RISOLTA LA PRIMA EMERGENZA NAZIONALE: ASSISTENZA SANITARIA AL FIDANZATO DI SCALFAROTTO

Emiliano Liuzzi per il "Fatto quotidiano"

Grazie a Ivan Scalfarotto, il Parlamento scopre che esistono le coppie omosessuali. Non che lo avessero dimenticato, ma da quando Ignazio La Russa chiedeva, solo due legislature fa, quale bagno dovesse usare Vladimir Luxuria sembrano passati secoli.

L'allora deputata di Rifondazione comunista faceva il suo ingresso a Montecitorio e da transgender destava scandalo tra onorevoli rimasti fermi all'epoca della Democrazia cristiana. Ora a cambiare le carte in tavola con fatti discutibili ma concreti è Ivan Scalfarotto, che all'ufficio di presidenza della Camera ha chiesto che l'assistenza sanitaria possa essere estesa anche al compagno omosessuale. A favore Pd, Pdl e Sel.

Astenuti Scelta Civica e Movimento 5 Stelle: "È un atto ipocrita e ad personam", hanno commentato i grillini, "troppo facile estendere i diritti quando a essere interessati non sono tutti i cittadini". Ma sulla carta suona da rivoluzione, per una coppia che lo Stato italiano non riconosce. Il compagno di Scalfarotto si chiama Federico e vive a Milano con il deputato e due gatti. I diritti sanitari estesi a entrambi rappresentano una piccola vittoria in una guerra che sembra collezionare solo sconfitte.

A commentare l'accaduto Paola Concia, ex deputata del Pd che non ebbe lo stesso trattamento e che ora su Twitter commenta: "Io per cinque anni ho subìto una discriminazione".

Sposata con la compagna Ricarda in Germania,Concia è in prima linea da anni per i diritti degli omosessuali e ci tiene a sottolineare l'ingiustizia subita. Le risponde Scalfarotto: "Ha ragione. È stata esclusa in quanto lesbica". Il passo in Parlamento è arrivato tardi, come in ritardo è la legislazione italiana. In altri contesti invece, quasi tutte le assicurazioni private prevedono che a essere coperto sia anche il compagno omosessuale.

La prima categoria professionale a prevederla fu quella dei giornalisti con la Casagit, grazie a una battaglia tra il 1996 e il 1997 condotta da Paolo Serventi Longhi della Fnsi e dall'allora presidente Arcigay Franco Grillini. Ora anche Montecitorio si adeguerà a quello che nel 2013 gli attivisti Lgbt dicono dovrebbe essere scontato. Nell'universo politico italiano però gli omosessuali ci sono e da tempo cercano di far valere i propri diritti.

Un nome fra tutti Nichi Vendola, presidente della regione Puglia e leader politico di Sel. 54 anni e un compagno, Vendola si batte per i matrimoni gay e l'adozione agli omosessuali. "Io non voglio vivere in un acronimo", il suo commento ai Dico, "ma voglio sposarmi con il mio compagno". A picconare il muro dei pregiudizi ci aveva già pensato Vladimir Luxuria, eletta nel 2006 come deputato di Rifondazione comunista.

Transgender nota alle cronache politiche e non solo, ha incontrato il primo ostacolo nella derisione di Ignazio La Russa. Di battaglie ne sa qualcosa Rosario Crocetta, presidente in Sicilia e vittima di minacce mafiose: "Né froci né comici al governo", la lettera anonima arrivata al Pm Nino Di Matteo. Si riferivano al politico e al suo orientamento sessuale.

Ora la scossa viene da Scalfarotto: "È una battaglia civile che va nella direzione del matrimonio egualitario". Intanto il Movimento 5 Stelle, dopo essersi astenuto sull'estensione dell'assistenza sanitaria alle coppie omosessuali ("questioni da casta"), ha chiesto attraverso la deputata Mara Mucci un asilo nido a Montecitorio. Coppie gay casta, asilo nido civiltà. Quando si dice contraddirsi.

 

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