lucia pasqualini francesco maria talo

GUIDA TURISTICA, CAMERIERA E DIPLOMATICA: LA RESISTIBILE ASCESA DI LUCIA PASQUALINI, LA RESPONSABILE DEL DESK AFRICA DI PALAZZO CHIGI, CHE HA PESTATO IL MERDONE DELLO SCHERZO TELEFONICO DEI DUE COMICI RUSSI ALLA MELONI. LA TESTA CHE È ROTOLATA È QUELLA DEL SUO SUPERIORE, FRANCESCO TALÒ, MA LA RESPONSABILITÀ È LA SUA – NEL 2018 PARLAVA ESTASIATA DELLA SUA CARRIERA, INIZIATA CON GLI STUDI IN INGHILTERRA: “AL PRIMO CONCORSO IN DIPLOMAZIA FUI BOCCIATA. ERO STUDIOSA E DETERMINATA, SONO CONVINTA CHE NON CI SONO SCORCIATOIE NELLA VITA…” – IL MATRIMONIO CON CLEMENTE CONTESTABILE, CONSIGLIERE DIPLOMATICO DEL MINISTRO SANGIULIANO

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1. BIOGRAFIA DI LUCIA PASQUALINI

Dal profilo Linkedin di Lucia Pasqualini

 

lucia pasqualini

Attualmente ricopre l'incarico di Consigliere diplomatico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal 2018 al 2022 ha prestato servizio in Cina come Console Generale d'Italia a Guangzhou. Da giugno 2015 a luglio 2018, è stata responsabile del programma

Borse di studio del Governo italiano e della promozione della lingua italiana e dell'istruzione superiore presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

 

Da settembre 2010 ad agosto 2014 è stata Console aggiunto presso il Consolato Generale d'Italia a New York. Dal novembre 2006 all'agosto 2010 è stata inviata all'Ambasciata d'Italia a Pechino dove ha ricoperto il ruolo di Capo di Gabinetto dell'Ambasciatore. Dal 2002 al 2006 ha ricoperto il ruolo di Secondo Segretario presso la Direzione Generale per gli Affari Europei, Desk Russia e Paesi dell'ex URSS.

 

lucia pasqualini - francesco maria talo' - Musalia Mudavadi

È entrata nel Servizio estero italiano nel dicembre 2002. Lucia si è laureata con lode in Scienze Politiche all'Università "La Sapienza" di Roma nel marzo 2000. Parla correntemente inglese e tedesco e ha una conoscenza pratica del cinese. È sposata e ha un figlio e una figlia.

 

 

2. L'OFFIDANA PASQUALINI: «DA GUIDA A CAMERIERA COSÌ HO CONQUISTATO LA CARRIERA DIPLOMATICA»

Estratto dell’articolo di Lucilla Niccolini per https://www.corriereadriatico.it/ - 9 novembre 2018

 

lucia pasqualini

«Come si fa ad arrivare a fare il console in Cina partendo da Offida? È una domanda che mi faccio spesso. Si tratta di un percorso che ho intrapreso molto giovane senza sapere dove mi avrebbe condotto».

 

Da Offida a Canton, per Lucia Pasqualini la strada non è stata lunga né impervia. Solo tanto impegno. «Tutto ha avuto inizio da una grande passione per le lingue e i viaggi. A sei anni già volevo imparare l’inglese […]. Così, a quattordici anni ho chiesto ai miei genitori di poter fare una vacanza-studio in Inghilterra. E da allora sono partita ogni estate per migliorare la lingua». Dopo la seconda vacanza-studio, Lucia si sente sicura e decide di partire da sola. «Ho fatto la guida turistica nelle cattedrali, e anche la cameriera».

 

lucia pasqualini

[…] Ieri studentessa apprendista nella capitale britannica, oggi sulla poltrona di console generale di Canton, dal 1° agosto. «Lo devo innanzitutto ai miei genitori, che hanno sempre sostenuto le mie scelte […]. Quando mi hanno lasciato andare in Inghilterra a studiare, poi più tardi a lavorare, non sapevano quasi mai dove realmente andassi. Da madre, oggi comprendo quanto sia costato loro darmi tanta fiducia».

 

[…]. «Loro mi hanno lasciato studiare ciò che amavo e inseguire un sogno che era più grande di quanto potessero immaginare. Di quanto potessi immaginare io stessa». Il sogno di lavorare in diplomazia […] nasce all’università, quando s’iscrive a Scienze Politiche alla Sapienza di Roma. Incontra personalità e stringe amicizie che le fanno comprendere cosa vuole fare da grande. «Ho conosciuto il professor Pietro Pastorelli: le sue lezioni di Storia dei Trattati e Politica Internazionale sono state fondamentali. Grazie a lui mi sono appassionata alle relazioni internazionali e ho imparato a leggere gli avvenimenti».

lucia pasqualini e clemente contestabile

 

[…] Non ha mai pensato, nemmeno una volta, di abbandonare il suo sogno, neppure quando viene bocciata al primo concorso di Diplomazia. «Sapevo che era difficile, ma anche che era, ed è, un concorso trasparente, dove vincono i meriti. Ero studiosa e soprattutto molto determinata, perché sono convinta che non ci sono scorciatoie nella vita».

 

E al secondo tentativo, ce la fa. Al suo fianco, il giovane Clemente Contestabile, che sarebbe diventato suo marito. «Ci siamo conosciuti davanti alla porta dello studio del prof Pastorelli, di cui eravamo entrambi laureandi. Mentre aspettavamo di essere ricevuti per la revisione delle rispettive tesi di laurea, abbiamo scoperto di avere le stesse passioni e lo stesso sogno».

Francesco Maria Talo

 

Affinità elettive. «Poi, mio marito, che aveva superato il concorso al primo tentativo, è stato di grande aiuto, incoraggiandomi con utili suggerimenti». […]

 

[…] La prima volta di Lucia Pasqualini in Cina, dal 2006 al 2010, a capo della segreteria dell’ambasciatore a Pechino. «Mi occupavo del coordinamento dell’attività dell’ambasciata». Poi, vice console a New York, dove incontra persone che porterà sempre nel cuore. Lancia l’iniziativa dei sottotitoli delle opere liriche al Met.

 

Lucia Pasqualini

[…]  «Non soltanto una soddisfazione personale, ma qualcosa di più. A New York ho imparato a dare sempre un’opportunità agli altri, e a valutarli per i risultati». Ora, a capo del consolato di Canton, ho responsabilità di gestione diretta su un’area che copre sei province, con una popolazione di oltre 300 milioni di abitanti. Trecento milioni di abitanti. È una grande sfida, soprattutto sotto il profilo promozionale. L’obiettivo principale è incentivare le opportunità di affari per le aziende italiane e promuovere il nostro Paese in un mercato in continua crescita, desideroso di scoprire il mondo e acquistare prodotti di qualità».

profilo linkedin di lucia pasqualini 4

 

[…] Quanto manca, l’Italia, alla giovane console? «Il nostro lavoro consiste nel promuovere il nostro Paese nel mondo e l’Italia è nel nostro cuore, ogni giorno, attraverso il nostro operato. E poi, da quando siamo all’estero, solitamente torniamo una volta l’anno, d’estate. Così, quando guardo le nostre colline e il mare all’orizzonte, mi piace credere che nulla, qui, sia cambiato». Da Offida nel mondo, e ritorno. Ma il mondo è troppo grande e interessante.

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