1- RICATTOPOLI? DI PIETRO ATTACCA NAPOLITANO E VIENE DIPINTO DA UN GIORNALE FILO-QUIRINALE COME “LA STAMPA” DI MARIOPIO ALLA STREGUA DI UN JAMES TONT IN MANO ALLA CIA 2- L’ATTACCO AL COLLE, CULMINATO OGGI CON LE “RIVELAZIONI” DI “PANORAMA”, È UN IMPEACHMENT MASCHERATO PERCHÉ IL PRESIDENTE SI OPPONE AL VOTO? PERCHÉ VOLEVA UN SECONDO MANDATO? O SI TRATTA SOLO DI UNA VENDETTA DEI BERLUSCONES? 3- IL QUIRINALE, CHE AVEVA PROMESSO SILENZIO, CONTRATTACCA: “NAPOLITANO NON È RICATTABILE. È IN CORSO UNA CAMPAGNA DI INSINUAZIONI A CUI ORA SI AGGIUNGONO DEI FALSI” 4- INGROIA SOTTOSCRIVE: È “PANORAMA” A RICATTARE IL CAPO DELLO STATO. E PERFINO TONINO CERCA LA PACE: “CI STA TUTTO CHE NAPOLITANO DICA QUELLE COSE AL TELEFONO”

1- QUIRINALE: NAPOLITANO NON E' RICATTABILE
(AGI) - Il Presidente della Repubblica non e' ricattabile, non ha nulla da nascondere e terra' fede ai suoi "doveri costituzionali". E' in corso "una campagna di insinuazioni e di sospetti" e alle "tante manipolazioni si aggiungono i falsi". Lo afferma un comunicato del Quirinale.

La "campagna di insinuazioni e sospetti" nei confronti del Presidente della Repubblica - si legge nella nota del Quirinale - ha raggiunto un nuovo apice con il clamoroso tentativo di alcuni periodici e quotidiani di spacciare come veritiere alcune presunte ricostruzioni delle conversazioni intercettate tra il Capo dello Stato e il senatore Mancino. Alle tante manipolazioni si aggiungono, cosi', autentici falsi. Il Presidente, che non ha nulla da nascondere ma valori di liberta' e regole di garanzia da far valere, ha chiesto alla Corte costituzionale di pronunciarsi in termini di principio sul tema di possibili intercettazioni dirette o indirette di suoi colloqui telefonici, e ne attende serenamente la pronuncia.

Quel che sta avvenendo, del resto, conferma l'assoluta obbiettivita' e correttezza della scelta compiuta dal Presidente della Repubblica di ricorrere alla Corte costituzionale a tutela non della sua persona ma delle prerogative proprie dell'istituzione. Risibile percio' e' la pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter "ricattare" il Capo dello Stato. Resta ferma la determinazione del Presidente Napolitano di tener fede ai suoi doveri costituzionali. A chiunque abbia a cuore la difesa del corretto svolgimento della vita democratica spetta respingere ogni torbida manovra destabilizzante.


2- PANORAMA RACCONTA TELEFONATE NAPOLITANO-MANCINO - E' POLEMICA. INGROIA: 'RICATTO A NAPOLITANO'. MESSINEO: 'VALUTEREMO FUGA NOTIZIE'
ANSA

Il settimanale Panorama nel numero in edicola pubblica "una ricostruzione esclusiva" delle telefonate tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino intercettate nell'inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia. In quelle telefonate - sostiene Panorama - sarebbero stati espressi "giudizi e commenti taglienti su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo".

CASINI, SU INTERCETTAZIONI AL COLLE COSA PRIMITIVA - "E' una cosa primitiva, non consona ad una società liberale che le intercettazioni private vengano sbattute sulle pagine dei giornali". Così Pier Ferdinando Casini ha risposto a chi gli ha chiesto un commento sulla pubblicazione delle indiscrezioni sulle telefonate del capo dello Stato.

INGROIA, PANORAMA? SE VERO QUESTO E' RICATTO A NAPOLITANO - "Se così fosse sarebbe un grave illecito e, qualora corrispondesse davvero al tenore delle intercettazioni, il ricatto al Capo dello Stato lo farebbe Panorama con quella copertina". Lo ha detto il magistrato palermitano Antonio Ingroia rispondendo alle domande di Lucia Annunziata, Luciano Fontana e Maurizio Belpietro che dal palco di Pontremoli, dove stanno presentando il libro del pm, gli hanno letto le anticipazioni dell'articolo di Panorama. "Non posso parlare del contenuto delle intercettazioni - ha aggiunto Ingroia - Né smentisco né confermo, non ne parlo". Ingroia ha poi ricordato che sulla questione "in passato Panorama ha tirato ad indovinare".

MESSINEO, FUGA NOTIZIE? VALUTEREMO - "Valuteremo, quando avremo acquisito tutti gli elementi utili, se aprire un'inchiesta sulla fuga di notizie perché è evidente che c'é stata una rivelazione di cose coperte dal segreto istruttorio". Lo dice il procuratore di Palermo Francesco Messineo a proposito della pubblicazione. "E' prematuro interrogarsi ora su chi sia competente a indagare", aggiunge rispondendo alla domanda se sulla vicenda dovrebbe indagare Palermo o Caltanissetta, dal momento che, in via teorica, non può escludersi che il presunto responsabile della fuga di notizie possa essere stato un pm palermitano. Messineo smentisce comunque che la ricostruzione delle telefonate fatta da Panorama corrisponda al loro reale contenuto.

DI PIETRO, COLLE RITIRI CONFITTO ATTRIBUZIONE - "Faccio un appello al Presidente Napolitano: ritiri il conflitto di attribuzione che è devastante perché mette in imbarazzo la Corte che dovrebbe per forza dargli ragione, presenti un messaggio alle Camere dicendo 'risolvete la questione' e renda pubbliche le telefonate". Lo ha detto Antonio Di Pietro parlando al Tg di SkyTg24.


3- DI PIETRO, SU CRITICHE NAPOLITANO CI BEVO MA LUI RISPETTI MAGISTRATI...
(Adnkronos) - "Non ci voleva un indovino per capire che due persone che si conoscono da 40 anni, al di la' dell'ufficialita', parlandosi si lasciano andare ad apprezzamenti e valutazioni". Antonio Di Pietro, parlando a SkyTg24, e' tornato sulle polemiche sulle intercettazioni delle telefonate tra Nicola Mancino e Giorgio Napolitano. "Che Napolitano possa aver espresso critiche contro Berlusconi, che si sia lasciato andare a qualche parola di troppo verso la Procura di Palermo e abbia criticato me ci sta tutto", ha detto il leader di Idv. "Anche se mi ha mandato a quel Paese capisco, e' una telefonata privata -ha aggiunto il leader idv-. Ne prendo atto e ci bevo sopra. Pero' se il capo dello Stato non rispetta il ruolo dei magistrati la colpa non e' di chi pubblica le telefonate ma di chi non rispetta i magistrati".

 

 

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