jimmie akesson vladimir putin matteo salvini marine le pen savoini orban

IL WARNING PREVENTIVO DEGLI USA: IL REPORT SUI SOLDI RUSSI È UN AVVERTIMENTO AI SOVRANISTI ALLE VONGOLE: NOI SAPPIAMO E VI AVVERTIAMO, VOI NON FATE CAZZATE  - ESISTONO UN DOSSIER CLASSIFICATO E UNO DIFFUSO ALLE AMBASCIATE: DRAGHI HA CHIESTO A BLINKEN DETTAGLI SUL PRIMO SENZA RICEVERE RISPOSTE: "ESISTE, MA SI TRATTA DI INFORMAZIONI CLASSIFICATE E DUNQUE NON DIVULGABILI. ALMENO AL MOMENTO", È LA CHIOSA – IL DAGOREPORT: CACCIA AI BENEFICIATI DAI SOLDI RUSSI. IL PRIMO NOME DELLA LISTA È QUELLO DI JIMMIE AKESSON, LEADER SVEDESE…

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fuori-nomi-caccia-beneficiati-mosca-cominciata-oltre-324485.htm

 

 

 

FABIO TONACCI,GIULIANO FOSCHINI per la Repubblica

 

mario draghi riceve antony blinken 4

Un dossier madre redatto a inizio anno, da cui è germinato un secondo dossier dato in pasto alle cancellerie dei più importanti paesi dell'Occidente. Per capire le fibrillazioni della campagna elettorale italiana delle ultime 48 ore - cominciate quando dagli Stati Uniti qualcuno ha voluto soffiare sulla brace del sospetto trasformandolo in un incendio - è necessario fare un salto indietro nel tempo e tornare a sette mesi fa, tra gennaio e febbraio del 2022, alla vigilia dell'invasione russa in Ucraina.

 

putin orban

È allora che il National security council, il Consiglio per la sicurezza nazionale che consiglia e assiste l'inquilino della Casa Bianca, consegna nelle mani del presidente Joe Biden e al Dipartimento di Stato un corposo report (il "dossier madre"), che mette insieme informazioni confidenziali di intelligence, fonti aperte e dati raccolti dalle diverse amministrazioni del governo americano, prima tra tutti il dipartimento del Tesoro. È un lavoro che ha l'ambizione di disegnare la mappa dell'influenza occulta della Russia di Putin sugli Stati dell'Occidente, Europa compresa. Un paragrafo è dedicato anche all'Italia.

 

LA PREVALENZA DEL CREMLINO - VIGNETTA DI ELLEKAPPA

Il warning alle Cancellerie Sette mesi dopo, settembre 2022, il Dipartimento di Stato decide di informare 200 ambasciate in tutto il mondo dell'esistenza del dossier. Ne declassifica alcune parti, per segnalare ai governi esposti l'allarme interferenze russe. In Italia, Palazzo Chigi scopre dell'esistenza del dossier dalla stampa americana. Dopo due giorni di lavoro serrato a livello di intelligence e di diplomazia, a seguito di una telefonata tra Mario Draghi e il segretario di Stato, Antony Blinken, fornirà oggi alcune risposte certe: al Copasir, prima, per voce del sottosegretario Franco Gabrielli.

 

E poi alla stampa, con il premier in persona. Stando alle informazioni che gli americani hanno fornito fino a questo momento, diranno i due, non ci sono evidenze che la Russia abbia finanziato direttamente alcun partito politico o leader del nostro paese.

 

Il documento classificato Come detto, tutto comincia quindi sette mesi fa quando il National Security Council stila il lungo report classificato. Repubblica - in un articolo di Paolo Mastrolilli - ha rivelato ieri che si tratta di una combinazione di informazioni di intelligence, cablo diplomatici e notizie open source. Si ripercorrono fatti e circostanze che vanno tra il 2014 e il 2022: gli analisti americani mettono in fila una serie di operazioni compiute dai russi in diversi paesi occidentali ed europei. E anche in Italia, della quale si parla diffusamente.

MATTEO SALVINI E PUTIN

 

 

Di ciò il nostro governo ha chiesto conto in queste ore ricevendo però un secco no. Lo chiede anche Draghi a Blinken, si apprende da fonti di governo italiane, spiegandogli la delicatezza della fase pre-elettorale, ma ottenendo in cambio un inevitabile: esiste, ma si tratta di informazioni classificate e dunque non divulgabili. Almeno al momento, è la chiosa. A sera, il Dipartimento di Stato fa anche sapere che «Blinken ha detto a Draghi che gli Stati Uniti non vedono l'ora di lavorare con qualsiasi governo uscirà dalle prossime elezioni».

 

IL CREMLINO E LE ELEZIONI ITALIANE

Il documento pubblico Ma perché allora, se tutto è segreto, la questione diventa pubblica? Succede martedì 13 settembre quando un lancio della Associated Press parla dell'esistenza di un report (il secondo dossier, nato dal primo) nelle mani del Dipartimento di Stato americano che dà conto di finanziamenti del Cremlino tesi a influenzare partiti ed esponenti politici occidentali: si citano 300 milioni di euro, spesi a partire dal 2014 e confluiti in una una ventina di paesi, tra cui alcuni in Europa. È stato inviato da Blinken alle ambasciate americane di almeno duecento paesi.

 

In Italia nessuno del governo è stato avvisato. Gabrielli (Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica) chiede conto all'intelligence Usa di cosa stia accadendo. Si muove personalmente il numero uno dell'Aise, Giovanni Caravelli. Poche ore dopo alla Farnesina viene notificata la famosa annotazione. Si tratta di un testo generico che mette in allerta le ambasciate delle operazioni di influenza russa. È in sostanza una sintesi del "dossier madre" classificato.

 

mario draghi riceve antony blinken 5

Nel documento si fa riferimento a venti paesi in cui sono stati certamente compiuti investimenti russi per influenzare la politica interna. Ma l'Italia non c'è. A conferma della veridicità, l'ambasciata deposita alla Farnesina il cablogramma originale mandando in confusione il ministro degli Esteri, Luigi di Maio. Che parla di nuovi file in arrivo. Ma in realtà si tratta sempre dello stesso: una sintesi di quello originale.

 

SALVINI SAVOINI

Le ripercussioni politiche Con la telefonata a Draghi, Blinken circoscrive - almeno al momento - l'effetto della campagna Usa sugli equilibri italiani, a pochi giorni dalle elezioni. Il premier, invece, si garantisce la possibilità di non dover gestire un dossier - quello principale - che potrebbe potenzialmente chiamare in causa leader e partiti. Resta però un enorme punto interrogativo attorno al contenuto e alla forza delle rivelazioni del testo secretato. Sarà il nuovo esecutivo a dover lavorare con questa spada di Damocle pendente. Certamente finendo per esserne condizionato, visto che potrebbe essere declassificato in qualsiasi momento.

matteo salvini con maglietta no sanzioni alla russia (e dietro savoini)savoini salvinijimmie akesson

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