SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, MELONI RISCHIA GROSSO - GIOVANNI DIAMANTI DI "YOUTREND": "I SONDAGGI EVIDENZIANO IN MODO UNANIME UNA CRESCITA IMPORTANTE NELLE INTENZIONI DI VOTO DEL 'NO'" - "IN UNO SCENARIO DI PARTECIPAZIONE PIÙ ALTA, LA TENDENZA VEDE IL MARGINE A FAVORE DEL “SÌ” RIDURSI SEMPRE PIÙ. NEL COMPLESSO, IL VANTAGGIO DEI FAVOREVOLI ALLA RIFORMA CROLLA DAL 58.9 A 41.1% DI METÀ GENNAIO ALL’ATTUALE 53 A 47%" - LA BASSA FIDUCIA NEI CONFRONTI DEL GOVERNO (AL 32%) E IL RISCHIO CHE UN INTERVENTO DELLA PREMIER NELLA CAMPAGNA REFERENDARIA SI TRASFORMI IN UN BOOMERANG...
Estratto dell'articolo di Giovanni Diamanti per "la Repubblica"
A giudicare dalla copertura dei media e dei social, sembrerebbe un pessimo periodo per il comitato per il No. [...] L’intervento duro (per molti, esagerato) di Gratteri ha avuto un’eco impressionante, generando come conseguenza una pioggia di interventi e di attacchi alla sua professionalità da magistrato, scatenando una singolare caccia agli esiti dei singoli processi seguiti nella sua carriera. [...]
Eppure, gli istituti di ricerca evidenziano in modo unanime una crescita importante nelle intenzioni di voto del “No”. Molti istituti ormai mostrano un chiaro vantaggio degli oppositori alla riforma in un contesto, più che plausibile, di bassa affluenza. Ma anche in uno scenario di partecipazione più alta la tendenza vede il margine a favore del “Sì” ridursi sempre più. Nel complesso, l’ultima Supermedia di Youtrend vede il vantaggio dei favorevoli alla riforma crollare dal 58.9 a 41.1% di metà gennaio all’attuale 53 a 47%.
La verità è che in queste ultime settimane la campagna a sostegno del “No” ha saputo mobilitare sapientemente la propria base elettorale. È stata in grado di polarizzare la partita, limitando la penetrazione dei sostenitori del “Sì” all’interno del Campo Largo: nonostante un forte impegno da parte di esponenti riformisti, oggi quasi nove elettori su dieci della coalizione di centrosinistra voterebbero “No” secondo i dati Youtrend. Non solo: comitati e partiti dell’opposizione hanno fornito argomentazioni chiare, hanno comunicato in modo semplice, talvolta esagerato, ma complessivamente efficace. [...]
REFERENDUM RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
Oggi, infatti, in tanti invocano l’intervento di Giorgia Meloni. Un intervento che rappresenterebbe la sconfessione più plastica di tutta la strategia messa in campo dal centrodestra fino ad ora. La Presidente del Consiglio, tuttavia, sa come entrare in campagna elettorale, ma nonostante questo, se da un lato il suo intervento galvanizzerebbe la base conservatrice, dall’altro, con un governo al 32% dei consensi, potrebbe attivare tutto lo scontento nei confronti dell’esecutivo. Un rischio enorme, ma forse, oggi, un rischio necessario.
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