“ANDREA PUCCI È QUELLO CHE È: UN ALVARO VITALI ARRIVATO CON TRENT’ANNI DI RITARDO” – “REPUBBLICA” IMPALA IL “COMICO” DI DESTRA: “IL MARTIRE NO, PER CARITÀ. NEMMENO IL PERSEGUITATO POLITICO. PERCHÉ ANDREA PUCCI, QUELLO CHE NEL SUO CAMERINO A COLORADO, ACCANTO A ‘FORZA INTER’, DISEGNAVA UNA CROCE CELTICA, NON È UNA VITTIMA DELLE ORDE LIBERAL” – “PUCCI, CHE OGGI FA LA VITTIMA, È UNO CHE SI VANTA DI ESSERE ‘L’UNICO COMICO DI DESTRA’, DOPO CHE IL COMUNE DI MILANO CON UN SINDACO DI CENTROSINISTRA GLI HA ASSEGNATO L’AMBROGINO D’ORO. È TALMENTE UN OUTSIDER DA ESSERE OSPITE FISSO NEI PROGRAMMI: ‘LA SAI L’ULTIMA’, ‘ZELIG’, ‘QUELLI CHE IL CALCIO’, ‘MAURIZIO COSTANZO SHOW’, ‘COLORADO’, POI ‘TALE E QUALE SHOW’, CONDUTTORE DI ‘BIG SHOW’ SU ITALIA1. UN VERO DISSIDENTE…”
Estratto dell'articolo di Francesco Bei per “la Repubblica”
il post di Andrea Pucci per annunciare la presenza a sanremo
Il martire no, per carità. Nemmeno il perseguitato politico. Perché Andrea Pucci, quello che nel suo camerino a Colorado, accanto a “Forza Inter”, disegnava una croce celtica, non è una vittima delle orde liberal. Non è un Tim Dillon, che in America spiega il woke con «sono solo ragazzini ricchi che pretendono di essere brave persone».
E non è nemmeno un corrosivo Dieudonné, l’antisemita francese che fa le battute sulle camere a gas e le lobby ebraiche. Purtroppo per la destra italiana, per Sanremo e per Carlo Conti, Andrea Pucci è quello che è: un Alvaro Vitali arrivato con trent’anni di ritardo. Il livello è quello.
Nei suoi spettacoli teatrali, che sono sempre sold out, c’è un sapore antico, da Bagaglino anni Ottanta.
I mariti e le mogli, che «sono stitiche ma cagano sempre il c…», che «se dovessi sempre seguire quello che dice mia moglie sarebbe un disastro», che «quando si vogliono accoppiare ti mettono il calcagno gelato sulle p…».
E la famiglia, le cene di Natale, «con il nonno che scoreggia», «lo zio di merda che infila il pandoro nel sacchetto e lo scuote per tutta la casa». Naturalmente non manca mai la lunghissima enciclopedia su genitali e affini, che dai tempi degli antichi romani condisce la comicità postribolare.
Ecco le visite dal proctologo, dall’urologo «con i suoi lunghi arti infilati in creme oleose», e «il c... mi era diventato un gamberetto sulla salsa cocktail», «qua c’è solo la pelle, ha portato anche l’osso?». I meridionali, da milanese caricaturale, non possono mai mancare nella sua galleria.
I sardi che sono piccolini, hanno le sopracciglia in cashmere sono incazzati neri 365 giorni all’anno, tanto che se gli fai gli auguri ti rispondono «vaff…»; i napoletani che urlano sempre e non si capisce niente, che passano con il rosso, che sulla Smart salgono in quattro perché tanto «non mi rompere il c...»; i baresi con i loro pelazzi che escono dalle camicie sbottonate su collane d’oro da un chilo e mezzo.
andrea pucci fotomontaggio con donald trump
Possono mancare i gay? A farne le spese anche il conduttore Tommaso Zorzi, che aveva vinto un’edizione del Grande Fratello, a cui nelle strutture per il Covid, invece di farti il tampone nelle narici, «se ti chiamavi Zorzi te lo infilavano nel c...». Risatone. «Se si è sentito offeso, mi scuso».
Pucci, che oggi fa la vittima, è uno che si vanta di essere «l’unico comico di destra», dopo che il comune di Milano con un sindaco di centrosinistra gli ha assegnato l’Ambrogino d’oro. Sessanta anni, garzone nella tabaccheria di famiglia, poi gioielliere, partito dai villaggi Valtur per arrivare al cabaret e alla televisione, dove Pippo Franco gli cambia il cognome da Baccan a Pucci, il comico “di destra” è talmente un outsider da diventare ospite fisso nei programmi: inizia con La sai l’ultima, diventa colonna a Zelig, Quelli che il calcio, Maurizio Costanzo, Colorado, poi giudice a Tale e quale show, conduttore di Big Show su Italia1. Un vero dissidente.
È sui social però che lascia andare la frizione, quando può esercitarsi contro le “zecche” o le donne della sinistra. Elly Schlein è la sua preferita, ne pubblica foto imbruttite e aggiunge le sue simpatiche didascalie: «Alvaro Vitali e Pippo Franco insieme», «già che ci sei dentista e orecchie no??? Ridicolaaa». «Non mi è simpatica - ammette - e l’ipocrisia di certa sinistra non la reggo». Su Rosy Bindi ricorre a un classico berlusconiano, «più bella che intelligente». Anche qui, risatone.
[…] Di Andrea Pucci esiste anche una versione export, quella filoamericana. Sempre sui social, sprizza grande simpatia per Trump, ci sono i meme insieme al presidente Usa o i video da turista davanti alla Casa Bianca mentre intona l’inno americano: «Ho un appuntamento con Donald, poi vi dico».
Con l’inquilino della Casa Bianca, che ha appena pubblicato un video in cui Obama e Michelle hanno corpi da scimmie, Pucci è sicuramente in sintonia e non solo politica. La comicità da terza media è proprio la stessa.




