pnrr recovery giorgia meloni ursula von der leyen - le frasi di osho

SENZA RIFORME, SALTA IL PNRR – OTTENUTO IL VIA LIBERA DELL’UE ALLE REVISIONI DEL GOVERNO ITALIANO, BISOGNERÀ CONTINUARE A NEGOZIARE CON L’EUROPA SUI SOLITI TEMI: LOTTA ALL’EVASIONE E GIUSTIZIA – SUL PIANO POLITICO, URSULA VON DER LEYEN SA DI DOVER ESSERE CONCILIANTE CON GIORGIA MELONI PER ESSERE RIELETTA ALLA COMMISSIONE – LE PENSIONI, LA RIFORMA NORDIO E LA CONCORRENZA: TUTTI I TEMI DI FRIZIONE

Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il "Corriere della Sera"

 

ursula von der leyen giorgia meloni tunisia

È una strada in salita quella che il governo dovrà affrontare per arrivare a un accordo con Bruxelles sul Pnrr. Il via libera giunto la scorsa settimana alle revisioni proposte dal ministro Raffaele Fitto, in accordo con Palazzo Chigi, è infatti soltanto un primo passaggio.

 

Il percorso verso l’approvazione delle modifiche potrebbe rivelarsi meno semplice del previsto. A cominciare dal fatto che si dovrà tenere conto del fatto che la Commissione europea è particolarmente sensibile a due temi come la lotta all’evasione e la giustizia.

 

[…] Il negoziato potrebbe però avere tempi lunghi. Ursula von der Leyen ha un atteggiamento di «buona volontà» nei confronti del nostro Paese, ma questo non prescinde dal fatto che — come spiega una fonte interna — «i parametri di valutazione del Pnrr italiano rimangono identici e le 150 pagine presentate da Roma hanno ancora gravi lacune».

 

raffaele fitto giorgia meloni

Ci si muoverà su due piani, quello strettamente operativo e quello politico in cui Giorgia Meloni sa di poter contare proprio su von der Leyen. Le due hanno mostrato sintonia sin dall’arrivo della premier a Palazzo Chigi e da parte di entrambe c’è interesse a marciare unite.

 

Se Meloni conta molto sul consenso internazionale, e dunque sui giudizi lusinghieri che arrivano da Bruxelles, la presidente della Commissione ha tutto l’interesse ad avere buoni rapporti, per un motivo politico molto pragmatico, ben oltre i progetti di nuove maggioranze. Se deciderà di ricandidarsi a un secondo mandato, von der Leyen avrà infatti bisogno dei voti di Meloni nel Parlamento europeo. La cosiddetta «maggioranza Ursula» era infatti molto fragile, von der Leyen fu eletta con pochi voti di scarto.

 

giorgia meloni ursula von der leyen

Quindi avrà bisogno di nuovi sostegni, oltre a popolari e socialisti, tenendo conto che alcune componenti, come liberali e verdi torneranno a Strasburgo con meno seggi.

 

[…] Nessuno in sede europea nega che «sia comprensibile che lo sforzo del governo di Roma sia quello di concentrarsi sul superamento delle difficoltà e dei ritardi legati agli investimenti, rimodulando e concentrando il numero degli interventi, asili nido, studentati, autostrade». Ma la condizione posta è chiara: «La revisione non può avvenire a scapito della parte che riguarda le riforme, dove il piano italiano dice poco o nulla su lotta all’evasione e giustizia».

 

raffaele fitto presenta le modifiche al pnrr 7

Secondo una fonte interna «l’alchimia del piano è fatta di investimenti e riforme, entrambi sono importanti per il giudizio della Commissione, perché si rischia di vanificare gli investimenti pubblici sprecando risorse».

 

Dopo aver effettuato una prima analisi del dossier ci sono alcuni punti già fissati dai tecnici che rischiano di non superare il vaglio. Ad esempio, va bene completare la Catania-Palermo, «ma questo non può prescindere dalla riforma del Codice degli appalti».

 

Altro esempio che viene citato in queste ore è quello della Spagna. Tra gli argomenti utilizzati da Fitto per motivare la scelta di non inserire alcune riforme c’è «l’inutilità di porre degli obiettivi molto ambiziosi che poi non possono essere realizzati».

viktor orban giorgia meloni ursula von der leyen

 

Ma all’interno della Commissione viene ritenuto «non convincente» proprio perché Madrid è riuscita «a riformare le pensioni pur avendo maggiori rischi politici». Infine i conti e la frenata all’economia causata anche dalla debolezza tedesca e dai tassi in aumento. «È un periodo di grande volatilità. Per centrare l’obiettivo dell’1% di crescita, il Pnrr sarà decisivo. Altrimenti l’Italia rischia di restare fanalino di coda nel 2024», sottolineano con preoccupazione da Bruxelles.

giorgia meloni ursula von der leyen raffaele fitto presenta le modifiche al pnrr 1raffaele fitto presenta le modifiche al pnrr 6giorgia meloni ursula von der leyen mark rutte kais saied

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...