“RENZI È UNA CREATURA AL 100% DI RENZI” - IL PREMIER VISTO DA RUTELLI, CHE LO CANDIDÒ ALLA PROVINCIA DI FIRENZE A 29 ANNI: “È UN COMPUTER CHE CALCOLA TUTTO AL MILLIMETRO. MA NON DEVE ASCOLTARE SOLO I LECCACULO”

Wanda Marra per "il Fatto Quotidiano"

Il 3 giugno 2009, quando chiesi a Renzi come sarebbe andata a finire l'elezione a Sindaco di Firenze, mi rispose con un sms: ‘Finisce 48 a 33 al primo e 60/40 al secondo turno. Il clima è buono, ma ci sono troppi stronzi a sinistra'". A raccontarlo è Francesco Rutelli, un lunghissimo passato in politica (leader della Margherita, sindaco di Roma, ministro della Cultura), che conosce Matteo Renzi dal 2004, quando l'attuale premier non aveva ancora 30 anni. Tra i primi a scommettere su di lui, negli scorsi giorni si è lasciato andare ad affermazioni molto dure nei confronti dell'ex pupillo.

Quando ha conosciuto Renzi?

Quando fu candidato presidente della Provincia di Firenze. Mi dissero: ‘Presentiamo questo giovanissimo, un ragazzo prodigio'. Io ne fui contento. Il centrosinistra, nelle "regioni rosse", funzionava così: ai Ds il Sindaco, ovvero la polpa del potere locale. E ai Popolari prima, e alla Margherita poi, il Presidente della Provincia, ovvero la buccia.

Com'era Renzi all'epoca?

Lo trovai subito molto sveglio. Era veloce, ambizioso. E sembrava molto umile. Un giovane della provincia fiorentina, fissato col proposito di prendere la città, il capoluogo. E di farne il trampolino per conquiste successive. Ai miei occhi, una grande opportunità per svecchiare la classe politica. Infatti, lo aiutai nella fase iniziale e fino all'elezione a Sindaco. Lo portavo con me, anche quando ero al governo, come portavoce del territorio fiorentino. Da Hillary Clinton, da Sonia Gandhi, da Nancy Pelosi al Congresso Usa: "Guardate questo giovane, crescerà e magari ve lo ritroverete davanti, senza bisogno di essere accompagnato".

Il carattere, la parlantina erano quelli che conosciamo ora?

Aveva le idee chiare su quello che voleva. La parlantina ce l'aveva, ma era nella fase in cui stava imparando anche a trovare le sue motivazioni.

Come passò da fare il portaborse di Pistelli a batterlo alle primarie per Firenze?

Calcolò tutto al millimetro, come un computer programmato in anticipo, azzardo incluso. Se all'inizio era rispettosissimo verso i suoi maggiorenti di partito, poi non ha guardato in faccia nessuno, pur di portare a casa il risultato. Gioca in proprio, con un piccolo gruppo di fedeli.

Come ha valutato le sue ultime mosse, soprattutto la presa di Palazzo Chigi, con annessa defenestrazione di Letta?

È stata una strategia, una lucidissima operazione di conquista del potere da manuale. C'è anche chi queste cose le fa con il sorriso, senza scrivere "Enrico stai sereno". Ma ti pugnala lo stesso. D'altra parte anche il fine di Grillo che viene visto come l'anti-potere è la conquista del potere. I parlamentari che ha eletto sono cosa sua, e il divieto di "vincolo di mandato" stabilito dalla Costituzione, è una pinzillacchera.

Molti "rutelliani" lavorano con lui, a partire da Filippo Sensi, che era il suo portavoce ed ora è quello di Renzi. Lo sente ancora una sua creatura?

Filippo è un grande moderatore e avrebbe anche il fisico... ma non so se ci riesce. Intanto sono contento perché di gente più o meno brava, nella mia vita politica ne ho tirata su molta. E diversi di loro fanno bene a lavorare con lui. Però Renzi non è una mia creatura. È una creatura al 100% di Renzi.

È stato durissimo qualche giorno fa, definendo demenziale la riforma del Senato. Come mai?

Guardi, sa che mi sono preso un periodo sabbatico. Mi occupo di cultura, ambiente, con varie iniziative all'estero: vorrei contribuire a ridurre la mattanza anche del patrimonio culturale in Siria... Ma non smetto di avere delle opinioni. Allora: la legge elettorale è pessima, con diverse parti incostituzionali - soglie spropositate, ancora parlamentari nominati, premi illogici. Si disegna un sistema bipartitico. Ma le forze maggiori sono tre. E nessuna democrazia può permettersi di liquidare le forze minori come fossero un fastidio.

E la riforma del Senato?

Un Senato delle Regioni, un dopolavoro dei consiglieri regionali e qualche Sindaco a Palazzo Madama, mi pare folle: molto meglio ridurre il numero - come anch'io ho proposto - a 400 deputati e 200 senatori. Vi pare che le Regioni siano un esempio di buon funzionamento? Basta vedere la progressione delle tasse e delle spese, la corruzione, i fondi europei non spesi, la gestione disastrosa della torta del turismo nazionale, diviso per 20... Se il governo vuole davvero essere rivoluzionario, dovrebbe piuttosto abolire le Regioni.

Come ha valutato i primi passi di Renzi a Palazzo Chigi?

Per ora prevalgono i comunicati stampa sui provvedimenti di legge. Ma io gli faccio un'apertura di credito sincera. Tutti dobbiamo sostenere Renzi, a partire da due punti chiave: priorità, persino violenta, per restituire dinamismo all'economia e al lavoro. Corpo a corpo per riorganizzare la macchina pubblica, contro la paralisi burocratica. Per fare questo, non mi spaventano gli strappi. Se ce la fa, fa un capolavoro.

Vi sentite ancora?

Penso che ci sentiremo nei prossimi giorni, perché un paio di consigli glieli voglio dare. Non ascolti tutti i leccaculo, non c'è da fidarsi. E ascolti un po' di voci critiche: spesso aiutano.

 

Veltroni Borgna e Rutelli renzi rutelli domenici MATTEO RENZI CANDIDATO RENZI E MERKEL A BERLINOSANTO VERSACE FRANCESCO RUTELLI GIANFRANCO FINI GIANFRANCO FINI FRANCESCO RUTELLI

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO