ORSONI SI E' DIMESSO – RENZI, VIA SERRACCHIANI, SILURA ORSONI: ‘’SE NE DEVE ANDARE”. LUI PRIMA PROVA A RESISTERE, "NON HO NULLA DA RIMPROVERARMI", POI SI ARRENDE E ANNUNCIA LE DIMISSIONI

FLASH - IL SINDACO DI VENEZIA ORSONI SI E' DIMESSO

 

 

1. MOSE: SERRACCHIANI-DE MENECH, ORSONI SI DIMETTA

Ansa.it

RENZIRENZI

 

"Siamo umanamente dispiaciuti per la condizione in cui si trova Orsoni" ma "abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato. Invitiamo Orsoni a riflettere sull'opportunità di offrire le dimissioni". Lo affermano Debora Serracchiani, vice segretario Pd e Roger De Menech, segretario regionale Pd. 

 

MATTEO RENZI E DEBORAH SERRACCHIANI jpegMATTEO RENZI E DEBORAH SERRACCHIANI jpeg

"Siamo umanamente dispiaciuti - affermano Serracchiani e De Menech - per la condizione in cui si trova Giorgio Orsoni, ma dopo quanto accaduto ieri, e a seguito di un approfondito confronto con i segretari cittadino provinciale e regionale del Pd, abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato di sindaco di Venezia". 

 

"Invitiamo quindi Orsoni - proseguono - a riflettere sull'opportunità nell'interesse dei cittadini di Venezia e per la città stessa di offrire le sue dimissioni. Siamo convinti, inoltre, che non si debba disperdere quanto di buono il Pd di Venezia e tanti bravi amministratori hanno fatto e stanno facendo per la città. Per questo e per la necessaria chiarezza indispensabile in simili frangenti riteniamo che lo stesso Orsoni saprà dare prova di grande responsabilità".

GIORGIO ORSONI GIORGIO ORSONI


Baita, di arresti dovrebbero farne nei ministeri...
Pierluigi Baita, il grande accusatore del sistema Mose, prefigura sviluppi fino "ai vertici dei ministeri" dell'inchiesta veneziana. "La settimana scorsa - dice Baita in un'intervista a 'L'Espresso' - hanno messo agli arresti l'ing. Luigi Fasiol per un incarico di collaudo su mia segnalazione. Con questo metro dovrebbero arrestare parecchi alti dirigenti ministeriali, manager pubblici e giudici contabili. Invece non ho visto nulla sui 26 mln di euro in collaudi dati ai vertici dell'Anas".

Letta, difenderò mia onorabilità
Enrico Letta ha dato mandato agli avvocati di agire in sede civile e penale per difendere la propria onorabilità contro chi lo ha associato alla vicenda Mose. Lo ha detto all'Ansa l'ex premier.

PIERGIORGIO BAITA jpegPIERGIORGIO BAITA jpeg

 

 

 

2. ORSONI: “IL PD? PARTITO DI FARISEI, RENZI VA DI FRETTA E PERDE LA SOSTANZA DELLE COSE” 

Fabio Poletti per ‘La Stampa’

 

Quando dopo otto giorni di arresti domiciliari Giorgio Orsoni torna a Cà Farsetti parte l’applauso. Di dimettersi non se ne parla per ora. Ma il mezzo sorriso sul volto del sindaco di Venezia nuovamente in carica nasconde un terremoto.

Sindaco Giorgio Orsoni, alla fine ha dovuto patteggiare...
«Quattro mesi sono una goccia di sangue che ho dovuto versare. Alla fine è poco più di un incidente stradale...».

Sembra che non sia questa la cosa peggiore che le è capitata.
«La cosa peggiore l’ha fatta chi ha anteposto un atto giudiziario della Procura alla conoscenza della persona».

mazzacurati giovannimazzacurati giovanni

Con chi ce l’ha con il Pd veneto, con il Pd nazionale...
«Ci sono stati molti atteggiamenti superficiali e farisaici da parte di alcuni esponenti del Pd. C’è chi si è affrettato subito a sottolineare che non ero nemmeno  iscritto al partito. Si sono comportati come anime belle. Fino al giorno prima del mio arresto mi chiedevano di ricandidarmi a marzo dell’anno prossimo. Poi, di colpo, mi hanno calpestato e scaricato».

Anche Matteo Renzi ha avuto parole dure dopo gli arresti. Sia verso i politici coinvolti che gli imprenditori. I suoi giudizi sono arrivati immediatamente...
«Mettere in relazione le accuse che mi riguardavano con le persone coinvolte nella vicenda MOSE è stato superficiale. Non si è minimamente tenuto conto della mia storia personale. Ci vuole responsabilità. La fretta è una caratteristica dei nostri tempi ma va a discapito della verità. Chi è abituato ad andare troppo in fretta perde la sostanza delle cose. Qualcuno che mi conosceva bene doveva almeno riflettere prima di parlare. Mi sento molto offeso per essere stato accomunato a dei malfattori».

ENRICO LETTA GIOCA A CALCIO ENRICO LETTA GIOCA A CALCIO

Alessandra Moretti del Pd due mesi fa a elogiava dicendo che il suo era «un modello politico che andava esportato». Due giorni dopo l’arresto ha sostenuto che lei era la «rappresentazione di ciò che più è vecchio nella politica...».
«Alessandra Moretti è stata bersaniana, poi renziana, sulla sua coerenza c’è poco da dire...».

Dopo la sua scarcerazione non ha sentito nessuno del Pd nazionale?
«Il sindaco di Torino Piero Fassino e questo mi ha fatto molto piacere».

Lei nel corso dei due interrogatori, davanti al giudice e poi lunedì coi pm, ha sempre sostenuto di non aver preso soldi direttamente nè di essersi occupato dei finanziamenti...
«Non ho mai pensato che i versamenti sul conto del mio mandatario elettorale non fossero leciti. Io non potevo sapere come si procurassero i soldi. Solo dopo la campagna elettorale ho saputo chi aveva contribuito. 

Io ho incontrato decine di persone, imprenditori o sedicenti totali, che dicevano che mi avrebbero sostenuto. Li ringraziavo senza sapere se poi lo avrebbero fatto».

Giovanni Mazzacurati del Consorzio Venezia Nuova giura di averle dato dei soldi personalmente...
«Mazzacurati è un millantatore. Ho spiegato ai magistrati che non ero al corrente in alcun modo dei meccanismi messi in atto per creare dei fondi destinati poi anche a contribuire alla campagna elettorale di tutti i partiti. 

 

Piero Fassino Piero Fassino

Conosco Giovanni Mazzacurati è stato anche un cliente del mio studio legale. Lui diceva che mi sosteneva, Che sosteneva sempre tutti i candidati perché non voleva essere incolpato da nessuno. Ho consegnato a lui come ad altri il numero di conto corrente del mio mandatario elettorale pensando che tutto fosse lecito».

Lei a verbale ha detto che altri del suo partito si occupavano di soldi...
«Chi organizzava la mia campagna elettorale sosteneva che il mio avversario aveva una maggiore disponibilità economica. Ma non ho mai immaginato che venissero utilizzati dei sistemi men che leciti per il mio finanziamento. Ai magistrati ho confermato che la mia campagna elettorale non è stata gestita da nessun comitato che rispondesse a me ma è stata gestita direttamente dai singoli partiti e che non sono a conoscenza di come il Consorzio Venezia Nuova si comportasse».

Ma perchè Giovanni Mazzacurati dovrebbe accusarla allora? Che idea si è fatto?
«Dopo la mia elezione ha cercato con insistenza di parlarmi dei problemi della città, del MOSE, dell’Arsenale. Argomenti che ci hanno visto spesso contrapposti. Non mi meraviglierei se avesse deciso di vendicarsi in qualche modo anche per questo. Mi ripeto: io non ho mai gestito direttamente la mia campagna elettorale. Il maggior organizzatore della mia campagna elettorale è stato il Pd».

CONSORZIO VENEZIA NUOVACONSORZIO VENEZIA NUOVA

A questo punto intende dimettersi?
«No. Ho deciso di non dimettermi perché non ci sono le condizioni oggettive per farlo. Non ho nulla personalmente di cui rimproverarmi. Potrei con impeto dare le dimissioni e mandare tutti a quel Pese ma non sono impetuoso e non lo faccio anche per un senso di responsabilità verso la mia città. 

 

I miei assessori mi hanno manifestato la solidarietà e consegnato le loro deleghe. Voglio ragionare a mente fredda. Mi auguro che non ci siano delle intromissioni da chi ragiona troppo a caldo e che ci sia il rispetto delle decisioni locali».

Ma se per qualche motivo le chiedessero di ricandidarsi nuovamente?
«Io ho sicuramente sbagliato ad accettare di fare il sindaco. Io sono più abituato a vedere i bianchi e i neri che i grigi. Ma di sicuro non medio sul malaffare. Mi sono fatto troppi nemici. Sono sicuramente innocente. Sono una persona che sicuramente non ha un passato politico e nemmeno un futuro». 

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