giuseppe conte bandiera bianca

RESA DEI CONTE - IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO S’AVVIA ALLE DIMISSIONI, APRENDO UFFICIALMENTE LA CRISI, MA NON PRIMA DI AVER RANDELLATO SALVINI IN SENATO DEFINENDOLO “SPREGIUDICATO”, “MINISTRO DELLE ASSENZE” CHE “CERCA SOLO IL CONSENSO” - L’OBIETTIVO E’ DEMOLIRE LA SCUSA LEGHISTA DI UN GOVERNO PARALIZZATO DAI NO GRILLINI. E POI LANCERÀ QUALCHE SEGNALE DI APERTURA AL PD...

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI DECRETO SICUREZZA

Le sorprese, tantomeno con i giallo-verdi, non sono mai da escludere. Ma a meno di un clamoroso colpo di scena, questa sera dopo il dibattito in Senato, Giuseppe Conte salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Aprire la crisi. E divorziare, una volta per tutte, dal «traditore» Matteo Salvini. «È una questione di dignità personale e istituzionale», ha spiegato.

 

Eppure, ancora ieri sera, Conte veniva descritto «in dubbio». E non perché il premier non voglia chiudere con il capo della Lega che oggi, durante il suo discorso in Senato, descriverà nella sua «operazione verità» e di «trasparenza di fronte al Paese», come «il ministro delle assenze», il politico «spregiudicato» che interpreta la politica «solo come ricerca del consenso». Demolirà la narrazione leghista di un governo paralizzato dai no grillini. E lancerà qualche segnale al Pd, «ma in modo garbato e prudente», dice chi ci ha parlato.

CONTE SALVINI DI MAIO MOAVERO MATTARELLA

 

IL PRESSING

A innescare il travaglio di Conte è stato il forte pressing di Luigi Di Maio e di una parte del Movimento, tentati ancora di riaprire con la Lega, vista l'allergia per l'eventuale patto di governo in cui sarebbe incluso Matteo Renzi. E spinti dal proposito di far approvare, giovedì alla Camera, la riforma con il taglio degli onorevoli grazie ai voti del Carroccio. Operazione che non sarà possibile: le dimissioni di Conte, l'apertura formale della crisi, bloccherà i lavori parlamentari.

 

Che l'idea non fosse una boutade, è stato confermato dai silenzio di palazzo Chigi: «Non possiamo dire nulla su ciò che farà domani Conte». E dal fatto che la prospettiva di rinviare le dimissioni a giovedì, dopo aver incassato il taglio dei parlamentari, aveva due appeal. Illustrati con dovizia di particolari da Di Maio al premier. Il primo: spingere Salvini a votare la riforma voluta dai grillini e poi dirgli addio. Il danno e la beffa per il capo leghista.

 

salvini conte

Il secondo: il taglio dei parlamentari, con il successivo possibile referendum confermativo, la modifica della legge elettorale e il ridisegno dei collegi, come ha spiegato il Quirinale il 13 agosto - quando Salvini lanciò questa proposta come tentativo disperato di archiviare la crisi, avendo ormai perso il treno delle elezioni ad ottobre - impedirebbe di andare a votare prima di un anno. Il che rappresenterebbe, o avrebbe rappresentato, in caso di rottura della trattativa complicatissima con il Pd, un'assicurazione sulla vita per i 5Stelle.

 

E un disinnesco della minaccia rappresentata da Matteo Renzi, sospettato di voler staccare la spina al possibile nuovo governo in primavera, una volta formato il suo partito. In più, per Di Maio in testa, questo epilogo avrebbe potuto permettere di proseguire con la Lega da posizione di forza: «Potremmo sfrattare addirittura Salvini dal Viminale», ha argomentato Di Maio durante il suo pressing.

 

giuseppe conte e mattarella all'inaugurazione della nuova sede dell'intelligence 1

Il premier, però, superato il travaglio e retto l'urto delle pressioni, in serata ha confermato a Sergio Mattarella che oggi rimetterà il mandato. Innescando, appunto, l'apertura formale della crisi. E l'avvio, ufficiale, della trattativa per il governo di legislatura insieme al Pd, 5Stelle, Leu, +Europa etc. presentandosi all'opinione pubblica come il generale a presidio della linea Maginot anti-Lega, l'argine contro un nuovo abbraccio tra Di Maio e Salvini, così come del resto gli ha chiesto domenica Beppe Grillo in una telefonata serale.

 

A dispetto di quanto aveva detto alla vigilia, però il premier oggi non riuscirà probabilmente «a far mettere la faccia e le impronte digitali» di Salvini sulla crisi. E questo perché il voto su una risoluzione potrebbe essere rischioso: «Il capo del Carroccio è talmente disperato che, pur di evitare la fine del governo, potrebbe votare perfino un documento in cui lo definiamo quello che è: un traditore», dice una alto dirigente grillino.

 

conte salvini

Si vedrà. I colpi di scena, appunto, non si possono escludere: «Decideremo se presentare una risoluzione una volta ascoltato Conte», ha fatto sapere Di Maio.

Ciò che è certo, è che Grillo vuole imporre il premier uscente al Pd. «Per noi c'è solo Conte ed esclusivamente Conte. Zingaretti non accetta? Non è nella posizione di poter rifiutare», dice un altro esponente 5Stelle.

 

NIENTE SUBORDINATE

MOAVERO DI MAIO SALVINI CONTE MATTARELLA

Non è perciò un caso che il presidente del Consiglio nelle ultime ore abbia fatto filtrare di non essere interessato al prestigioso incarico di commissario europeo. Il posto gli è stato offerto dagli sherpa del Pd, per provare a farlo traslocare da palazzo Chigi. «Bisogna accontentare Conte, non umiliarlo», ha teorizzato Renzi. Ma il premier, che ora gioca il ruolo di nuovo leader del Movimento, non vuole premi di consolazione. «Del resto Conte è l'unica carta che possono giocare i grillini in caso di elezioni», spiega un leader dem, «e vogliono rafforzarlo in chiave anti-Salvini».

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...