RENZI CANCELLA LA CANCELLIERI: “SI DOVEVA DIMETTERE!”. AFFONDO SU EPIFANI E LETTA: “DOVEVANO CHIEDERLE DI ANDARSENE”

1. CASO CANCELLIERI: RENZI METTE IL GOVERNO LETTA NEL MIRINO
Carlo Bertini per "La Stampa"


La buona intenzione più volte manifestata di non voler far fibrillare il governo subisce un primo stop, quando nei primi dieci minuti in diretta da Santoro, Matteo Renzi lancia una bordata tutta politica alla Cancellieri, a Epifani e anche a Letta: dicendo che «è inaccettabile che sia finita così»; che se fosse stato lui il segretario del Pd non l'avrebbe difesa e che lei «avrebbe fatto un servizio al paese se si fosse dimessa. In Italia le dimissioni le chiedono tutti e non le dà nessuno. Letta se voleva gliele chiedeva e non le ha chieste, lei non le ha date.

Ma è stato un errore: se il ministro Cancellieri riceve una segnalazione di un problema reale e non fa una scorciatoia, ma usa il canale istituzionale, il problema non si pone. Io mi scandalizzo soprattutto del fatto che il ministro della giustizia dica alla compagna dell'arrestato, "questo non va bene, non è giusto"».

Detto questo, «nel gruppo del Pd si decide insieme, per gestire anche opinioni diverse», risponde quando gli chiedono se i renziani sarebbero pronti a votare la mozione di sfiducia dei grillini al ministro della giustizia. Ma per Renzi, «il Pd deve fare una solenne promessa: che di fronte alle regole del mondo dell'economia la politica non è più succube, non è più succube agli interessi delle famiglie e degli amici degli amici ma prova a fare un percorso in cui legge è uguale per tutti».

Ha buon gioco Cacciari a dire che «ora la situazione di Renzi è delicata perché è evidente che avrebbe preferito le primarie da premier e non da segretario di un partito mai nato; e avrà un compito difficilissimo, perché se spara sul governo entra in conflitto lacerante con metà partito e con il suo premier». Sarebbe una catastrofe andare al voto anticipato?, gli gira la domanda Santoro.

«Non sarebbe una catastrofe - risponde il sindaco di Firenze - ma non credo che avverrà e non sarebbe il caso. Il 2014 è anno in cui si scopre ce c'è un bluff, dopo che hanno parlato delle riforme. Un partito che ha gli attributi in questo momento incalza la maggioranza per vedere se le cose si fanno. Quindi, nel palazzo il Pd deve essere un pungolo e fuori deve riscoprire la gente. Se divento segretario, andrò nella terra dei fuochi per dire che lo stato si riprende il territorio per riaffermare la legalità».

Poi però chiarisce di non voler far cadere l'esecutivo. «Non solo sono interessato a lavorare insieme al governo, ma prima delle mie ambizioni ho quella di cambiare l'italia». Rivendica però l'autonomia di poter criticare, «senza offendere nessuno». Ma sulle elezioni anticipate il punto vero è che ora «c'è l'occasione di fare le riforme, la nuova legge elettorale che impedisca inciuci dopo il voto».

Affondi che non risparmiano il Cavaliere, «non si può dire che su Alitalia non è colpa di Berlusconi, ma della Cgil. Berlusconi dà la colpa ad altri, ma ha fallito lui perché non ha fatto le cose, non perché altri lo ostacolavano», ribatte a Belpietro.

Negli stessi minuti, il «suo» partito decide di bloccare le iscrizioni per gli scandali scoppiati nei congressi provinciali. Dopo un'estenuante trattativa, il congresso di Rovigo viene annullato, le federazioni di Asti e Lecce verranno ascoltate lunedì per sapere se sono in grado di fornire una lista affidabile di iscritti. A Frosinone si devono rifare 36 congressi di circolo e vengono annullati alcuni congressi nella provincia di Cosenza.

Con il placet di Civati e Pittella, la commissione di garanzia dirama questa circolare: «Ogni membro della Direzione Nazionale del Pd riceverà per email, e con la clausola del silenzio-assenso, una proposta di modifica del regolamento congressuale. Se la Direzione avallerà la proposta, il tesseramento dei nuovi iscritti si sospenderà dall' 11 novembre fino al 24», quando si concluderà il voto degli iscritti sui candidati alla segreteria.


2. RENZI CONTRO L'ECONOMIA DEGLI "AMICI DEGLI AMICI" E I "PACCHI" DI SINDACATO
Da "Ilfattoquotidiano.it"


Matteo Renzi esprime la propria contrarietà sul comportamento del ministro della Giustizia e commenta: "Sarebbe stato meglio se Cancellieri avesse fatto un passo indietro dando un segnale in questo momento. Fossi stato il segretario del Pd non avrei difeso la Cancellieri e penso che avrebbe dovuto dimettersi.

Quella telefonata alla compagna dell'arrestato" - continua - "indigna, se uno mi chiama per una buca o per un problema io chiamo un dirigente, intervengo. Se il ministro Cancellieri riceve una segnalazione e si attiva verso canali istituzionali non ci sono problemi. Ma chiama e dice che è una vergogna ed è inaccettabile".

E chiede polemicamente: "Come fai a prendere 5 milioni di euro di liquidazione quando lasci una compagnia che va male? E la Consob stava in ferie? E l'Isvap stava in ferie? Ed i gruppi editoriali perché non ne parlavano?". Renzi sottolinea: "Perché in Italia c'è un sistema di amici degli amici, con famiglie che hanno quote in varie società, fanno i patti o pacchi di sindacato, ed hai aziende statali che non vengono aperte al mercato vero come Telecom e Alitalia.

Ed oggi dico che il Pd debba partire seguendo un percorso in cui la legge è uguale per tutti, ed oggi non è stato così". Secondo il sindaco di Firenze, inoltre, le elezioni anticipate non sarebbero una catastrofe ed afferma: "Nel 2014 scopriremo se il governo sta bluffando o meno. E se dovrò diventare segretario mi recherò nella terra dei fuochi a rappresentare lo Stato"

 

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