FREE BANANA – DOPO LO SCONTICINO, HIGHLANDER BERLUSCONI ASPETTA DA STRASBURGO IL MAXI-SCONTO PER POTERSI CANDIDARE NEL 2018 – A QUESTO PUNTO CONVERREBBE ANCHE A LUI COMPLETARE LA LEGISLATURA E SOSTENERE RENZI

Carmelo Lopapa per “la Repubblica

 

san silvio berlusconi con renzisan silvio berlusconi con renzi

«Mi gioco tutto sulla Corte di Strasburgo, sulla cancellazione della condanna e degli effetti della Severino, sulla piena riabilitazione politica: saranno loro a riconoscere la mia assoluta innocenza». Silvio Berlusconi guarda già oltre l’8 marzo. La priorità è poter tornare, anche solo potenzialmente, a candidarsi e a guidare partito e coalizione. Sa bene che lo sconto di pena di 45 giorni è una vittoria di Pirro, giusto un cadeaux nel quale certo confidava. Ma quando in mattinata l’avvocato Ghedini gli comunica la decisione del giudice Beatrice Crosti, la reazione è soddisfatta ma non certo sorpresa, né entusiastica. La libertà di movimento e lo scioglimento dei vincoli gli consente di tornare in pista giusto allo start della campagna per le Regionali di maggio.

 

Ma è ancora cocente la ferita per la disfatta sul Quirinale, la «delusione per il tradimento di Renzi», l’insofferenza mista a rabbia per le faide interne che hanno ridotto in brandelli Forza Italia. Il leader è impegnato come ogni lunedì ad Arcore in una serie di riunioni con i vertici delle aziende, prima del pranzo coi figli. «Quanto successo in questi giorni è il punto più basso, d’ora in poi prendo in mano la situazione, non delego più nulla, quando tra un mese torno nel pieno delle mie facoltà politiche, la musica cambia, su riforme e partito» è il commento a caldo coi suoi.

 

SILVIO BERLUSCONI ALLUSCITA DALLA SACRA FAMIGLIA DI CESANO BOSCONE SILVIO BERLUSCONI ALLUSCITA DALLA SACRA FAMIGLIA DI CESANO BOSCONE

Il recupero dell’«agibilità politica» è qualcosa in più che un sogno ed è legato appunto alla Corte europea dei diritti dell’uomo e non solo. Se davvero a questo punto strappasse la anche la «riabilitazione » e dunque lo sconto di pena di un anno rispetto all’interdizione, come vuole una tesi difensiva, se cioè tornasse “candidabile” dal 2018, ecco allora che avrebbe a maggior ragione un senso lavorare per la tenuta di Renzi e la chiusura naturale della legislatura.

 

L’invito recapitato a Villa San Martino domenica dal Quirinale, che consentirà all’ex Cavaliere di partecipare oggi alle 12 alla cerimonia di insediamento di Mattarella, è stata del tutto «protocollare», tengono a precisare. Come dire, un atto formale e dovuto. Al quartier generale lo considerano comunque un primo segnale positivo, distensivo.

 Corte dei diritti umani di Strasburgo Corte dei diritti umani di Strasburgo

 

All’insediamento di Napolitano, per dire, l’ex premier non ha partecipato. Lo stesso Berlusconi tuttavia sa bene che il rapporto con il nuovo inquilino del Colle è tutto da costruire. Rientrerà dunque a Roma di buon’ora, pur di essere presente. Ma prima ancora che con la prima carica dello Stato, ci sarà da ricostruire il rapporto col premier Matteo Renzi. Al governo il leader promette opposizione dura, ma sulle riforme Forza Italia non si tirerà indietro, «con senso di responsabilità», è il messaggio che continua a rilanciare Berlusconi.

 

cena fund raising di forza italia   berlusconi   maria rosaria rossi   francesca pascale cena fund raising di forza italia berlusconi maria rosaria rossi francesca pascale

Nessuno dei due staff conferma che possa essere inserito in agenda nei prossimi giorni un nuovo incontro a Palazzo Chigi, dopo lo strappo. Certo è che Renzi già ieri è tornato in radio a valorizzare il contributo di Forza Italia sulle riforme. Ad Arcore poi hanno già cerchiato in rosso la data del 20 febbraio, quando il Consiglio dei ministri affronterà la delega fiscale, col contestato sconto sull’evasione sotto il 3 per cento che il capo del governo, come la Boschi, torna a difendere. Berlusconi, neanche a dirlo, attende col fiato sospeso. Quello sì, avrebbe l’effetto del colpo di spugna sulla sua condanna.

 

ALFANO - FITTO - VERDINIALFANO - FITTO - VERDINI

Ma se il cammino delle riforme riprenderà, Denis Verdini sarà ancora al suo posto di ambasciatrore? Maria Rosaria Rossi invoca la sostituzione del «duo tragico» Verdini-Letta artefice del Patto del Nazareno e accusato del fallimento della trattativa sul Colle, una nuova fase la invocano anche Giovanni Toti, Paolo Romani. Ieri il sito dell’ Espresso ha pubblicato una lista di 43 parlamentari che avrebbero votato Mattarella anziché scheda bianca sabato mattina. Tra loro, si contano molti vicini a Verdini.

 

Il senatore toscano le giudica fandonie, giura fedeltà a Berlusconi. Col quale, per altro, sono tornati a sentirsi domenica. Fonti informate parlano già di un chiarimento dopo il silenzio durato quattro giorni. Più di tanto i due non possono restare lontani. E oggi, col rientro a Roma, il chiarimento avverrà dal vivo, a Palazzo Grazioli. Ma se gli impegni dopo la cerimonia al Colle lo consentiranno, Berlusconi potrebbe vedere anche Raffaele Fitto, al più lo farà domani.

nunzia de girolamo e giovanni totinunzia de girolamo e giovanni toti

 

L’eurodeputato invoca l’azzeramento nel partito, dopo la catastrofe di questi giorni. Giovanni Toti tende la mano proprio all’eurodeputato e avversario interno: propone un «patto generazionale» dei quarantenni. «Il Nazareno si è rivelato un fallimento, Fitto ha sbagliato, ma ora si apre una nuova fase e la sua battaglia può trasformarsi in qualcosa di costruttivo per il partito», è il suo invito. Ma l’ex governatore pugliese lascia cadere la cosa, non risponde nemmeno.

 

A indispettirsi e parecchio per la storia dei quarantenni è invece il capogruppo alla Camera Brunetta, 64 anni, che stronca: «Ma sì, allarghiamolo pure alle giovani marmotte». Il partito è un terreno minato. Berlusconi non ne avrebbe alcuna voglia, ma oggi deciderà anche se convocare tra mercoledì e giovedì una riunione dei gruppi per provare a sedare la tempesta.

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...