1.MA ANDARE A COURMAYEUR IN MACCHINA DA FIRENZE ERA TANTO INSICURO? AL MASSIMO IL CARO PREMIER AVREBBE TROVATO QUALCHE INTOPPO PER LA NEVE, COME TUTTI. INVECE ADESSO È COSTRETTO A DIFENDERSI PER QUEL VOLO SU UN FALCON DI PALAZZO CHIGI 2. PER I GRILLINI SI TRATTA DI UN VOLO DI STATO USATO A FINI PRIVATI, CON RELATIVO COSTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI. MA PER RENZIE, SI È SOLO DOVUTO RISPETTARE IL RIGIDO PROTOCOLLO DI SICUREZZA, CHE SI APPLICA ANCHE ALLA SUA FAMIGLIA 3. "LA STAMPA" RICORDA AL PREMIER SPACCONE CHE CI SONO ANCHE L’OPPORTUNITÀ E IL BUON GUSTO: “SE FRANCESCO, CHE CONOSCE I CUORI DEGLI UOMINI, SI SPOSTA PER ROMA E NEL MONDO IN UTILITARIA, MATTEO RENZI, CHE CONOSCE LE FURBIZIE DELLA COMUNICAZIONE, NON DOVEVA PORTARE MOGLIE E FIGLI A SCIARE CON L’AEREO DI STATO. NON PER POPULISMO, MA PER QUEL BUON GUSTO DI CUI C’È INVECE UN ENORME BISOGNO”.

1.”Nessuno scandalo ma scelta inopportuna”

Cesare Martinetti per “La Stampa

 

Dal cotechino per la cena in famiglia di San Silvestro a palazzo Chigi, al volo di Stato per moglie e figli a Courmayeur. L’ultimo dell’anno è l’occasione ideale per un agguato al presidente del Consiglio. Nel 2011 fu il leghista Calderoli ad affondare la polemica contro il professor Monti.

renzi vacanzarenzi vacanza


Ieri sono stati i grillini a prendersela con Renzi per aver portato la famiglia in Val d’Aosta con un volo di Stato. Allora come ieri la replica di palazzo Chigi è stata puntuale e circostanziata. Il professor Monti ci fece sapere che era stata la moglie signora Elsa ad aver acquistato (con tanto di scontrini esibiti) e poi cucinato personalmente tortellini e cotechino. Ieri la nota della presidenza del Consiglio ci ha dato i conti pagati personalmente dal premier per noleggio di sci, skipass, pranzi nei rifugi. Tutto a posto? Non tanto.

 

Va da sé che capi di Stato e di governo hanno il dovere - oltre che il diritto - di farsi proteggere. Un attentato alla loro sicurezza e a quella dei loro stretti famigliari è un attentato alla sicurezza di tutti. Nessuno rimprovererebbe mai al presidente degli Stati Uniti di raggiungere Camp David per il weekend in famiglia con moglie, figli e cane presidenziale a bordo dell’elicottero della Us Navy. Il frequente uso dei Tgv da parte dei presidenti francesi (eccetto Sarkozy) va nella rubrica patriottismi più che in quella della modestia. Così come i voli low cost usati talvolta dai premier inglesi Tony Blair e David Cameron sono sempre parsi più esibizionismi che altro.

 

matteo renzi al quirinalematteo renzi al quirinale

Ma i simboli, anche se inevitabilmente bugiardi, sono importanti. Se Francesco, che conosce i cuori degli uomini, si sposta per Roma e nel mondo in utilitaria, Matteo Renzi, che conosce le furbizie della comunicazione, non doveva portare moglie e figli a sciare con l’aereo di Stato. Non per populismo - che già abbonda a dismisura - ma per quel buon gusto di cui c’è invece un enorme bisogno.




2. “Matteo, vacanze di Natale a spasso sul volo di Stato”

di Valeria Pacelli e Tommaso Rodano per “Il Fatto Quotidiano

 

   Vacanze di Natale a Courmayeur, col volo di Stato. Non è un cinepanettone, il protagonista è Matteo Renzi. Il premier, dopo la missione in Albania, ha raggiunto la Val d’Aosta per qualche giorno di riposo sugli sci, a bordo di un Falcon 900 dell’Aeronautica militare. Palazzo Chigi non nega, ma ribatte: “Abbiamo rispettato tutti i protocolli di sicurezza”. Ed è vero, perché il premier ne ha diritto. Prendere un’auto o un treno invece che un aereo di Stato, per andare in vacanza è una questione di opportunità e discrezionalità. A differenza di Renzi, per esempio, Enrico Letta per le ferie di Natale da presidente in carica andò a Trieste con un volo di linea.

matteo renzi al quirinale matteo renzi al quirinale

 

   A SOLLEVARE la polemica, il M5s tramite una denuncia partita ieri pomeriggio, alla quale farà seguito un’interrogazione parlamentare. Il primo a pubblicarla è il deputato Paolo Romano sul suo blog, subito ripreso da Carlo Sibilia, membro del “direttorio” pentastellato. “Martedì 30 dicembre del fu 2014 – si legge nell’articolo – un Falcon 900 della flotta di stato solca i cieli del Mediterraneo. Riporta a casa da Tirana il nostro SuperPremier. Secondo i piani di volo il Falcon dovrebbe far rotta su Roma, ma evidentemente il premier ha fretta. Deve andare in vacanza. (...) Quindi anche il Falcon si deve adeguare. Dirottato su Firenze, imbarca moglie e figli del presidente del Consiglio e riparte alla volta di Aosta. Il Falcon con Renzi e famiglia atterra alle 21,25 sempre di martedì. Vacanze a Courmayeur. All’insegna del risparmio ovviamente. Di chi? Di Renzi e famiglia che alloggia nella caserma degli Alpini a spese della comunità (noi)”.

 

matteo renzi foto mezzelani gmt301matteo renzi foto mezzelani gmt301

Romano, sul suo blog, allega i piani di volo che dimostrano il percorso del volo di Stato. Parte da Tirana, dove Renzi ha incontrato il premier albanese, passa poi per Firenze (dove sosta per far imbarcare la famiglia del presidente del Consiglio) e atterra all’aeroporto Corrado Gex della Valle d’Aosta. Una struttura – come denunciano gli attivisti locali del Movimento 5 stelle – in stato di degrado e abbandono, che non serve voli di linea da anni.

 

“Quanto è costato – si chiede il deputato del M5s – questo volo di stato in missione vacanza? (...) Un Falcon quando si muove ha un costo notevole (euro 9000 all’ora)”.

 

DOPO qualche ora, il presidente del Consiglio replica su Twitter: “Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Palazzo Chigi – scrive Renzi – non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza #regole”. Poi Palazzo Chigi entra nel merito con una lunga nota: “Il presidente del Consiglio non ha raggiunto Aosta con il volo di Stato con cui si è recato a Tirana, in visita ufficiale in Albania (regolarmente atterrato a Roma), ma con un Falcon 900 (quindi con un altro volo di Stato, ndr), nel pieno rispetto della normativa e dei protocolli di sicurezza. Ciò riguarda anche la famiglia del premier quando si muove con lui, sottoposta agli stessi obblighi di sicurezza e a norma di legge; per quanto riguarda l’alloggio in caserma (...) il presidente del Consiglio ha regolarmente pagato il dovuto per sé e per i suoi familiari”.

 

matteo renzi foto mezzelani gmt297matteo renzi foto mezzelani gmt297

   La spiegazione non persuade i 5 stelle. Per Carlo Sibilia “Renzi deve restituire agli italiani i soldi spesi per farlo andare in vacanza. È l’ennesimo atteggiamento alla Marchese del Grillo: ‘io sono io, e voi non siete un c...o’”. Per il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio “sono atteggiamenti come quello di Renzi ad alimentare il menefreghismo di Stato”.

 

   Ma cosa dice effettivamente la direttiva di Palazzo Chigi sulla disciplina dei voli di Stato che definisce anche “i protocolli di sicurezza” in tutela delle massime cariche della Repubblica? All’articolo 1, comma 2 è scritto che “il trasporto aereo di Stato è sempre disposto (...) per garantire il livello di sicurezza o il trattamento protocollare connesso al rango della carica rivestita”.

TUTTAVIA, l’articolo 7 della stessa direttiva specifica i criteri generali da seguire prima di concedere l’aereo blu (l’ultima parola spetta alla segreteria di Palazzo Chigi): “Il trasporto di Stato è disposto secondo criteri di economicità e di impiego razionale delle risorse, previa rigorosa valutazione dell’inopportunità o della non convenienza dell’impiego di differenti modalità di trasporto, ovvero previa verifica delle specifiche esigenze di alta rappresentanza connesse alla natura della missione istituzionale supportata”. Trattandosi di vacanze, pur riconoscendo la prerogativa del premier alla tutela della sicurezza, questi criteri di “economicità e impiego razionale delle risorse” sono stati rispettati?


3. “Tutti gli ospiti dello strapuntino blu”

Val. Pa. e To. Ro. per “Il Fatto Quotidiano

 

PINOTTIPINOTTI

   Stavolta è toccato a Matteo Renzi. Ma la polemica sui voli di Stato ricorre spesso nella politica italiana. L’uso degli aerei blu è legittimo: in base alla direttiva del 2008, modificata 3 anni dopo, ne hanno diritto le massime cariche dello Stato e i ministri per le funzioni istituzionali. È anche vero, però, che dipende dalla discrezionalità dei destinatari scegliere di prendere un treno o un aereo di linea, soprattutto per le brevi distanze. Spesso non succede. Una delle più recenti polemiche sui voli blu riguarda il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, finita sotto inchiesta per peculato d’uso dalla procura di Roma, che ha rimandato gli atti – con la richiesta però di archiviare – al Tribunale dei ministri.

 

Mario MontiMario Monti

Per la Pinotti – come rivelato e documentato dal Fatto – il caso è diverso: il ministro era finito nell mirino del M5s non per un volo di Stato, bensì per un volo di addestramento programmato dal 31esimo stormo dell’Aeronautica, un Falcon 50, che il titolare della Difesa ha utilizzato per farsi accompagnare a casa a Genova. Era il 5 settembre scorso e la Pi-notti stava tornando da Cardiff con il ministro degli esteri, Federica Mogherini, e con Matteo Renzi. Su un Airbus i tre arrivano prima a Firenze, dove Renzi scende. La Pinotti e la Mogherini continuano verso Roma e qui su un volo ‘di addestramento’ sale il ministro della difesa che la porta direttamente a casa, a Genova.

 

   ADESSO,a decidere se si tratti di un volo programmato ‘su misura’ per la Pinotti, sarà il tribunale dei Ministri. Tra gli ex premier, anche Mario Monti è stato “vittima” di un volo di Stato. Il 19 settembre 2012, usò un aereo blu per andare a Milano al compleanno di Luigi Guatri, vicepresidente dell’Università Bocconi. Allora Monti si giustificò dicendo che a Milano c’era anche un “incontro riservato” in prefettura. Al professore va comunque dato atto che proprio durante il suo governo sono stati ridotti i voli di Stato: nel 2010 tra Airbus e Falcon ammontavano a ben 10.640 ore di volo. Con Monti, sono calati a 6.069 ore. Molto meno rispetto al passato.

 

berlusconi pascale  duduberlusconi pascale dudu

Silvio Berlusconi è stato indagato dalla Procura di Roma anche per abuso d’ufficio e peculato (poi archiviato dal Tribunale dei Ministri) per alcuni voli verso la Sardegna, sui quali salivano anche amici e ospiti delle sue feste a Villa Cerosa. In passato, ad approfittarne, sono stati spesso diversi ministri, come Roberto Calderoli e Michela Brambilla. Entrambi indagati quando erano al governo per aver dichiarato esigenze istituzionali inesistenti – secondo i magistrati – pur di ottenere un volo di Stato. Alla fine sono stati salvati dal diniego dell’autorizzazione a procedere da parte del parlamento. Il primo della serie fu Clemente Mastella. Prese un volo blu (da 20 mila euro) per volare a Monza a vedere il Gran Premio di Formula Uno. Rispose che era una “visita ufficiale”


 

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…