigativi delle Fiamme Gialle sul fronte degli imbrogli per ottenere il sostegno economico riservato ai disagiati. Gli uomini della Compagnia di Vasto, guidati dal capitano Marco Foladore, sono infatti impegnati «nel contrasto all' economia sommersa in genere ed agli illeciti commessi, mediante false attestazioni, ai fini dell' ottenimento del reddito di cittadinanza», spiegano al Comando.

 

reddito di cittadinanza alle poste 3

I militari, attraverso un' attenta analisi di rischio su persone che percepiscono il reddito di cittadinanza, hanno incrociato le informazioni presenti nelle banche dati a loro disposizione fino a ricostruire il profilo del cittadino sansalvese che, omettendo di dichiarare quanto di sua proprietà, aveva potuto richiedere all' Inps ed ottenere il reddito di cittadinanza. L' uomo ha così percepito indebitamente, dal mese di maggio 2019 all' agosto 2020, una somma di circa 7500 euro.

 

il centro per l'impiego di pomigliano d'arco

Un' indagine durata 5-6 mesi, «anche perché, in periodo di emergenza Covid, siamo stati impegnati in altre attività, insieme alle altre forze dell' ordine, sul territorio», spiega il capitano Foladore.

 

Al termine degli accertamenti il 50enne è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vasto e rischia una condanna fino a sei anni di reclusione. La sua posizione è stata poi segnalata all' Inps, che ha provveduto alla disattivazione della carta di pagamento elettronica e ora svolgerà gli adempimenti necessari al recupero del denaro percepito indebitamente per oltre un anno.

 

mafiosi con il reddito di cittadinanza

Ed è al vaglio anche l' eventuale incasso di affitti rispetto alle sei abitazioni, circostanza su cui prosegue l' attività di indagine delle Fiamme Gialle. Ma, quello scoperto dai militari vastesi, non è l' unico caso di reddito di cittadinanza anomalo. Sempre in provincia di Chieti un' analoga situazione, ma di proporzioni ancora più esagerate, era stata scoperta lo scorso luglio dalla Guardia di finanza di Lanciano.

le iene e i furbetti del reddito di cittadinanza 9

 

Nella rete degli investigatori era finito un uomo che percepiva il reddito di cittadinanza senza dichiarare i 120mila euro di affitti annui, riferiti a 15 immobili di proprietà della società di cui erano titolari la moglie e il figlio. Ed erano quaranta, complessivamente, le unità immobiliari nelle disponibilità della famiglia.

 

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