UNA MANOVRA LAVA L’ALTRA - SI ERA PARTITI CON UNA LEGGE DI STABILITÀ DA 15-16 MILIARDI MA ORA RENZI E PADOAN SONO SALITI A 23 MILIARDI - POSSILE UN TAGLIO DEL 3% AI DIRIGENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Mario Sensini per “il Corriere della Sera

 

RENZI PADOANRENZI PADOAN

Il governo sarebbe intenzionato a creare una piccola riserva di bilancio nella prossima legge di Stabilità da utilizzare, se necessario, per la correzione del deficit pubblico del 2015. Una sorta di clausola di salvaguardia, del valore di un paio di miliardi, che scatterebbe se anche alla luce delle valutazioni della Commissione e del Consiglio Ue si rendesse indispensabile un aggiustamento strutturale dei conti pubblici maggiore di quello oggi previsto dal governo, pari ad appena lo 0,1 per cento del Pil.

 

Anche per questo la dimensione della nuova legge di bilancio dovrebbe salire a circa 23 miliardi di euro, rispetto ai circa 20-21 sui quali si ragionava nei giorni scorsi, mantenendo comunque un’impronta decisamente espansiva.

 

r RENZI PADOAN huge r RENZI PADOAN huge

Il governo è convinto che le condizioni strutturali dei conti pubblici siano migliori di quelle ipotizzate dalla Commissione, ed è anche pronto a dar battaglia sui numeri di Bruxelles, che il Tesoro ritiene non del tutto attendibili. Ma se la posta in gioco, come pare, fosse di appena un paio di miliardi, sebbene a malincuore, al governo potrebbe convenire adeguarsi.

 

Nessuna decisione è ancora presa, ma per il momento l’esecutivo sembra intenzionato a crearsi almeno uno spazio di manovra nel bilancio del 2015. Qualche indicazione in più sull’atteggiamento della Ue il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, potrebbe trarla oggi stesso e domani dalle riunioni dell’eurogruppo e del Consiglio Ecofin in Lussemburgo.

 

soldisoldi

Nella legge di Stabilità potrebbero esser previsti maggiori tagli di spesa, che al momento opportuno potrebbero anche essere sostituiti da altre misure, come il gettito «strutturale» della voluntary disclosure sui capitali detenuti illecitamente all’estero, che sta per partire, e per la quale, allo stato, non è computato alcun gettito.

 

Dei 23 miliardi della manovra, metà verrebbe dall’aumento del deficit, metà da un’articolata revisione della spesa, che abbraccerebbe le agevolazioni e gli sgravi fiscali per le imprese, e potrebbe impattare anche sul personale della pubblica amministrazione, con un possibile taglio del 3% agli stipendi dei dirigenti (con un intervento progressivo che tenga conto del tetto agli stipendi pubblici).

jean claude junckerjean claude juncker

 

Dalla revisione delle agevolazioni fiscali per le imprese arriverebbe poco più di un miliardo. Nel mirino i crediti d’imposta, che con le nuove regole contabili sono molto più pesanti sul bilancio, e i regimi agevolati sull’Iva e sulle accise per l’autotrasporto, l’agricoltura, l’editoria.

 

Cinque miliardi arriveranno dalla revisione della spesa per gli acquisti della pubblica amministrazione, con il riferimento ai prezzi standard della Consip, cui si aggiungeranno i risparmi dovuti alla razionalizzazione e alla dismissione delle partecipate locali. Le Regioni contribuirebbero con 3 miliardi (1,5 con il risparmio sugli acquisti, metà solo sulla spesa sanitaria), i Comuni con 1,5 miliardi e alle Province si chiederebbe un taglio di 500 milioni. Dai ministeri il governo conta di recuperare per il 2015 non meno di 3 miliardi. Dal recupero dell’evasione Iva con l’estensione del reverse charge , si conta di recuperare 6-700 milioni.

CONSIP CONSIP

 

Quasi tutte le risorse raccolte verrebbero redistribuite. Per finanziare il bonus di 80 euro servono 7,3 miliardi, almeno altri 2 saranno dati alle imprese con un taglio dei contributi sociali, che potrebbe anche essere superiore se, contestualmente, venissero eliminate altre agevolazioni. Con il superamento del Patto, rimpiazzato dall’obbligo del pareggio di bilancio, i Comuni potranno spendere 1,5 miliardi di euro in più che saranno coperti dallo Stato.

 

Il governo ha poi deciso di stanziare 1,5 miliardi per i nuovi ammortizzatori sociali , uno per la scuola, circa 500 milioni per sbloccare i contratti delle forze dell’ordine. Poi ci sono le spese ricorrenti «a politiche invariate», altri 5 miliardi tra missioni di pace, cinque per mille, fondi ad Anas e Ferrovie, cassa integrazione in deroga.

BILANCIO 
STATO
BILANCIO STATO

 

Il conto della spesa arriverebbe a circa 19-20 miliardi, lasciandone tre-quattro all’eventuale ulteriore riduzione del disavanzo strutturale. Neutra per i conti sarebbe invece l’operazione sul Tfr, che sarebbe vicina alla soluzione. Il versamento in busta paga sarebbe opzionale, limitato a due anni, e assistito da una garanzia pubblica.

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…