LA RESA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA: L’AD IN USCITA DI TERNA RINUNCIA ALL'INDENNITÀ DI FINE RAPPORTO DA 7,3 MILIONI (NON È CHIARO SE ALL’INTERO IMPORTO O A UNA PARTE, COME FECERO GLI EX FERRARIS E DONNARUMMA) – LA COMUNICAZIONE DOPO L'"ULTIMATUM" DI MELONI ALLA MANAGER INDICATA PER LA PRESIDENZA DI ENI: "SCELGA O VALUTEREMO ALTERNATIVE" – LA VICENDA HA CONFERMATO L’IMPROVVISAZIONE DEL GOVERNO SULLA GESTIONE DEL DOSSIER E EVIDENZIATO UN PROBLEMA DI FONDO: L’ACCORDO CON DI FOGGIA DOVEVA ESSERE PREVISTO AL MOMENTO DELLA SUA NOMINA ALLA PRESIDENZA DI ENI, SFRUTTANDO IL RAPPORTO PERSONALE CON LA MANAGER CHE, NEL 2023, ERA STATA SCELTA PROPRIO DALLE SORELLE MELONI - IL SENATORE DEM MISIANI ANNUNCIA UN’INTERROGAZIONE…
Da adnkronos.com - Estratti
L'amministratore delegato di Terna, Giuseppina Di Foggia, rinuncia alla contestata indennità di fine rapporto da 7,3 milioni di euro. Di Foggia, indicata per la presidenza di Eni, "ha manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell’indennità di fine rapporto", spiega Terna in una nota, aggiungendo che saranno diffuse "ulteriori comunicazioni al completamento delle procedure previste dalla normativa e nel pieno rispetto dei principi di corporate governance".
La nota della società arriva poco ore dopo la presa di posizione della premier Meloni, che, a margine della sua visita al Salone del mobile di Milano, intervenendo sulla polemica legata ai cospicui emolumenti chiesti dalla manager, aveva lanciato una sorta di ultimatum: “Penso che la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buonuscita di Terna: mi pare abbastanza semplice la questione”, aveva detto, aggiungendo: "Credo che questa sia una scelta della Di Foggia, ovviamente nel caso valuteremo le nostre alternative".
Intanto il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle finanze Giorgetti e al ministro delle imprese e del made in Italy Urso sulla vicenda. Secondo Misiani “i fatti sono di una gravità che non può essere ignorata (…)
GIUSEPPINA DI FOGGIA
Stefano Iannaccone per www.editorialedomani.it
Il documento pubblico sulla buonuscita di Giuseppina Di foggia a Terna
Alla fine in tarda serata è arrivato il comunicato di Terna a risolvere la spinosa questione. «Terna rende noto che l’ing. Giuseppina Di Foggia ha manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell’indennità di fine rapporto. L’azienda diffonderà ulteriori comunicazioni al completamento delle procedure previste dalla normativa e nel pieno rispetto dei principi di corporate governance».
Ecco dunque che la partita delle nomine potrebbe essere stata risolta ai tempi supplementari. Perché in fondo il caso di Giuseppina Di Foggia, l’ad uscente di Terna designata alla presidenza dell’Eni, è quello che ha mandato in tilt il governo e ha confermato l’improvvisazione del governo sulla gestione del dossier. Lei, infatti, avrebbe voluto una buonuscita. Per la premier, inaccettabile: «Di Foggia deve scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buonuscita da Terna.
Mi pare abbastanza semplice la questione... Nel caso valuteremo alternative», ha minacciato in mattinata. Evidentemente le parole delle premier hanno sortito l’effetto sperato. Di Foggia ha puntato sul beau geste (non è chiaro se all’intero importo o a una parte, come fecero gli ex Ferraris e Donnarumma).
Tuttavia resta un problema di fondo: l’accordo con Di Foggia doveva essere previsto al momento della nomina in Eni, sfruttando il rapporto personale con la manager che, nel 2023, era stata scelta proprio dalle sorelle Meloni. Ora resta da capire, ma sembra cosa fatta a questo punto, quando avverrà il trasferimento alla presidenza.
(...)
giuseppina di foggia 1
giuseppina di foggia 6
giuseppina di foggia 5
giorgia arianna meloni patrizia scurti
Gli omissis del verbale chiave per la buonuscita di Giuseppina Di foggia a Terna


