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RENZI VA AL SUPERMARKET, A NOI CI HA RIFILATO IL DISCOUNT - CI TOCCANO TUTTI I SUOI FEDELISSIMI, MANCO CI FOSSE IL PRENDI TRE PAGHI DUE: LI PRENDIAMO TUTTI E LI PAGHIAMO AMARAMENTE. MENTRE MATTEO SI METTE IN CODA AL BANCO MACELLERIA, A NOI SPETTA LA MACELLERIA SOCIALE DEL MINISTRO POLETTI CHE SPUTA SUI GIOVANI ITALIANI CHE LASCIANO IL PAESE

 

Francesco Borgonovo per ''La Verità''

 

Renzi SPESA CARRELLORenzi SPESA CARRELLO

Lui va al supermarket, però a noi ci ha rifilato il discount. Anzi, i rimasugli di magazzino del suo governo, ancora coperti di polvere e con la data di scadenza cancellata alla meno peggio. Guardando le immagini pubblicate dal settimanale Chi oggi in edicola, risulta evidente che Matteo Renzi non riesce a separarsi dal suo amato storytelling nemmeno quando va in bagno. Tutto quel che fa è studiato, costruito a tavolino. Vedendolo ritratto al supermercato mentre spinge il carrello, viene da pensare che la lista della spesa gliel' abbia compilata uno dei suoi geniali spin doctor.

 

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Magari lo stesso Jim Messina, tanto per rendersi utile una volta in vita sua. L' unica lista che davvero interessava a Matteo, d' altra parte, era quella dei ministri dell' esecutivo Gentiloni, cioè il governo Renzi ritornato sotto forma di farsa.

 

No, non è che siamo troppo cattivi e dobbiamo per forza dir male dell' ex premier. È lui che dice male di se stesso. Va a far la spesa e ha bisogno di comunicarlo al mondo, così ci tocca pure di conoscere la marca di pandoro che ha scelto e il the in brick che preferisce. Con lui, anche il market di Pontassieve diventa un palcoscenico.

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Stavolta si tratta di recitare il ruolo del casalingo superpiù, di quello che pensa ai fatti suoi e si dedica alla famiglia, trascinandosela dietro al gran completo per la sfilata dei buoni sentimenti.

 

Si fa accompagnare dalla moglie Agnese, fa mostra della sua competenza nell' utilizzo del lettore di codici a barre. Una brava massaia, non c' è che dire. Peccato che, da premier, i conti non li abbia saputi fare altrettanto bene: alla cassa del super, dopo tutto, mica puoi chiedere lo sconto in virtù dell' emergenza immigrati.

 

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Dunque eccolo lì, con tanto di scorta, a passare per gli scaffali, ad esaminare detersivi e cioccolata, e a riempire le sporte (quelle riutilizzabili, certo, mica quelle di plastica, perché bisogna rispettare l' ambiente).

 

Ora, che un ex premier vada vada a far compere con la moglie e i figli non è certo un delitto, intendiamoci. Anzi, forse avrebbe potuto andarci qualche volta pure quand' era ufficialmente in carica, magari chiedendo al ministro Padoan di accompagnarlo: avrebbero potuto scoprire insieme quanto costa davvero un litro di latte.

 

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No, scherzi a parte, Renzi faccia quel che gli pare: vada al super, all' iper e persino all' outlet, se gli va. Ma lo faccia per davvero, non come una messinscena per farci intendere d' essere tornato alla vita normale. Perché credergli, ormai, è impossibile. E più lui insiste, più risulta evidente che sta fingendo, che ogni gesto è programmato.

 

Lui va al supermaket, dicevamo, e a noi tocca il discount. Ci ritoccano tutti i suoi fedelissimi, manco ci fosse il prendi tre paghi due: li prendiamo tutti e li paghiamo amaramente. Mentre Matteo si mette in coda al banco macelleria, a noi spetta la macelleria sociale del ministro Poletti che sputa sui giovani italiani che lasciano il Paese. Intanto che Renzi esamina il pesce fresco, noi ci dobbiamo rassegnare a quel pesce in barile di Angelino Alfano, che non ci ha messo un attimo a smollare la patata bollente dell' immigrazione per dedicarsi alle passerelle internazionali.

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Al suo posto, ecco Marco Minniti: nel nostro carrello abbiamo pure Mastro Lindo, ma non fa splendere proprio niente.

Siamo sinceri: lo abbiamo sognato a lungo, di vedere il bulletto di Rignano ritornare a casa sua. Abbiamo sperato per mesi di ritrovarcelo ai giardinetti, invece che a far danni a Palazzo Chigi.

 

Ma non così. Non con questa pantomima, con questo disimpegno simulato: lui in Toscana a far le commissioni e i suoi sodali ancora a Roma a eseguire il mandato.

Se vuole andare in pensione, Matteo ci deve andare sul serio. Se vuole «tornare in mezzo alla gente, sul territorio» - come ha annunciato - lo faccia a tutti gli effetti. Altrimenti non è credibile. Lui, l' uomo che alle riunioni del Partito democratico nemmeno riesce ad ammettere di aver perso al referendum, d' un tratto si presenta come il bravo figliolo ritiratosi in campagna? Ma chi ci crede?

 

Tutta la faccenda è così incredibile che sorge persino il dubbio di averlo valutato male. Magari davvero sta pensando a un' altra carriera, diversa da quella politica. Con quelle foto su Chi, forse si sta candidando a fare il testimonial per qualche azienda, un po' come al governo ha fatto il testimonial per Jp Morgan. Se così fosse, suggeriamo alle ditte interessate di pensarci bene.

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Una volta Renzi consigliò agli italiani di acquistare azioni Mps: guardate com' è andata a finire. Voi comprereste un pandoro da uno così?

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